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Prova sul campo della nuova Fujifilm GFX 100S

La prova sul campo della mirrorless medio formato Fujifilm GFX100S con il luminosissimo Fujifilm GF 80mm f/1.7 R WR da ritratto.

Eugenio Tursi | 1 Luglio 2021
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Fujifilm GFX100S e GF 80mm f/1.7 R WR: tanto dettaglio per tanta risoluzione!

La prova sul campo della mirrorless medio formato Fujifilm GFX 100S con il luminosissimo Fujifilm Fujinon GF 80mm f/1.7 R WR da ritratto. Tanto dettaglio per tanta risoluzione!

Introduzione.

Quando, nel 2016, fu annunciata la Fujifilm GFX 50S, ebbene Fujifilm ci aveva ragionevolmente convinti del fatto che non solo potesse esistere una valida alternativa medio-formato allo strapotere delle reflex e delle mirrorless Full Frame o Aps-C ma che il formato superiore avrebbe avuto le capacità per rendere del tutto obsoleti i cugini in un arco di tempo medio breve.

Breve almeno quanto, nel 2016, era parso il mutamento in corso che stava traghettando sempre più fotografi dall’1.5x o 1.6x verso il nuovo e ormai maturo mondo delle fotocamere Full Frame di costo umanamente accessibile,. Per non parlare poi dell’altrettanto sintomatico cambio generazionale che vedeva i modelli dotati di specchio essere messi ulteriormente in discussione da tutto ciò che dello specchio avrebbe poi fatto volentieri a meno.

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Sensore medio formato da 33x44mm pronto all’uso! Occhio alla polvere dato che spuntinare un’area di questo tipo da 100 Megapixel potrebbe rivelarsi un inferno. La baionetta metallica della Fujifilm GFX100S è incredibilmente ampia per diametro e ciò ci lascia sempre ben sperare nei confronti di uno sviluppo di alta gamma del parco ottiche disponibile. Solidità ai massimi livelli.

Per capirci, il 2016 è stato l’anno delle Nikon D5 e Nikon D500, della Pentax K-1, delle nuove EOS-1D X II, EOS 5D IV e EOS 80D così come anche della Sony SLT a99 II (mitica!) ma anche della Hasselblad X1D. Un anno che, osservandolo dal giorno d’oggi, è stato oltremodo ricco di intuizioni e di interpretazioni tra le quali la Fujifilm GFX 50S aveva sicuramente stabilito un primato e tracciato un percorso che la primavera del 2021 con la neonata Fujifilm GFX 100S conferma nella solidità di quella intuizione.

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Sicura sia in ‘presa panorama’ sia in ‘presa ritratto’.

Dobbiamo tuttavia constatare come, sempre nella primavera del 2021, il cambio di rotta verso il medio formato senza specchio ‘per tutti’ non è assolutamente prossimo a venire ed  anzi come il panorama di impiego dei differenti standard sul mercato abbia assunto ben più definiti e eterogenei connotati. Se, ieri il ‘fare tutto’ con un solo corpo macchina pareva l’obiettivo di molti fotografi, oggi è evidente come questo non solo non sia fattibile o sensato, ma soprattutto come non sia nemmeno utile per alcuno.

Le pacifiche ed assodate differenti destinazioni di utilizzo raggiunte oggi da mirrorless, Dslr, Full Frame, Aps-C e mettiamoci anche droni, action-cam e smartphone, testimoniano da un lato una maturità ‘mentale’ da parte dei fotografi estremamente apprezzabile (vi sono stati anni di reale frenesia), dall’altro pongono nuovamente la proposta di Fujifilm, la Fujifilm GFX 100S, nel ruolo di aspirante o di ‘wanna-be’, nel ruolo di colei che arriva a sparigliare le carte in tavola!

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Il soggetto relativamente statico aiuta nell’approfittare appieno della esuberante risoluzione, anche in ombra. Iso 400 f/4.

L’atteggiamento generale del pubblico nei confronti di tre aspetti importantissimi della ripresa fotografica (qualità, risoluzione e usabilità) è cambiato, così come il genere di riferimento assoluto nella fotografia amatoriale è ormai divenuta ‘sua istintività’, la Street. Curioso il fatto che questo evento di tendenza rappresenti un po’ un ritorno alle origini della fotografia del XX secolo.

Il ritratto fotografico pare avere guadagnato nuova vitalità mentre viaggio e paesaggio, colpa anche della situazione sanitaria non favorevole agli spostamenti, sono scesi negli interessi del pubblico giovane che, in questo momento, predilige sul fronte hardware strumenti in grado di consentire una immediata, rapida, efficace condivisione dall’impatto estetico innegabile. Leggi: smartphone o compatte premium o mirrorless tascabili.

Lo stesso pubblico che piuttosto, all’opposto, ricerca un tecnicismo assoluto che somiglia più alla fotografia su banco e lastra che non alla scanzonata fotografia negativa a colori anni ‘70 e ‘80. C’è da dire che il sogno dei ‘padri fondatori’ della fotografia che sia davvero ‘per tutti’ si sta pian piano realizzando, sebbene fuori da schemi da alcuno prevedibili…

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La GFX100S, con qualche accorgimento ‘furbo’ è perfettamente collocabile in ambito Street ma richiede un briciolo di ‘mestiere’.

Insomma: la Fujifilm GFX 100S irrompe in uno scenario quanto mai variegato ma molto sicura di sé nel cercare di convincere tutti, per la seconda volta dopo la Fujifilm GFX 50S, del fatto che un salto in avanti è giunto proprio il momento di farlo. Ci riuscirà?

Le intenzioni e le specifiche.

Se chiedeste a Fujifilm quale sia il loro target, in termini di pubblico, nei confronti del quale la Fujifilm GFX 100S è stata pensata, probabilmente vi sentireste rispondere qualcosa comprendente i termini ‘mobilità, qualità, creatività’. Ammetto che è in fin dei conti ciò che io stesso avrei voluto sentirmi dire da parte di Fujifilm, essendo proprio questo ciò che i dati tecnici propri della medio formato, che qui sotto esponiamo, suggeriscono anche ad una prima vista fugace.

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Solida, ergonomicamente buona ma con le ghiere a pressione da rivedere ed il joystick posteriore da consolidare.

Lo scopo del produttore è quello di creare uno strumento assai più manovrabile dei precedenti sul campo, ugualmente o addirittura maggiormente prestante sotto il profilo tecnologico, in grado di fornire al fotografo, all’occorrenza, fedeltà assoluta alla scena ed anche interpretazione creativa! Insomma: tutto quello che serve per convincere chi sia già in possesso di una delle ultime Full Frame sul mercato a cambiare strumento in favore delle doti che un sensore di formato superiore è in grado di fornire.

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Monitor orientabile ed estraibile in stile Fujifilm X! Se è vero che una squadra vincente non si cambia, ebbene anche un movimento rodato e collaudato come quello presente ormai da tempo sui corpi macchina di famiglia X e GFX è giusto che venga mantenuto. L’estraibilità del monitor è eccellente e consente di lavorare in praticamente qualsiasi posizione con agio. Nella Street userete comunque nel 90% dei casi il sistema di visione integrato. L’Evf è un buon device di visione, non al top delle possibilità odierne, ma certamente valido. Per me va benissimo così.

Per prima cosa: i 100 Megapixel e passa del sensore Cmos da 44x33mm integrato. Sensore il quale è peraltro dotato di stabilizzatore (5 assi, 6 stop dichiarati), attivabile sia in continuo sia solo al momento dello scatto. Lo stesso sensore, approfittando di una modalità di sovracampionamento tramite Pixel Shift, può essere impiegato per produrre scatti da 400 Megapixel avvantaggiandosi di una registrazione per cui “Le immagini vengono create spostando il sensore per registrare i dati rossi, verdi e blu da ogni pixel”. Fatto, questo, che andrà verificato non essendo la filtratura di Bayer rimovibile o sfasabile rispetto ai fotodiodi sottostanti, almeno fino a prova contraria.

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Le dimensioni della GFX 100S sono estremamente più compatte rispetto alla precedente GFX 100 ma anche rispetto alla GFX 50S. Se la strada perseguita da Fujifilm è questa ne vedremo a breve delle belle…

A seguire, tra i dati salienti della ‘minuta’ medio formato, troviamo un doppio otturatore meccanico ed elettronico, dalle buone opportunità operative scindibili tra i due sistemi in base alla bisogna (leggete lo schema per capire le possibili commistioni), che promette 5 fotogrammi al secondo, anche questi da verificare. L’innesto supportato dalla Fujifilm GFX 100S è ovviamente il GF, già utilizzato dalle precedenti esperienze medio formato della casa ed offre l’opportunità di montare obiettivi di oggettiva qualità ottica ma soprattutto nel mantenimento di una apertura e di una vicinanza al sensore encomiabili.

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Ancora uno scatto Street con tracking del soggetto, questa volta ad elevatissimo contrasto, pertanto facile da tracciare a dovere.

Il tiraggio garantito dalla Fujifilm GFX 100S è di soli 26.7mm a fronte di 65mm di diametro di ‘foro’. Insomma le potenzialità di adozione di ottiche straordinariamente performanti sono elevatissime ed il Fujifilm Fujinon GF 80mm f/1.7 R WR che abbiamo avuto in prova ne è un esempio lampante.

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Ingrandimento

Il salvataggio dei file è affidato ad un doppio slot per schede UHS-II SD che si prenderà cura, secondo le varie modalità del salvataggio singolo o doppio, della cancellazione e della riproduzione dei vostri Jpeg Superfine (bene), dei vostri Raw (14 o 16 bit compressi, non compressi o lossless) oppure di entrambi. Per la cronaca stiamo parlando di file immagine la cui dimensione in pixel è di ben 11648 x 8736 pixel.

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La qualità dell’ottica da 80mm in prova è eccellente, anche nel controluce con sole in macchina! Flare moderati pur andandoli a cercare!

Vengono ovviamente integrate, anche sulla Fujifilm GFX 100S, le modalità di simulazione cromatica delle pellicole storiche Fujifilm le quali hanno (giustamente) riscosso un eccellente riscontro da parte del pubblico in virtù della moderazione e coerenza con cui vengono applicate agli scatti.

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Va da sé che, utilizzando una medio formato da 100 Megapixel, l’utilizzo del formato Raw è scontato ed anzi mi sentirei di suggerire di dimenticare del tutto il Jpeg, a meno che, come leggerete dopo, non vogliate adottare un’interpretazione ‘nuova’ della medio formato che vi suggerirei di considerare almeno a titolo di sperimentazione poiché ritengo sia questa in fin dei conti la strada verso cui tendere e verso cui Fujifilm ha dimostrato di voler andare. Almeno così pare a chi scrive: l’immagine come un tutt’uno, non come una griglia di pixel singolarmente eccellenti.

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Inultile negare che l’elevata apertura dell’ottica in abbinamento al grande formato di sensore sia un’irresistibile motivazione a fruire della plasticità che il fuorifuoco può dare anche a distanze medio elevate. Molto bello.

Le dimensioni proposte dalla Fujifilm GFX 100S al fotografo che se ne serve parlano da sole, in confronto a quelle decisamente superiori delle precedenti esperienze in formato ‘44 x 33 mm’ della casa: 900 grammi sono condensati in 150 x 104 x 87 mm. Merito dell’Evf OLED integrato (3.69 milioni di punti), della buona integrazione del monitor touch posteriore LSD orientabile ed estraibile da 3.2 pollici per 2360000 di punti (presente anche un utilissimo secondo OLED superiore per le regolazioni da 1.80 pollici e 303 x 230 pixel), della batteria ricaricabile ridotta nelle dimensioni (anche nella durata però) e probabilmente anche ad una ‘pulsanteria’ di non certo generose dimensioni che richiede di agire in punta di dita.

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La scelta di Fujifilm vede mantenuta l’interfaccia a menu tipica della famiglia allargata di fotocamere (X e GF), adotta un promettente (vedremo perché ‘promettente’ e non ‘efficace’) joystick posteriore a 8 vie, consente un elevato livello di personalizzazione dei comandi che, di contro, richiede un apprendistato non istantaneo per venire a capo di tutto.

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Street con fuoco fisso su punto selezionato manualmente.

Sul fronte della messa a fuoco Fujifilm ha evidentemente allineato al propia mirrorless di punta alle aspettative di un pubblico oltremodo esigente di oggi. Forse troppo, considerando il fatto che stiamo chiedendo alla fotocamera che abbiamo in mano di realizzare una perfezione la quale resta un po’ fine a se stessa quando ci si sofferma a valutare aspetti di praticità di impiego meno formali e più pragmatici.

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E’ il solito dilemma della ‘tanta potenza senza controllo’. Fatto sta che, visto che le opportunità tecniche ci sono, non ha senso privarsene e Fujifilm va incontro ai propri sostenitori fornendole a piene mani: un sistema Af ibrido (contrasto + fase) in grado di supportare Face / Eye Detection, anche in tracking, su un numero di punti che variano dai 425 selezionabili e personalizzabili in dimensione per il punto singolo ai 117 per il tracking adiuvato o meno dalle funzionalità di Face / Eye Detection.

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Menu sobri e discreti da Fujifilm.

Non manca all’appello il supporto per un video professionale che giunge sino al 4K 30p con colore 10 bit e compressione cromatica 4:2:0 su scheda o 4:2:2 in uscita Hdmi e Raw 12 bit. In alternativa il classico Full HD 60p 10 bit 4:2:0 su scheda o 4:2:2 su device connessi tramite Hdmi, in Raw 12 bit. Come dichiarato, se fate due conti, significa che il processore X-Processor 4 della fotocamera registra dati 4:2:0 a 10 bit su scheda SD fino a 400 Mbps.

Sono supportate le curve F-Log a 10 bit o Hybrid Gamma Log. Non abbiamo però toccato l’aspetto video durante la prova poiché ci interessa solo marginalmente ed oltretutto, come vedremo, la Fujifilm GFX 100S in prova è stata ‘spremuta’ fino in fondo proprio in prospettiva di un utilizzo il più possibile prossimo alla street ed alla fotografia istantanea, cui Fujifilm pare tendere nel proporla come alternativa al mondo Full Frame.

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Tre fasi importanti: scelta della compressione Raw, Iso e modalità di otturazione.

Torniamo alle specifiche, concludendo con le dovute connessioni, sempre più importanti oggi, che comprendono oltre alla già citata interfaccia Hdmi Micro, il BlueTooth 4.2, una presa Usb 3.2 Type-C, l’interfaccia Wi-Fi IEEE802.11b/g/n con cifrature varie del caso, presa per cuffie e microfono in jack da 3.5mm, presa per lo scatto remoto tramite jack da 2.5mm (uffa!), slitta a caldo per il flash.

Scenario reale odierno.

Viste le apparenti prerogative di onnipotenza espresse dai dati tecnici di questa Fujifilm GFX 100S viene da chiedersi in che contesto organizzarne la prova. Mi rifaccio dunque proprio a quelle che sono le intenzioni del produttore, velate o meno che siano, inerenti lo spodestare le più moderne Full Frame mirrorless dallo scanno di modelli più ambiti da pressoché ogni tipo di utilizzatore fotografico. Oggi è infatti questa la situazione.

Pertanto mi sono catapultato per strada, su sentieri piuttosto che lungo le passeggiate che la mia zona offre alla distanza consentita dal regime di restrizioni sanitarie in vigore. Scopo: testare in primis le prerogative di punta espresse dalla Fujifilm GFX 100S dotata dell’ottica Fujifilm Fujinon GF 80mm f/1.7 R WR cui l’abbiamo abbinata:

  • tracking AF, riconoscimento viso ed occhi e reattività
  • utilizzo ad Iso medio alti e qualità di immagine
  • stabilizzazione e ergonomia nell’impiego a mano libera
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Anche ‘lato ottica’ le finiture e la solidità costruttiva degli obiettivi appartenenti al sistema GX confermano la effettiva usabilità del sistema in prova ‘sul campo’. Non datelo per scontato: portarsi dietro tutto il giorno la GFX 100S in mano lasciando ad essa ‘appeso’ un 80mm luminoso da medio formato non è del tutto scontato dal punto di vista delle sollecitazioni meccaniche cui i due elementi sono soggetti. Su questo fronte Fujifilm offre ottime garanzie di rigidità, le quali però vanno pesate anche nei confronti dell’elasticità in caso di urto. Insomma: grande resistenza alla torsione ma non datele ‘botte’!

Partiamo da una considerazione di fondo però, valutando un elemento che non può che far la differenza al momento di acquisto di un nuovo sistema fotografico: il costo. La Fujifilm GFX 100S viene offerta al pubblico ad un prezzo di circa 6.200 €. L’ottica Fujifilm Fujinon GF 80mm f/1.7 R WR invece è acquistabile per 2350 € circa. Ho riassunto in una tabella il risultato di una ricerca che ho compiuto su TROVA PREZZI di Fotografia.it  e sul Web attorno a quelli che potrebbero essere i più diretti concorrenti di questo modello in tale prospettiva, considerando solo quelli più recenti, Full Frame, che le si accostano per ambizioni inerenti qualità di immagine o immediatezza di utilizzo (essenzialmente form factor e pratiche di scatto istintivo).

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Joystick da consolidare, ghiere da rendere più ‘grippabili’ senza premerle inavvertitamente.

Inutile negarlo: questi sono gli strumenti di scatto più desiderati oggi. Punto. Attenzione: non ha senso comparare solamente l’elemento risolutivo in questo confronto, dato che il pubblico cui la Fujifilm GFX 100S si vorrebbe indirizzare non è (solo) quello dei fotografi di still-life o di moda da studio ma anche e soprattutto quello, assai più numeroso ed interessante, di coloro che utilizzano la fotocamera in esterni, magari professionalmente, certo, ma che cercano nella Fujifilm GFX 100S (‘S’ sta per small, non fosse ancora chiaro) una soluzione portatile e al tempo stesso performante. Ho compreso pertanto i seguenti, all’alba della primavera 2021:

Sony a1 (7300 € e sensore da 50 Mpxl)

Sony a9 II (5500 € e sensore da 24 Mpxl)

Sony a7R IV (3800 € e sensore da 61 Mpxl)

Canon EOS R5 (4700 € e sensore da 45 Mpxl)

Canon EOS R6 (2800 € e sensore da 20 Mpxl)

Nikon Z7 II (3350 € e sensore da 46 Mpxl)

Nikon Z6 II (2100 € e sensore da 25 Mpxl)

Hasselblad X1D II 50C (6000 € e sensore da 50 Mpxl)

Hasselblad 907X 50C (6600 € e sensore da 50 Mpxl)

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Grandi e tanti file necessitano di tanto spazio di archiviazione. Questo non è dato però dal doppio slot! Il doppio slot vi garantisce ottime prerogative di sicurezza nella duplicazione dei file o nella divisione di questi tra Raw e Jpeg sui due supporti. La dimensione di archiviazione la gestirete semplicemente acquistando schede SD più capienti e veloci. E, lasciatemelo dire, di capienza e velocità con questa fotocamera ve ne serviranno parecchie! Non lesinate sulla qualità e sul costo dei supporti di memoria.

Da questo punto di vista dire che le opportunità per la Fujifilm GFX 100S di collocarsi all’interno delle mire dell’odierno pubblico fotografico sono buonissime, se le promesse operative anticipate dai dati tecnici saranno rispettate.

Stiamo infatti parlando, rispetto a tutte le fotocamere elencate, di un sensore medio formato da 100Mpxl, il quale, non scordiamolo, può disporre di un corredo ottico adeguato a soddisfarlo. Non vasto, certamente, ma di certo bastevole, visto che chi si dota di questo tipo di strumenti in genere ha ben chiaro in mente cosa vuole e difficilmente cercherà ottiche allineate a standard tipicamente amatoriali. Leggi: i megazoom dalle improponibili estensioni o corredi in grado di coprire indistintamente tutte le focali da 12mm a 600mm.

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Buono il touch del monitor ed ottimo il meccanismo collaudato per l’orientamento in verticale.

In particolare occorre evidenziare due schiere di utilizzatori che faranno capo a due differenti gruppi di prodotto tra quelli elencati sopra: coloro che desiderano il Full Frame per questioni legate all’estetica di immagine nella fotografia street o di tutti i giorni e coloro che invece operano in modo professionale con la fotocamera e ricercano in questi strumenti il massimo dal punto di vista della qualità di immagine ma anche affidabilità sul fronte velocistico, Af e operativo.

A questi ultimi andranno probabilmente in mano le Sony citate (Sony a1, Sony a9 II, Sony a7R IV), la Canon EOS R5, la Nikon Z7 II e le Hasselblad. Ai primi, invece, i modelli di minore risoluzione elencati, molte Sony e Canon EOS R di varia natura qui non annoverate per questioni di data di uscita ma pur sempre costituenti uno zoccolo duro importante sul mercato, tutte di prezzo decisamente più vicino al pubblico amatoriale e professionale disinvolto.

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Comoda? Di certo sì. Leggera? Assolutamente no! Beh, quando penserete ad un corpo macchina medio formato il grande errore che potreste compiere sarebbe quello di scegliere cercando di puntare su un modello ‘comodo’ da portarvi in giro. Un medio formato si sceglie… per il formato! Nemmeno per la risoluzione. La GFX 100S è ergonomicamente ben strutturata, assai più piccola della precedente esperienza medio formato Fujifilm ma, soprattutto con innestato l’80mm, non usabile alla stregua di una mirrorless Micro 4/3. Dal punto di vista ergonomico il primo elemento su cui occorre intervenire è sul feedback tattile delle ghiere.

Sono queste le prospettive entro cui ho lavorato con la piccola-grande-medio formato.

Sul campo.

Voglio procedere nel raccontarvi di questa medio formato targata Fujifilm esattamente per ‘sensazioni’, ovvero quelle che io medesimo ho realizzato durante i giorni (tanti!) in cui ho avuto tra le mani il gioiello di nuova concezione.

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Ancora una ripresa Street con fuorifuoco selettivo a elevata apertura.

La Fujifilm GFX 100S è senza ombra di dubbio molto più compatta negli ingombri delle precedenti esperienze da 50 e 100 Megapixel della casa. Il corpo macchina è più piatto e più basso ma riesce a mantenere la sontuosa flangia di innesto delle ottiche G la quale dimostra a prima vista un diametro ragguardevole e promettente nei confronti della qualità ottica che sarà possibile ‘spremere’. Bene.

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Ingrandimento

La batteria è stata ridotta nelle dimensioni così come è stato integrato l’Evf che ora non è più rimovibile. Unitamente il sistema integrato di riduzione delle vibrazioni, a sensore, è stato miniaturizzato per soddisfare l’esigenza dei nuovi volumi ma per continuare a operare su 5 assi, fino a 6 EV dichiarati ed in abbinamento (come Sony, Canon e gli altri che lo fanno) ai sistemi di stabilizzazione ottica in-lenses ad uso delle focali lunghe e lunghissime.

Entrambe le prime due scelte di downgrade mi paiono azzeccate, visto che la composizione ‘al buio’ di un mirino oscurato e non a monitor, per quanto io l’abbia usato, è una prerogativa essenziale del fare fotografia professionale. Non credo che l’impiego di una fotocamera come questa ma priva di Evf sia mai stata nelle intenzioni di coloro che si siano dotati dei precedenti modelli.

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Grande dettaglio per questa ripresa! Il tempo di scatto fulmineo da 1/3200s offerto da parte del sistema di otturazione elettronica della GFX100S ha consentito di ottenere un fermo immagine assoluto. Buono anche il tracking. Ad onor del vero va detto che i fotogrammi precedenti a questo erano tutti fuori fuoco… Peccato, perché il migliore per composizione non era questo. Da notarsi la plasticità dello sfocato posteriore al soggetto, garantita dall’ottica usata a f/4 su sensore ‘grande’!

La scelta di contrarre gli ingombri del pacco batteria ricaricabile richiede una riflessione. L’autonomia operativa risente della riduzione della capacità di accumulo durante l’utilizzo? Ebbene sì, è innegabile. La batteria in dotazione non regge da mattina a sera e forse nemmeno sino al pomeriggio in un’ipotesi di utilizzo misto, ovvero componendo in Evf, lavorando in Af e tracking (che consuma), usando una qualche forma di stabilizzazione e verificando non sempre ma sovente gli scatti realizzati.

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Il punto è: meglio prevedere di dotarsi di una seconda batteria da tenere carica in borsa o accettare ingombri superiori del corpo macchina? Io non ho dubbi nello scegliere la prima ipotesi! Anche perché il fatto di avere quale ‘segnale’ di metà giornata operativa lo scadere della carica del primo pacco batterie trovo che sia un metro indicativo efficace dal punto di vista della gestione del lavoro sul campo. E, ammettiamolo, il riscontro dimensionale di questi aspetti sulla Fujifilm GFX 100S è fantastico.

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Molto buona l’esposizione calcolata anche in controiluce con fondo scuro.

Presa in mano, corredata dal Fujifilm Fujinon GF 80mm f/1.7 R WR che ho avuto in dotazione, ottica tipicamente da ritratto, la Fujifilm GFX 100S riacquista una massa non priva di impatto sull’impiego a mano libera outdoor. Questo va detto, dato che non dovete pensare di mantenere la stazza da Full Frame di quando l’avete tirata fuori dalla scatola nel momento in cui vi metterete una qualsiasi ottica medio formato!

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Semmai è giusto con il Fujifilm Fujinon GF 50mm f/3.5 R LM WR che potrete aspirare a questo tipo di contenimento, fatto sta che l’80mm di rango che ho usato io vi riporterà subito coi piedi per terra. Sorge spontanea un’immediata domanda: ma la Fujifilm GFX 100S dotata di ottica resta una soluzione così maneggevole da utilizzare per strada, in esterni, sul campo come Fujifilm vorrebbe convincere che sia l’utente affezionato al mondo del 135?

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Molto buona l’esposizione calcolata anche in controiluce con fondo scuro.

Beh, il sistema GFX da sempre si impugna con sicurezza ed è caratterizzato da un grip di non poco conto. Questo continua ed essere sulla Fujifilm GFX 100S in configurazione operativa. Il peso è però ben altra cosa. Con una sola mano l’ho usata spesso ma vi devo confessare che non è il tipo di corpo macchina che consente di essere manipolata con disinvoltura pari ad un corpo di formato inferiore. Per due motivi principali: il già citato peso ed il fatto che i comandi a corpo macchina non sono così raffinati come ci si potrebbe attendere da uno strumento pensato per il lavoro intenso.

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L’introduzione / rinnovamento del joystick posteriore a 8 direzioni è provvidenziale e la superficie zigrinata dello stesso offre un grip tipo ‘cartavetro’ di indubbia presa. Fatto sta che (forse per la provvisorietà della versione firmware nelle mie mani, come specificato da Fujifilm) l’efficacia degli spostamenti della leva non è assoluta. Insomma: spesso mi è toccato ripetere i comandi dati con il pollice per rendere effettive determinate regolazioni, soprattutto quelle (importantissime) vertenti sulla scelta dei punti Af. Ed il tempo in questi casi non è mai molto.

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Molto buona l’esposizione calcolata anche in controiluce con fondo scuro.

Oltre a tale comparto, cui affido il beneficio del dubbio, va però detto che anche le ghiere anteriore e posteriore sono dimensionate e tarate per una pressione difficile da dosare e ‘percepire’ durante l’impiego reale. Forse una dimensione appena più confortevole e un feeling tattile più deciso avrebbero migliorato il tutto. Fatto sta che, nell’insieme, si riesce ad agire con precisione fino a che si sta seduti al tavolo di lavoro, come me in questo momento, mentre nell’enfasi dell’azione sul campo capita spesso di fare confusione, dover ripetere regolazioni, accorgersi di non avere confermato scelte ritenute già in atto.

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Parte di questo discorso comprende anche la dimensione di alcuni pulsanti, primo tra tutti l’Af-On posteriore fondamentale per poter gestire il tracking in modo consistente sul campo (leggi: nel ritratto ambientato, nella street, …), che nel mondo Fujifilm continuano ad avere dimensioni veramente minuscole. Questo è però un retaggio della classica impostazione della casa che preferisce contenere le dimensioni anche per via di tali scelte. Personalmente su un corpo professionale o comunque top di gamma direi che queste considerazioni andrebbero però moderate, se non riviste.

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Tracking del soggetto con appostamento. Occorre anticipare però!

Legata alla questione dei controlli a corpo macchina vi è anche l’interfaccia utente digitale. Fujifilm, anche in questo caso, tiene fede alla linea stilistica e funzionale che contraddistingue la serie X e GFX fornendo al fotografo una totale ed assoluta personalizzabilità di quasi tutti i controlli e dei menu. Questi risultano estremamente approfonditi quanto al tempo stesso un po’ troppo annidati per essere scovati da coloro che non sono pratici del sistema. Non potrei però elevare tale scelta a difetto poiché è molto importante mantenere una linea riconoscibile da parte di coloro che proseguono la propria esperienza sui corpi di un medesimo produttore.

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Ingrandimento

Diciamo che, vissuta da uno che vi giunge da altri lidi, l’interfaccia Fujifilm appare vasta, un po’ uniforme per creare da subito punti di riferimento noti e un po’ troppo distribuita sui vari controlli fisici, modalità di menu (voci testuali, quick menu, interfaccia visuale a schermo). Va studiata insomma. Io, per esempio, sono diventato matto per riuscire ad abbinare alle due ghiere la desiderata regolazione di Iso, staratura esposimetrica e tempo / diaframma a seconda dei programmi utilizzati per non parlare del riuscire ad attivare la doppia cancellazione di Raw e Jpeg (vi sfido a rinvenire il menu Play…) all’unisono.

In ogni caso si impara ed una volta imparato è fatta una volta per tutte. Le onnicomprensive possibilità funzionali di non immediata attuabilità tornano anche in altri aspetti dell’uso della Fujifilm GFX 100S.

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Un ritratto improvvisato e Iso elevati. Il rilevamento dello sguardo funziona ma non sempre e non in tutte le situazioni di illuminazione. Però aiuta.

Sul fronte del controllo della scena la Fujifilm GFX 100S offre una pulizia operativa, sia nell’Evf sia nel monitor estraibile, assolutamente eccezionale, con una gestione touch tra le più dirette e funzionali presenti sul mercato. Evidentemente lo scopo di Fujifilm è proprio quello di fornire al fotografo uno strumento il più pratico e diretto possibile, di ispirazione prevalentemente manuale, nel modo di proporsi ed operare. L’istogramma non è invasivo, le eventuali guide e griglie a schermo altrettanto. I valori esposimetrici se ne stanno in basso e non inficiano la composizione. Modalità di presentazione dei dati ‘discrete’ sono disponibili a menu.

In questo caso le opzioni di customizzazione vi consentono di tenere visibili a schermo solo quei pochi dati che reputerete indispensabili e nulla di più. Molto bene. La qualità di Evf e monitor da 3,2” è… altrettanto sobria. Non allo stato dell’arte, non certo di punta per fluidità o brillantezza, ma di certo adatta al contesto. Premetto però che io non sono un fanatico di questi fattori, visto che ritengo che la certezza dello scatto debba venire dalla consapevolezza delle regolazioni, non certo da una preview che comunque non potrà essere che solamente indicativa rispetto ai risultati finali del fare fotografia.

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Interfaccia e menu sempre molto sobri da parte di Fujifilm. Distraggono poco ma d’altro canto lo scorrerli in sequenza non offre praticamente alcun appiglio visuale per distinguerli. Giusto però mantenerne l’aspetto per non spiazzare il pubblico affezionato al brand. Non amo particolarmente lo stile di variazione delle impostazioni in Quick Menu della casa ma devo ammettere che, a livello di completezza operativa, Fujifilm ci sa fare parecchio.

Veniamo all’operatività fotografica. Di certo è proprio l’implementazione di un sistema di messa a fuoco flessibile, in grado di fornire alla bisogna fuoco manuale, Af singolo, Af continuo, tracking e Eye-Af, il tutto per una vasta disponibilità di punti (425 in spot singolo, 117 in Tracking con Eye-AF), aree e zone, ad attrarre e soddisfare le aspettative del pubblico odierno.

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I 100 Megapixel consentono di andare a editare e leggere ottimamente anche il volto del ragazzo!

A queste, per una trattazione più completa, credo si opportuno aggiungere la possibilità di lavorare con otturatore meccanico, misto o elettronico, le funzioni di riduzione delle vibrazioni a sensore ed infine le performance di un sensore di elevatissima risoluzione che mette nelle mani del fotografo sensibilità molto elevate (50-102400 ISO estesi da un range nativo 100-12800 ISO, assai più sensato nell’utilizzo convenzionale) ed un salvataggio in formati vari che vanno dal Jpeg (SuperFine è l’unico che valuterei come sensato) fino al Raw compresso, non compresso, lossless a 14bit o 16bit colore.

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Da dove cominciare? Beh, gli aspetti citati sono fortemente collegati quando la Fujifilm GFX 100S venga considerata non tanto come fotocamera da treppiedi, da studio o da flash bensì quale una evolutissima ‘point and shoot camera’ da street! Sto esagerando, ma nemmeno troppo se lo scenario di riferimento è quello degli attuali fotografi Full Frame da strada cui Fujifilm pare volersi rivolgere. La provvisorietà del modello di pre-produzione nelle mie mani non mi ha permesso di potermi agevolare di alcun software di conversione del Raw ma solo del Jpeg SuperFine quindi le valutazioni insistenti sulla pulizia di immagine non possono essere del tutto accurate.

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Otticamente, è visibile ad occhio nudo, l’80mm di Fujifilm che ho utilizzato per la prova è assolutamente ineccepibile! Inoltre offre una prospettiva leggermente più estesa del ‘normale’ sul medio formato che mi ha permesso di giocare con lo schiacciamento dei piani. Ho aspettato un bel po’ una presenza che si prestasse a fare da sagoma scura nell’infilata di colonne. Non affidatevi però al riconoscimento automatico del movimento da parte della fotocamera perché i tempi di reazione su dettagli così piccoli non sono certi. Il trucco è quello di lavorare ‘alla vecchia maniera’, ovvero mettendosi già nelle condizioni di stimare ciò che sta per accadere.

Accurata può invece essere l’impressione che ho ottenuto dal sistema Af. Girando con la Fujifilm GFX 100S in mano ci si aspetterebbe di poter regolare Iso intermedi, lo scatto continuo (dichiarato in 5fps) e l’Af continuo in tracking per replicare le prestazioni operative sul campo di modelli notoriamente più compatti. Magari anche approfittando dei tempi fulminei dell’otturazione elettronica e della estrema silenziosità e discrezione di quest’ultima modalità. E’ davvero così? Beh, dipende.

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La Fujifilm GFX 100S realizza ed implementa a tutti gli effetti un sistema di messa a fuoco in continuo su tutti i punti (425 o 117 a seconda delle modalità richieste, ma comunque tanti!) di tipo tracking, ad inseguimento, anche di tipo Eye-Af. Su una medio formato queste prerogative sono veramente un punto di arrivo encomiabile, tale da segnare un traguardo che fino a pochi anni fa era inimmaginabile. La Fujifilm GFX 100S si dimostra in grado di individuare volto o occhi di un soggetto (non dimentichiamo la destinazione ritrattistica del Fujifilm Fujinon GF 80mm f/1.7 R WR che ho usato) ma è anche molto selettiva nei confronti della qualità di luce e della scena da tracciare.

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Sicuramente il fatto che il soggetto si muovesse in linea retta ad una medesima distanza costante da me ha avvantaggiato il sistema di tracking. In questo fotogramma è però importante notare quello che sia l’effetto di rolling-shutter che è possibile percepire in soggetti in rapido movimento quando si sceglie di fotografare con l’otturatore elettronico. Se osservate la ruota posteriore della bicicletta in particolare ne noterete la forma ovoidale. Di contro l’otturatore elettronico va benissimo su soggetti statici. La Fujifilm GFX100S offre un’incredibile varietà di soluzioni di otturazione mista, realmente encomiabile per concertazione.

Vuole dire che in parecchie situazioni di contrasto non ottimale o di rapida variabilità luminosa si prende il suo tempo e tende a perdere il soggetto che sino ad un istante prima era perfettamente agganciato. Non è corretto dire che non agganci il soggetto, solo che non è sempre reattiva al 100% nel reagire a spostamenti e cambiamenti di scenario che, invero, nell’utilizzo urbano e street reali sono abbastanza frequenti. I menu offrono la consueta possibilità di scegliere il ‘tipo’ di reattività Af in base al tipo di contesto solo che, ammettiamolo, non è pensabile continuare a saltare dall’uno all’altro stile di tracciamento durante una reale ‘battuta’ di ripresa fotografica street!

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Se a questo fattore aggiungete la ritrosia del pad (ripeto: ho in mano un modello di pre-produzione) nel fornire conferme e cambi immediati e puntuali soprattutto dei punti Af (è l’ambito che più di frequente andrete a gestire con esso), ebbene otterrete come in moltissimi casi il soggetto che ho puntato dalla lontana e che ho atteso al verso della luce giusta, dello sfondo giusto, della postura giusta mi sia sfuggito proprio al culmine dell’azione. Anche per un ulteriore motivo.

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Qui una serie di fotogrammi mostra la perdita immmotivata del soggetto tracciato anche in condizioni di luce eccellenti…

La reattività dell’otturatore è infatti quella tipica, che ben conosciamo, di una medio formato. Tra le pressione del pulsante di scatto e la reale otturazione passa qualche frazione di secondo, abbastanza da fare uscire il pedone o il ciclista dall’area o del tratto stradale che abbiamo individuato come perfetto per collocarli. Nel ritratto posato, in studio, nel paesaggio o in qualsiasi altro genere non dinamico questo ritardo è assolutamente impercettibile ma nell street, nel reportage o nello sport una tempistica di questo tipo vi costringe ad anticipare di parecchio la pressione del pulsante (complicato) o a perdere il momento topico.

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Dal punto di vista esposimetrico nulla da eccepire all’operato della GFX 100S. Anche nel controluce, con soggetti in movimento su fondi vari, o scuri come in questo caso, l’istogramma appare sempre bello pieno a fruibile. In questo caso ho seguito la passante da quando era sul ponte e devo ammettere che l’accuratezza del fuoco sul volto appartiene ad uno di quei casi in cui il ‘servizio di tracking’ della Fujifilm ha operato al meglio, malgrado gli ostacoli. Qui bene.

Questo avviene anche perché quando fotograferete con un 80mm sul sensore medio formato da 44 x 33 mm a f/2.8 l’accuratezza della ripresa deve essere totale, pena la generazione di uno scatto non solo appena morbido ma completamente sfocato. Non vorrei essere così drastico nell’esprimere questo fatto ma il fatto che la Fujifilm GFX 100S sia idealmente pensata per soddisfare proprio coloro che si applicano in tali contesti richiede di non creare facili illusioni. L’esecuzione di una serie di scatti in raffica veloce non risolve la questione anche perché i 5 fotogrammi al secondo dichiarati sono piuttosto… variabili. Ovvero: non proprio costanti. E più verosimile ottenere un paio di otturazioni in rapida sequenza, un lieve pausa, un altro scatto ed infine altre due otturazioni.

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Quando la scena Street si fa caotica i 100 Megapixel a disposizione diventano un alleato prezioso nella cattura di ogni particolare. Peccato non stampare questi fotogrammi in formato adeguato… da 80 x 60 cm almeno!

Insomma, per comprendere in un singolo discorso tutti questi aspetti (e considerate che ho scattato in Jpeg Superfine e non in Raw o Raw + Jpeg come maggiormente probabile in un impiego professionale) direi ciò che segue: la Fujifilm GFX 100S fa assolutamente tutto ciò che promette e che è stata progettata per fare, dal tracking Eye-Af ai mille tipi di bracketing ammessi fino alle elevatissime amplificazioni ISO ed al salvataggio multiplo e ripartito su più schede in differenti formati. Solo che lo fa coi propri tempi. È’ veloce ma non reattiva, ecco. La butto lì: forse pensando ad implementare il medesimo modello con un doppio processore…

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Uno scatto verticale da un fotogramma orizzontale! L’elevata risoluzione lo consente.

Dal punto di vista operativo anche l’adozione del doppio sistema di otturazione comporta rese del tutto differenti a seconda dei soggetti al cospetto dei quali ci troviamo. Nel complesso l’opportunità di scegliere svariate modalità di commistione tra i due sistemi è veramente premiante. Potete scegliere se utilizzare uno dei due otturatori, se quello meccanico prima di quello elettronico o se alternare i due a seconda del range di otturazione. Questa è una modalità evoluta di gestire la ripresa che mi fa ritenere che Fujifilm sia davvero sulla strada giusta per fornire al fotografo qualche cosa di nuovo e passibile di migliorare di molto la pratica fotografica di tutti i giorni.

Attenzione a due elementi inerenti gli otturatori: quello elettronico non è un global shutter, il che vuol dire che l’effetto rolling shutter, ancor più con una dimensione di sensore come questo, è evidente su soggetti in movimento. Anche non rapidissimi. L’otturatore meccanico è al contrario affidabile dal punto di vista dei soggetti particolarmente rapidi ma non è certo parsimonioso sotto il profilo delle vibrazioni!

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Ecco, qui un pizzico di chiusura del diaframma in più avrebbe consentito di tenere a fuoco anche la mano con il sigaro, fatto che a posteriori avrei forse gradito. In questo caso la sequenza di fotogrammi che ho scattato per catturare il ritratto di mio padre è stata piuttosto ‘intensa’ nel numero di otturazioni effettuate. Nonostante l’elevatissimo contrasto sul volto, che pensavo fosse una buona garanzia di successo in termini di aggancio del punto di fuoco, non moltissimi scatti sono infine risultati correttamente nitidi.

La ‘botta’ che l’otturatore e le tendine lasciano intuire alla pressione del pulsante di scatto è notevole, senza mezzi termini. Occhio all’utilizzo a mano libera quindi, quando i tempi siano critici. Io mi sono trovato bene preferendo l’otturazione elettronica in partenza per passare poi a quella meccanica oltre un certo tempo di otturazione. Rolling shutter a parte.

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Il sensore, di contro rispetto ai tentennamenti velocistici, è esuberante. 102 Megapixel dietro ottiche di questa qualità creano file dal dettaglio stupefacente. Anche in Jpeg in fin dei conti, anche ipotizzando si alzare gli Iso per avere qualche agio in più a mano libera, aiutati dal sistema di stabilizzazione a sensore, sacrificando quindi un poco della qualità potenziale in favore dell’usabilità.

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Per questo scatto ho scelto di ‘camminare’ dietro al personaggio con le borse della spesa e vedere se il sistema di stabilizzazione integrato sulla GFX 100S fosse stato in grado di sopperire ad una evidente mancanza di stabilità del fotografo. Direi bene, anche dal punto di vista del tracking, non certo facilitato dalla situazione. Faccio notare che il contrasto generale era basso in virtù di una giornata veramente ‘da lupi’.

Questo discorso mi porta a trattare un argomento che, dal mio punto di vista, è fondamentale oggi quando si decida di passare a formato, risoluzioni, sistemi superiori. E’ cambiato drasticamente il modo di pensare all’immagine digitale. Chi oggi valuta i 100 Megapixel della Fujifilm GFX 100S quale modo per disporre di fattori di crop superiore (l’ho letto più e più volte in Rete), lasciatemelo dire, non ha la minima idea di dove di diriga la fotografia oggi.

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Occorre iniziare a pensare al fotogramma come ad un’entità unitaria, non come ad una griglia di punti slegati tra loro. 102 Megapixel sono tali non perché vi consentono di registrare 11648 x 8736 dettagli fini! 102 Megapixel sono importanti perché forniscono una eccellente definizione per scatti ottenuti con ottiche medio formato di ottima qualità, perché il sensore su cui sono disposti ha un’area tale da consentire di ottenere plasticità e tridimensionalità anche nel ritratto a figura intera, anche nel paesaggio, anche in scene di più ampio respiro che non la macro! Macro la quale è facilitata da sensori di piccola dimensione, tra l’altro.

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Devo essere onesto: appena tirata fuori dalla confezione la GFX 100S non sarete assolutamente in grado di ‘beccare’ uno scatto come questo. Il ritardo di otturazione in seguito alla pressione del pulsante di scatto in situazioni similmente dinamiche (ove lei andava ripresa esattamente al passaggio nella finestra illuminata dal sole!) causerà una serie di fotogrammi in cui il soggetto in movimento lo troverete immancabilmente già transitato oltre il punto desiderato. Poi ci si abitua, per carità, e si anticipa. Ma, lo dico onestamente, non è il massimo…

I 102 Megapixel consentono di ragionare sul noise ad un livello di differente entità rispetto ad un sensore da 3000 x 2000 pixel. Se è vero che la struttura del sensore non è ancora cambiata rispetto alla griglia ortogonale che da decenni ci portiamo dietro, e che ci accompagnerà ancora per un bel po’, è anche vero che la finezza di particolare raggiunta consente di percepire in modo sempre più diffuso il rumore, quasi fosse una sorta di grana digitale che non va valutata a livello di pixel ma di fotogramma. Lo stesso dicasi per il dettaglio: ha senso misurare su una mira ottica le performance di 102 Megapixel su un sensore 44 x 33 mm? Assurdo. Il dettaglio di questo sensore e del sistema ottico ad esso abbinabile è assolutamente eccellente, sono le modalità di ottenimento di questi risultati che faranno la differenza.

La stabilizzazione implementata sulla Fujifilm GFX 100S dà realmente una grande mano al fotografo impegnato sul campo a mano libera. Potete tranquillamente valutare in 4 e più EV il guadagno in termini di stabilità della ripresa, provati di persona scattando con il Fujifilm Fujinon GF 80mm f/1.7 R WR a mano libera e tempi da 1/15s o anche 1/8s. Tutti gli scatti appaiono perfettamente statici sotto queste condizioni? No di certo, come per qualsiasi modello dotato di stabilizzazione. Ma molti sono del tutto usabili. In questa affermazione leggete il fatto che tanti pixel dietro a ottiche definite vogliano dire maggiore possibilità di analisi fine dei risultati, quindi anche un metro di valutazione ben più drastico di quello che avevamo come riferimento su pellicola o nei primi anni numerici.

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Mio figlio pratica lo sport che preferisce… Ironia a parte, il comparto esposimetrico della GFX 100S è forse l’aspetto che ho maggiormente apprezzato e che mi ha permesso di divertirmi parecchio in situazioni di luce ‘strane’ come questa. Il fortissimo contrasto luminoso sugli occhi ha ovviamente permesso una messa a fuoco accuratissima sul volto. Ma non trascurate di verificarla! A 80mm f/4 su medio formato la profondità di campo è sempre poca!

Io ho regolato la stabilizzazione per intervenire solo durante l’esposizione dato che l’ipotesi di servirmene in modo costante avrebbe prosciugato la batteria, già messa a dura prova dal rimpicciolimento subito e dal fatto che non ne avevo una di scorta a disposizione, come ho già suggerito di provvedere a fare. Sempre riguardo alla stabilizzazione: l’otturatore meccanico sui tempi lunghi è pericoloso da utilizzare e non ve lo consiglio per la già citata ‘botta’ delle tendine che è ben più percettibile di quello che possiate immaginare e gli effetti sullo scatto a mano libera si osserva.

Gli Iso vanno considerati proprio alla luce della dimensione dell’area sensibile e della quantità di punti a disposizione. Fujifilm ci mette di suo un range di sensibilità estremamente ampio (da 50 ISO a 102400 ISO) riguardo cui vi suggerirei due approcci. Il primo: attenetevi all’intervallo considerabile come ‘nativo’, ovvero a quello da 100 a 12800 Iso, soprattutto se il Jpeg è un formato di vostro interesse. Il formato compresso è infatti fortemente trattato nei confronti del noise.

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Anche in questo caso, credo di potermi dire fortunato dato che questo scatto si è salvato dall’altalena del punto di fuoco per fornirmi almeno una ripresa (questa) che personalmente amo moltissimo per controluce, colore, ombra e postura del soggetto in generale. La prestazione ottica dell’obiettivo 80mm che ho usato credo dia eccellente, considerando che il sole era veramente ‘sparato’ in camera! Il ritratto, anche ambientato come in questo caso, penso sia il genere fotografico in cui la GFX 100S ed un’ottica come questa possano, a discapito di ogni finalità di vendite previste da Fujifilm, dare il meglio di sé.

Il Raw di contro mostra in partenza una granulosità che va necessariamente trattata ma che, una volta individuato un preset utile a soddisfare le vostre aspettative qualitative nei confronti della Fujifilm GFX 100S, può velocizzare di parecchio il lavoro. Seconda considerazione: alzare molto gli Iso è spesso conseguenza di condizioni di ripresa particolarmente ostiche in commistione con una luce scarsa, la stessa che può abbassare il contrasto e mettere ancora più in crisi il sistema Af il quale, lo devo dire, non è dei più ‘resilienti’ in situazioni complicate.

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Ebbene, cercate di usare la scorta di Iso che la Fujifilm GFX 100S vi mette a disposizione per favorire almeno una profondità di campo tale da costituire un margine operativo più agevole a lavorare in Af quando la luce è scarsa. Usateli anche per fare fronte a tempi di scatto che altrimenti vi porterebbero ad avere micromosso e devastare il sontuoso dettaglio fine di cui la Fujifilm GFX 100S è capace.

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100 Megapixel, Iso base su treppiedi e messa a fuoco minima. Non è macro ma poco ci manca! In generale, se osservate l’ingrandimento cui ho sottoposto questa ripresa, noterete che il livello di dettaglio che il sensore medio formato è in grado di fornire al fotografo che si pone nelle migliori condizioni di scatto con la GFX 100S è veramente stupefacente. La riduzione delle dimensioni del corpo macchina per altro trovo che facilitino anche nel gestire le attrezzature in questo tipo di scatti, sebbene spesso l’ambito della ripresa statica venga dato per scontato…

Insomma: non pensate di spremerli come fareste su corpi macchina e sensori più semplici perché ne otterreste solamente moli di Megabyte non usabili, rumorosi, fuori fuoco e mossi. Una medio formato, con le sue lunghe focali, la sua maggiore risolvenza, il suo sensore grande è più esigente sotto il profilo dell’uso rispetto ad un corpo macchina meno prestante, questo deve essere chiaro.

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Detto questo: il Jpeg, solo formato con cui ho avuto a che fare per la già accennata non disponibilità del convertitore Raw, è complesso da valutare ma la sensazione è che il rumore cromatico si percepisca oltre i 1600/2000 ISO mentre quello monocromatico si collochi, per la morbida natura dei pixel, ben al di sopra. Insomma gli sfondi uniformi tendono a macularsi sopra i 1600/2000 Iso, partendo in modo lieve, mentre anche a 3200 Iso lo scatto resta dettagliatissimo ed usabile sul fronte del particolare fine. Ammetto che anche in Jpeg i 102 Megapixel creino immagini le quali, quando a fuoco e non mosse, sono in grado di suscitare entusiasmi. L’ho già detto: non è una questione di punti ma di… materia!

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 Come ovvio attendersi da un corpo macchina che fa vanto delle proprie prerogative di uso e di messa a fuoco sul campo, il reparto dedicato alla selezione dei punti e delle aree Af disponibili è accurato e ben congeniato. Le ghiere restano poco percettibili al tatto quando si lavora velocemente ed in questo caso non aiutano molto nella gestione frettolosa. Detto ciò, migliorato l’aspetto ergonomico della stesse e reso più consistente il momento del ‘clic’ su joystick e selettori direi che l’interfaccia utente della GFX 100S possa dirsi matura.

D’altronde stiamo parlando di file da 50 Megabyte di dimensione media se compressi e da oltre il doppio se archiviati in Raw 14bit lossless. Tra le due opzioni direi che mi pare evidente la convenienza del solo Raw da trattare successivamente. Un Jpeg di tali dimensioni non ha senso, ancora di meno se poi ci si trova con in mano un’immagine trattata in modo eccessivo (leggi: ‘piallata’ per rendere il peso meno aggressivo, anche in SuperFine) e tale da inficiare il reale carico informativo nel fotogramma. Semmai trovo che l’opzione più appetibile sia quella di abbinare al Raw un Jpeg dimensionalmente facente le veci di thumbnail, di sola miniatura.

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Molteplici i tipi di bracketing e i metodi di scatto offerti dalla Fujifilm GFX 100S che si rivela estremamente flessibile sotto questo punto di vista.

Si torna così ad una pratica assai simile alla pellicola, quando era il provino ad ‘andare in giro’ per una prima valutazione ed il negativo aveva lo scopo di archivio e ‘fonte dati’ in caso di successivi impieghi qualitativamente più esigenti. Ironicamente un ‘provino’ digitale che rischia di assumere dimensioni pari a quelle che solo ieri era la risoluzione massima dei modelli top di gamma! Ma abbiamo detto che non è solo questione di pixel.

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Il sensore da 102 Megapixel allo scoperto.

Conclusioni

Durante la mia prova della Fujifilm GFX 100S ammetto di avere lavorato con la medio formato in modo estremamente esigente. Sempre a mano libera, sempre in tracking Eye-Af poiché ho volutamente scelto di fotografare soggetti umani per strada, come si confà alla pratica street più in voga. Ho anche sempre fotografato, se non alla massima apertura offerta dal Fujifilm Fujinon GF 80mm f/1.7 R WR, non oltre f/2.8! Insomma: se proprio l’Af andava testato, meglio farlo accuratamente e con severità per di più su soggetti mobili, spesso sfuggenti. Le considerazioni finali sono articolate. La Fujifilm GFX 100S offre tanto, si propone come evoluzione di un corredo Full Frame per il fotografo che cerca una qualità ancora superiore ma non è onestamente pronta. Ho perso troppi scatti durante i giorni di pratica sul campo.

Il dettaglio arrivabile è enorme in virtù di risoluzione, ottiche e pulizia di immagine in generale ed i metodi che Fujifilm ci offre per raggiungere questi traguardi sono assolutamente ben congeniati. Non lo abbiamo detto ma anche i preset colore a simulazione delle storiche pellicole Fujifilm restano strumenti eccelsi per raggiungere risultati estetici di livello, così come la gestione del range dinamico, DR100/200/400 tipica di Fujifilm, che continuo a trovare tra le meglio implementate tra tutti i brand oggi sul mercato. Fatto sta che al medio formato non basta un’ergonomia da Full Frame, la totale customizzazione dei controlli e funzioni Af moderne o centinaia di punti Af per riuscire nell’intento.

Come ‘otturare’ con la Fujifilm GFX100S?

Otturatore Meccanico
1 – OM – P: da 4s a 1/4000s
2 – OM – A: da 30s a 1/4000s
3 – OM – S/M: da 60min a 1/4000s
4 – OM – Bulb: fino a 60min
Otturatore Elettronico
1 – OE – P: da 4s a 1/16000s
2 – OE – A: da 30s a 1/16000s
3 – OE – S/M: da 60min a 1/16000s
4 – OE – Bulb: fino a 60min

Otturatore Elettronico sulla tendina frontale (fino a 1/1250s, poi Meccanico)
1 – OEF – P: da 4s a 1/4000s
2 – OEF – A: da 30s a 1/4000s
3 – OEF – S/M: da 60min a 1/4000s
4 – OEF – Bulb: fino a 60min
Otturatore Meccanico + Elettronico (attenzione ai soggetti veloci per via del rolling shutter!)
1 – OME – P: da 4s a 1/16000s
2 – OME – A: da 30s a 1/16000s
3 – OME – S/M: da 60min a 1/16000s
4 – OME – Bulb: fino a 60min

Otturatore Elettronico a tendina anteriore + Otturatore Elettronico (fino a 1/1250s, poi Meccanico fino a 1/4000s, poi Elettronico)
1 – OEA – P: da 4s a 1/16000s
2 – OEA – A: da 30s a 1/16000s
3 – OEA – S/M: da 60min a 1/16000s
4 – OEA – Bulb: fino a 60min
Tempo di sincro flash
Sincro X – 1/125s o più lento

Il medio formato consta di maggiori opportunità di leggere nei file e una altrettanto maggiore severità di esecuzione per via della minore profondità di campo. Inoltre le ottiche pesano di più e questo inficia la rapidità del sistema Af nelle spostamento dei gruppi ottici. Inoltre anche la rapidità di otturazione deve fare i conti, meccanicamente, con tendine più grandi oppure, elettronicamente, con molti più dati da riversare in tempi rapidi incorrendo così nell’effetto rolling shutter. Nel complesso Fujifilm ha fatto miracoli nell’avvicinare la Fujifilm GFX 100S ai traguardi che si proponeva (con la stabilizzazione efficace, con Iso elevati ed usabili o con l’implementazione dell’Eye-Af, per esempio) ed il risultato va di certo premiato, anche in virtù di un costo attraente e di prerogative dimensionali quasi miracolose.

Lo stile colore digitale per Fujifilm? La pellicola!

PROVIA
Basato su FUJICHROME PROVIA, una pellicola invertibile progettata per l’uso professionale, questa modalità di simulazione pellicola si rivolge a tutti i tipi di soggetti, offrendo una riproduzione dei colori relativamente neutra.
Velvia
Basato su FUJICHROME Velvia, una pellicola invertibile ultra vivida progettata per uso professionale, questa modalità di simulazione pellicola fornisce colori più ricchi e ad alto contrasto rispetto alla “PROVIA” standard, normalmente utilizzata dai fotografi paesaggisti.

ASTIA
Basato su FUJICHROME ASTIA, una pellicola invertibile progettata per l’uso nei ritratti di moda, questa modalità di simulazione pellicola dà la priorità alla riproduzione morbida e fedele dei toni della pelle, riproducendo allo stesso tempo cieli blu e vegetazione vividi.
CLASSIC CHROME
Questa modalità di simulazione pellicola è progettata per riprodurre un aspetto simile alle riviste del 20° secolo. La sua bassa saturazione e la forte gradazione tonale nelle ombre la rendono una scelta perfetta per la fotografia documentaristica con un particolare tocco di realismo.

PRO Neg. Hi
Basato su PRO160NH, una pellicola negativa a colori per professionisti, questa modalità di simulazione pellicola ha una gradazione tonale leggermente più dura rispetto a PRO Neg. Std. Viene utilizzata principalmente nella fotografia di ritratto, nelle situazioni in cui l’illuminazione non è facilmente controllabile. Fornisce la giusta quantità di ombre anche in condizioni di illuminazione piatta.
PRO Neg. Std
Basata su PRO160NS, una pellicola negativa a colori per professionisti, questa modalità di simulazione pellicola ha una gradazione tonale morbida e un’eccellente riproduzione delle tonalità della pelle. Ideale per la fotografia di ritratto in condizioni di illuminazione attentamente controllata. La tonalità neutra si adatta bene alla post-produzione.

Classic Neg.
Basata su SUPERIA, una pellicola negativa a colori amata da generazioni, questa modalità di simulazione pellicola offre gradazioni tonali ad alto contrasto e aggiunge profondità e definizione ai colori regolando le sfumature nelle alte e basse luci e riducendo la saturazione.
ETERNA
Basata su ETERNA, una pellicola progettata per film e cinema, questa modalità di simulazione pellicola riduce al minimo la saturazione per garantire omogeneità nei colori. Basata su ETERNA, una pellicola progettata per film e cinema, questa modalità di simulazione pellicola riduce al minimo la saturazione per garantire omogeneità nei colori.

ETERNA Bleach Bypass
Questa modalità di simulazione pellicola applica un effetto Bleach Bypass alla modalità ETERNA. Presenta un aspetto ad alto contrasto e bassa saturazione che dà un tocco di profondità, amato da molti registi, perfetto per un montaggio più drammatico.
ACROS
Basata su ACROS, una pellicola monocromatica rinomata per la sua grana super fine, questa modalità di simulazione pellicola offre ricchi dettagli in ombra e un’eccellente nitidezza, pur essendo in grado di aggiungere grana a ISO elevati per produrre la straordinaria sensazione materica delle pellicole monocromatiche.

Monochrome
Scatta in bianco e nero. Disponibile con filtri giallo, rosso e verde, che approfondiscono le sfumature di grigio corrispondenti a tonalità complementari al colore selezionato.
SEPPIA
Aggiunge un tono caldo all’inquadratura per un look seppia. Quando applicato a un soggetto retrò, crea un aspetto nostalgico.

La realtà vede però anche il Full Frame salire di prestazioni con sensori sempre più raffinati, con il global shutter dietro l’angolo, con i Megapixel che bastano ed avanzano già al punto in cui siamo giunti oggi ed i sistemi Af che rendono praticamente impossibile sbagliare un colpo. Per non citare ottiche di apertura ormai convenzionalmente al di sotto di f/2. La Fujifilm GFX 100S è un’ottima medio formato che rappresenta, dal mio punto di vista, la migliore scelta per il fotografo professionista impegnato sul set dinamico, che però può permettersi di ripetere una sessione, controllandola.

Grande fotocamera da ritratto, probabilmente anche eccellente nel paesaggio, ambiti dove però esiste un’alternativa svedese di non minor pregio… L’impiego street e l’azione non sono di certo il suo pane (ancora) a meno che non vi mettiate in condizioni di assoluta sicurezza che però fanno venire meno le prerogative di cui sopra cui Fujifilm aspira oggi nel proporre la Fujifilm GFX 100S. Attraente, allettante, divertente, conveniente ma provatela prima per non farvi venire il mal di stomaco dopo.

Le specifiche tecniche della Fujifilm GFX 100S

FUJIFILM GFX100S

Attacco FUJIFILM G
Sensore da 43,8 mm × 32,9 mm con filtro colore Bayer
102 milioni di pixel
Pulizia del sensore con vibrazione ultrasonica
Processore X-Processor 4
Supporta schede SDXC (-2 TB) / UHS-I / UHS-II
RAW 16 bit / 14 bit RAW (formato originale RAF)
TIFF 8 bit / 16 bit RGB (solo conversione raw nella fotocamera)
11648 × 8736 pixel massimi registrati

Sensibilità da ISO100 a ISO12800 con incrementi di ⅓ EV, ISO estesi da ISO50 a ISO102400, ISO video da ISO200 a ISO 12800 con incrementi di ⅓ EV, ISO estesi a ISO25600
Meccanismo di stabilizzazione dell’immagine a sensore su 5 assi fino a 6 EV
Otturatore sul piano focale
Massima cadenza di ripresa da 5.0 fps (JPEG: 42 fotogrammi, RAW compresso: 16 fotogrammi, RAW compresso senza perdita: 15 fotogrammi, RAW non compresso: 14 fotogrammi)
Bracketing:
AE (2, 3, 5, 7, 9 fotogrammi con incrementi di ⅓ EV, fino a ± 3EV)

Simulazione film
Gamma dinamica 100% / 200% / 400%
Sensibilità ISO (± 1 / 3EV / ± 2 / 3EV / ± 1EV)
Bilanciamento del Bianco (± 1 / ± 2 / ± 3)
Messa a fuoco (AUTO / MANUALE)
Esposizione multipla
Pixel Shift Multi Shot
AF a contrasto TTL / AF a rilevamento di fase TTL
AF a punto singolo 13×9 / 25×17 (dimensioni modificabili)
Rilevamento viso / occhi
Slitta a contatto caldo

EVF a colori OLED da 0,5 pollici, ca. 3,69 milioni di punti
Monitor LCD touch screen inclinabile da 3,2 pollici, ca. 2,36 milioni di punti
Monitor LCD secondario monocromatico da 1,80 pollici, 303 x 230 punti
Simulazione film 19 modalità
Gamma dinamica Fissa / AUTO / 100 % / 200 % / 400 %
Autoscatto 10s / 2s
Riprese intervallate

Wi-Fi 802.11b / g / n, WEP / WPA / WPA2, Infrastruttura
Bluetooth ver. 4.2
USB Type-C, micro HDMI (tipo D)
Batteria agli ioni di litio NP-W235
Dimensioni 150,0 x 104,2 x 87,2 mm
Peso ca. 900g

Il sito della GFX 100S su Fujifilm-X.com: fujifilm-x.com/it-it/products/cameras/gfx100s

Il sito del GF 80mm f/1.7 R WR su Fujifilm-X.com: fujifilm-x.com/it-it/products/lenses/gf80mmf17-r-wr

Eugenio Tursi
Nato a Firenze nel 1974, ho fatto tutto al contrario. Dia prima, camera oscura dopo. Prima dell'Hasselblad avevo già la digitale. Ho imparato da Alpino, frequentando ed insegnando poi in scuole di fotografia milanesi. Scrivo dal 1999, mi laureo in Informatica e ricollego il tutto alla fotografia digitale. Faccio anche il fotografo freelance oltre a coordinare Progresso Fotografico che conobbi nel 1995. Mi hanno insegnato 'qualcosa’ Leonardo Brogioni, Roberto Signorini, Gerardo Bonomo.
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