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Dettaglio News
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Data Pubblicazione:
17/01/2010
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Tassa su PC, cellulari e memorie a favore della Siae
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Il decreto firmato lo scorso 30 dicembre da Sandro Bondi, il ministro dei Beni e delle attività culturali, stabilisce che i produttori strumenti dotati di memoria devono versare alla Siae una tassa come "compenso" della possibilità che il privato ha di effettuare delle copie di opere soggette a diritto d’autore.
Finora una simile tassa gravava solo su CD e DVD, con il risultato di aver distrutto questa industria italiana. Adesso viene estesa a tutti i prodotti dotati di memoria.
Secondo le stime di Confindustria e Assinform, la Siae incasserà circa 300 milioni di euro, una cifra che ovviamente i produttori finiranno per scaricare sui consumatori.
In alcuni casi, come i cellulari, è prevista una somma forfaittaria di 90 centesimi su ogni prodotto; in altri, come gli hard disk o la drive pen Usb, si va un tanto a GB.
"Anche in altri Paesi europei c'è l'equo compenso, ma non a questi livelli e non esteso a così tanti prodotti", dice l’avvocato Scorza specializzato in questioni di copyright e tecnologia.
"L'assurdo è che in Italia l'industria o i consumatori finanzieranno Siae anche per prodotti che non c'entrano nulla con la copia privata. O che c'entrano solo marginalmente". È raro, in effetti, usare la memoria di un cellulare per ospitare copia della musica comprata su CD; ancora più improbabile che lo si faccia per i film in DVD. "Impossibile, inoltre, usare l'hard disk di un decoder Sky per questi scopi. Eppure l'equo compenso si applicherà anche a tali prodotti".
La pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale è prevista a giorni e subito dopo diventerà effettivo.
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