Non mi azzardo a pulirlo con un pennellino e tutti mi dicono di non farlo……
Sulle foto scattate con la mia Sony A7IV trovo spesso delle macchioline nel cielo, ma non sempre. Come si spiega? C’è chi dice che siano granelli di polvere, ma non mi azzardo a pulirlo con un pennellino e tutti mi dicono di non farlo. Cosa mi consigliate di fare?
Danilo
Se si tratta di piccole macchie scure su uno sfondo chiaro e abbastanza omogeneo come il cielo sereno o lattiginoso, si tratta di polvere sul sensore. Quando compaiono, queste macchioline dovrebbero trovarsi sempre nella stessa posizione, o quasi. Spiego meglio: se le impurità sono unte e quindi appiccicose, si fissano in posizioni precise. Se invece sono particelle secche, trattenute per elettricità statica, possono spostarsi da una sessione fotografica all’altra.
Il fatto che a volte le veda e a volte no può dipendere in parte dal fatto che effettivamente si spostino, ma più probabilmente dal valore di diaframma col quale ha scattato la foto. Infatti, con diaframma aperto e messa a fuoco a una certa distanza, i granelli di polvere sono così sfocati da creare ombre talmente leggere e ampie da risultare di fatto invisibili, soprattutto se la scena non presenta ampie superfici omogenee. Impostando invece un diaframma chiuso, la polvere sul sensore risulta visibile, seppure sfocata.
Oggi, diverse mirrorless hanno la funzione per chiudere l’otturatore a macchina spenta, proprio per proteggere il sensore. Per questo si consiglia di spegnere la fotocamera in fase di sostituzione dell’obiettivo, anche se è probabile che la polvere che dovesse depositarsi sull’otturatore chiuso prima o poi finisca sul sensore. Inoltre, quasi tutte le fotocamere recenti dispongono di funzione anti-polvere; quella attivata da un apposito sistema ad ultrasuoni (che nulla a che vedere col pilotaggio dell’autofocus) è decisamente più efficace della funzione di scroll del sensore tramite il dispositivo dello stabilizzatore (IBIS) come quello della sua Sony A7 IV.
Le confermo il consiglio di non provare a pulire il sensore con mezzi impropri e tecniche approssimative, per il rischio di sporcarlo di più e, nei casi limite, di rovinarlo. I metodi più sicuri per non rischiare danni al sensore sono quelli senza contatto (pompette aspiranti e pennellini rotanti antistatici) o con contatto non strisciante (tamponcini di gomma siliconica).
Questi sistemi sono efficaci però solo con dello sporco non “incollato” alla superficie. Nei casi più difficili si deve intervenire con spatoline e pezzette imbevute di alcool ispropilico, da passare da una parte all’altra e poi in direzione opposta, usando l’altro lato della spatolina. In sé non è un’operazione difficile, ma per farla presto e bene occorre una certa manualità nei lavori di precisione e la consapevolezza di ciò che si fa. Se non può farlo fare ad una persona di comprovata esperienza, semmai disposta a insegnarle per una volta successiva, è meglio si rivolga a un fotoriparatore, oppure all’assistenza ufficiale.
In generale le consiglio di evitare la sostituzione dell’obiettivo in ambienti ventosi o polverosi e di verificare che sia ben pulita la parte posteriore dell’obiettivo che monta, lente e baionetta; per la pulizia usi delicatamente l’apposito pennellino. Anche l’eventuale polvere depositata all’interno del bocchettone e sulle tendine dell’otturatore, prima o poi, finirà sul sensore.
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