Archivio Naturale è uno dei progetti più significativi di Filippo Romano, fotografo documentarista, e comprende un’esplorazione profonda del paesaggio dello Stretto di Messina. L’opera non è una semplice raccolta di “belle foto”, ma una mappatura antropologica e visiva dell’area tra Scilla e Cariddi; Filippo Romano osserva come la natura selvaggia e mitologica dello Stretto conviva (e spesso si scontri) con l’urbanizzazione caotica, l’abusivismo edilizio e le infrastrutture pesanti.
Tema Principale è la contrapposizione tra la potenza estetica del mare e la fragilità delle costruzioni umane sulla costa. Lo Stretto viene raccontato come un luogo di transito, un “non-luogo” che però possiede una forza identitaria forte, radicata nel mito. Il termine “Archivio” suggerisce un approccio di tipo scientifico: catalogare ogni frammento di paesaggio per preservarne la memoria prima che muti ulteriormente.
