“Fotografo da quasi sessant’anni; ho viaggiato in cinque continenti. Il mio viaggio nella fotografia è iniziato negli anni Sessanta quando studiavo all’Università della California, a Berkeley. Ho conosciuto i leader del movimento contro la guerra del Vietnam e del Black Power, tra cui Bobby Seale, co-fondatore delle Pantere Nere, che è diventato un mio mentore. Seale e le Pantere mi hanno fatto conoscere dall’interno quella comunità.
Sebbene abbia fotografato tante persone di culture diverse, c’è un filo conduttore che accomuna tutte le mie immagini: esploro le cose che ci dividono e quelle che ci uniscono, la violenza e gli abusi, ma anche la sensualità, l’amore, la speranza e la trascendenza.”
Stephen Shames utilizza la fotografia per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle questioni sociali; Stephen va oltre la semplice documentazione per catturare l’emozione e le sfumature della vita quotidiana. Il suo approccio infatti non si limita a un’osservazione distaccata, ma lo porta a immergersi completamente nella situazione, costruendo un rapporto di fiducia con i soggetti.
Le opere di Stephen Shames sono state esposte in numerose importanti istituzioni e fanno parte delle collezioni permanenti di oltre 40 musei internazionali, tra cui il MoMA e il Metropolitan Museum of Art. Tra i suoi lavori segnaliamo
Black Panther Party
Durante gli anni Sessanta e Settanta ha avuto la possibilità di raccontare dall’interno il movimento Black Panther Party, una delle più influenti e radicali organizzazioni politiche afroamericane negli Stati Uniti. Fondato nell’ottobre del 1966 a Oakland, in California, il partito nacque in risposta alle continue violenze e alla brutalità della polizia contro le comunità nere.
Stephen Shames ha documentato non solo le manifestazioni e le proteste, ma anche la vita dietro le quinte; le sue fotografie mostrano i membri del gruppo in momenti privati e svelano il lato più intimo e umano del movimento.
Povertà infantile e i senzatetto
Un altro ambito del suo lavoro riguarda la documentazione della povertà infantile e della vita dei senzatetto negli Stati Uniti; i suoi progetti, come Outside the Dream: Child Poverty in America, hanno avuto un forte impatto, tanto da portarlo a testimoniare di fronte al Senato degli Stati Uniti nel 1986. Le sue immagini raccontano le difficoltà e le speranze dei bambini e delle famiglie che vivono in condizioni precarie.
Nel corso della sua carriera, Shames ha esplorato una vasta gamma di argomenti, tra cui la violenza giovanile, la vita delle comunità emarginate e ha ritratto figure pubbliche come Stephen Hawking, presidenti e musicisti.
Fotografo documentarista francese, è noto per il suo impegno nella fotografia sociale, un percorso lungo quarant’anni. Jean-Louissi è dedicato a documentare la vita delle persone che vivono ai margini della società.
Courtinat ha un approccio di profondo rispetto; non si limita a scattare, ma si immerge nella vita dei suoi soggetti e questa intimità gli permette di catturare immagini che, pur mostrando vulnerabilità e sofferenza, restituiscono loro dignità e umanità. Il suo lavoro è animato da un forte senso di responsabilità. Le sue immagini sono un appello alla giustizia sociale e alla compassione e mostrano come la fotografia possa essere un potente strumento per sensibilizzare sulla condizione umana. Il suo rispetto nei confronti delle persone riguarda sia la giusta distanza fotografo-soggetto al momento dello scatto, sia la lunga preparazione di ogni lavoro.
Le sue fotografie sono forti e ben costruite, ma Jean-Louis Courtinat va oltre la forma, la composizione nasce dall’emozione. Per lui, fare fotografia sociale è affrontare la realtà, è fotografare “la presenza”.
Jean-Louisama il bianconero perché le sfumature di grigio sanno esprimere la complessità e le sfumatura della realtà.
I suoi lavori principali
Il mondo degli emarginati
Ha realizzato reportage su persone senza fissa dimora, malati, anziani e disabili; le sue immagini accendono la luce su “vite minuscole” e su “persone senza importanza” che spesso vengono ignorate dalla società.
Malattia e fine vita
Un progetto particolarmente emozionante è quello realizzato all’Istituto Curie di Parigi, dove ha documentato la vita dei bambini malati di cancro, cogliendo momenti di dolore e di gioia.
Orfanotrofi in Romania
Ha documentato anche la situazione degli orfanotrofi in Romania, la loro condizione di abbandono e povertà.
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