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Juice Jacking: il furto dei dati attraverso la presa USB

Redazione fotografia.it | 22 Novembre 2019

Caricare smartphone, tablet e laptop utilizzando le prese USB che si trovano in aeroporti ed hotel non è sicuramente l’operazione più sicura per tenere al sicuro i nostri dati sensibili. L’allarme non è certo una novità, ma un video di qualche giorno fa ha fatto tornare in auge lo spauracchio del Juice Jacking.

Si chiama Juice Jacking, il furto a risucchio permetterebbe infatti ad un hacker di prelevare dati sensibili attraverso il cavo USB che utilizziamo per ricaricare i nostri dispositivi mobili. Ogni smartphone al giorno d’oggi, al momento del collegamento della USB ad un altro dispositivo o ad una presa, consente varie scelte tra le quali “Ricarica” o “Trasferimento dati”: scegliere la prima opzione non garantisce comunque la sicurezza dei propri dati, in quanto i connettori per il trasferimento degli stessi sono comunque presenti nel cavo..solo solo “dormienti”. Un malware quindi, se installato in una presa, consentirebbe di attivarli e quindi a chi lo ha installato di “succhiare” via letteralmente ogni dato sensibile presente sul device: dal numero di conto alla pass per entrarci, ad esempio.

Per impedire che ciò accada bisognerebbe sempre dotarsi di speciali connettori chiamati Data Blocker: una volta collegati al cavo che utilizziamo solitamente, schermano i connettori del trasferimento dati e ne impediscono l’accesso ai malware.

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