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Anche la Galleria dell’Accademia di Firenze è in Gigapixel

Redazione fotografia.it | 1 Giugno 2020

Durante questo periodo di chiusura causa Covid-19, anche la Galleria dell’Accademia di Firenze ha deciso di avvalersi di Haltadefinizione per digitalizzare oltre 50 opere tra cui il Ratto delle Sabine di Giambologna, i dipinti di Lorenzo Monaco, Pietro Perugino, Filippino Lippi, Sandro Botticelli, Pontormo, Bronzino e Allori.

Trittico della Pentecoste di Andrea Orcagna

Già ad inizio aprile anche la Pinacoteca di Brera, grazie ad Haltadefinizione – tech company specializzata nella digitalizzazione di beni culturali e in attivita` di promozione e divulgazione – aveva messo online le proprie opere più importanti nell’ambito della campagna promossa dal MIBACT #laculturanonsiferma. Grazie al digitale, oltre a poter fruire dell’arte comodamente da casa, si potrà monitorare lo stato di conservazione delle opere: questi sono i due motivi che hanno spinto anche la Galleria dell’Accademia di Firenze a muoversi in direzione della fotografia Gigapixel. “La campagna offrirà a studiosi e restauratori un importante strumento per valutare e mappare lo stato di conservazione delle opere” spiega Eleonora Pucci, funzionario restauratore del museo.

“Il progetto ha preso avvio in fase sperimentale nell’agosto 2019 con l’acquisizione della pala di Andrea Orcagna, all’epoca in restauro e procede ora nelle sale del museo con le riprese di oltre 50 dei maggiori capolavori in collezione tra cui il Ratto delle Sabine di Giambologna, i dipinti di Lorenzo Monaco, Pietro Perugino, Filippino Lippi, Sandro Botticelli, Pontormo, Bronzino e Allori” afferma Cecilie Hollberg, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze.

Nell’attesa che il lavoro sia terminato, sul sito di Haltadefinizione è possibile vedere in anteprima la tecnologia applicata al Trittico della Pentecoste di Andrea Orcagna.

Redazione fotografia.it