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DDAY-La liberazione di Parigi

“Membri della resistenza francese combattono nelle strade di Parigi”. Agosto 1944. Parigi, Francia Per gentile concessione di Pearl Tubiash / United States Holocaust Memorial Museum

La liberazione di Parigi

Dopo lo sbarco in Normandia gli alleati proseguono l’avanzata e giungono a Parigi.

Redazione fotografia.it | 8 Giugno 2024

Nel piano originario l’obiettivo è Berlino, il resto può essere risolto con calma. Non è previsto che Parigi sia liberata subito, perché altrimenti bisognerebbe presidiarla e soprattutto nutrire i suoi abitanti mentre la precedenza è per il momento rifornire le truppe.

È previsto, inoltre, che la Francia sia amministrata da un governo alleato come sta accadendo in Italia e non che ne abbia immediatamente uno suo indipendente. Anche perché non sono chiari i sentimenti dei francesi in generale, sia nei confronti di De Gaulle che di Hitler che di Stalin.

DDAY-La liberazione di Parigi
“Barricate erette in città – da notare il ritratto di Hitler corretto” da qualche parigino con una catena al collo e una stella di Davide. 25 agosto 1944. Parigi, Francia Per gentile concessione del National Museum of the U.S. Navy

Non è il punto di vista di De Gaulle, che invece difende il suo diritto di ergersi a capo della nazione francese: pensa di esserselo meritato e per di più è convinto di avere un grande seguito. A scanso di equivoci ogni volta che un pezzo di Francia è liberato, il Generale nomina chi deve amministrarlo togliendo, con grazia, ogni autorità ai rappresentanti alleati spediti con gli stessi compiti.

Non vuole che la Francia sia considerata alla stregua di un paese occupato, anche se è stata volontariamente una Nazione vassallo dei nazisti. I francesi si devono governare da soli per sedersi con pari dignità ai tavoli dove si deciderà del mondo futuro. Britannici e Americani farebbero tanto a meno di tutto questo melodramma politico ma cedono e puntano su Parigi.

DDAY-La liberazione di Parigi
“Parigini si uniscono alla parata (della Vittoria) lungo gli Champs Elysees dall’Arco di Trionfo”. 25 agosto 1944. Parigi, Francia Per gentile concessione degli U.S. National Archives

A scanso di equivoci, De Gaulle dà ordine al suo entourage di organizzare un’insurrezione. Una volta cominciata è convinto che gli anglo-americani non lascerebbero da soli gli insorti. Lo brucia sul tempo Henri Rol-Tanguy, il comandante partigiano di fede comunista della capitale francese: il 18 agosto chiama tutti alle armi, poliziotti compresi che rispondono all’appello.

DDAY-La liberazione di Parigi
“Ufficiali tedeschi di alto rango catturati dalle truppe della Francia Libera che hanno liberato la capitale del loro paese sono alloggiati nell’hotel Majestic, quartier generale della Wehrmacht nei giorni dell’occupazione nazista”. 26 agosto 1944. Parigi, Francia Per gentile concessione degli U.S. National Archives

Dal 1° agosto il comandante nazista della città è von Choltitz: gli ordini che ha ricevuto sono di trasformare Parigi nella Stalingrado di Francia. Nella fervida immaginazione bellica di Hitler le truppe alleate ci si devono schiantare contro per mesi rallentando la loro avanzata verso la Germania. Nel caso tutto andasse storto, il programma è di ammazzare tutti i prigionieri politici e gli ebrei che non si riesce a caricare sui treni e farla saltare in aria. Letteralmente.

Ma von Choltitz ama Parigi e ha già deciso di disobbedire agli ordini del Fuhrer. Non ci sarà nessuna pirotecnica esplosione di monumenti e ponti. Ma non sta a guardare: le sue truppe sono poche ma si mettono a sparare. Il 23 agosto i partigiani, a corto di munizioni, sono in difficoltà. Il 24 agosto il generale Leclerc, a capo di un’armata della Francia Libera, li avverte che sta arrivando a salvarli.

DDAY-La liberazione di Parigi
“Il Generale Dwight D. Eisenhower, a sinistra, Comandante della Forza Suprema di Spedizione Alleata, si rivolge ai francesi festanti; alla sua sinistra, il Gen. Joseph Koenig, Comandante Militare Generale di Parigi, e il Ten. Gen. Omar N. Bradley, al comando del 12° Gruppo d’Armate sul continente, guardano un bambino francese felice che si è messo al centro della foto”. 27 agosto 1944. Parigi, Francia Per gentile concessione degli U.S. National Archives

De Gaulle gli ha infatti dato il via libera: può disobbedire agli ordini alleati di aspettare a muoversi. Gli americani fanno buon viso a cattivo gioco ed entrano anche loro in città subito dopo. Il 25 agosto von Choltitz si arrende. Il giorno seguente americani e francesi sfilano insieme sotto l’arco di Trionfo. Charles de Gaulle proclama la repubblica francese provvisoria e dà vita a un autonomo governo di unità nazionale. La Francia è tornata.

L’articolo è tratto dal libro di Zoom Archives: gli 80 anni del D-Day.
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