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Fotografia.it
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Dati di scatto: 1/2000s F4 Iso 80 a 200mm

In Vietnam con un ottimo compagno di viaggio: vivo X300 Pro

Da Hanoi fino a Da Nang con vivo X300 Pro e teleconverter kit, uno smartphone che mette la tecnica al servizio della fotografia.

Michael Minelli | 6 Febbraio 2026

Partire per un viaggio in Vietnam significa trovarsi di fronte ad una infinità di situazioni fotografiche. Che sia un viaggio a due ruote o con lo zaino in spalla, è per me fondamentale scegliere la giusta attrezzatura da mettere nello zaino; una scelta che spesso mi lascia ore fisso davanti allo spazio a disposizione, con a fianco l’attrezzatura da portare con me, per essere sicuro di scattare ogni scena in modo impeccabile.

I cameraphone sono sempre più vicini al mondo delle fotocamere mirrorless puntando su qualità d’immagine e risoluzione dei sensori. Ma, se dovessi stilare una lista delle qualità che uno smartphone dovrebbe avere per affrontare un viaggio avventuroso, di sicuro la qualità fotografica non sarebbe al primo posto. Verrebbero prima caratteristiche come la versatilità e la prontezza d’utilizzo, senza dimenticare la resistenza agli agenti esterni e la durata della batteria. Ma è proprio necessario dover scendere a questo compromesso? Ho deciso di mettere alla prova il nuovo Vivo X300 Pro nel mio ultimo viaggio fotografico in Vietnam: ho visitato la zona a nord al confine con la Cina in sella ad una moto da enduro, quindi senza la possibilità di avere con me un intero corredo fotografico.

vivo X300 Pro: caratteristiche

Nasce come uno smartphone di fascia ultra-premium ma soprattutto come un dispositivo progettato attorno alla fotografia e al video. Ogni scelta tecnica, dal display al processore fino al comparto ottico, è orientata a garantire prestazioni elevate, coerenza cromatica e affidabilità operativa anche in contesti di utilizzo più “professionali”.

Il design è elegante e solido, con una scocca in vetro e metallo che restituisce una sensazione di robustezza immediata. Le certificazioni IP68 e IP69 contro acqua e polvere permettono di utilizzarlo senza timori anche in condizioni ambientali difficili, un aspetto tutt’altro che secondario per chi scatta spesso all’aperto. Le dimensioni (161,98 × 75,48 × 7,99 mm) sono importanti ma ben bilanciate, mentre il peso di 226 grammi, superiore alla media, è giustificato dalla presenza di componenti ottici avanzati e da una batteria generosa. Il pannello frontale è dominato da un ampio display AMOLED di ultima generazione, con risoluzione di 2800 × 1260 (1.5K) e refresh rate adattivo da 1 a 120Hz e una diagonale di 6,78 pollici. La qualità visiva è uno dei punti di forza del dispositivo: una luminosità molto alta che tocca il picco di 4500 nits, i neri profondi e una resa cromatica accurata lo rendono ideale non solo per la fruizione dei contenuti, ma anche per la valutazione critica delle immagini appena scattate. È uno schermo che può essere usato come vero e proprio monitor di controllo sul campo.

Dal punto di vista delle prestazioni, Vivo X300 Pro si affida a una piattaforma hardware di fascia top con processore octa-core, in grado di garantire grande fluidità operativa anche durante l’elaborazione di fotografie ad alta risoluzione, scatti in RAW e riprese video di alta qualità. La dotazione di memoria RAM da 16 GB LPDDR5X e lo spazio di archiviazione (di 256 GB o 512 GB o 1 TB non espandibile) consentono di gestire senza problemi file pesanti e sequenze video di lunga durata. Il sistema operativo, basato su Android 16 con OriginOS 6 e interfaccia proprietaria, è fortemente ottimizzato per l’uso fotografico, con tempi di risposta rapidi e un’app fotocamera completa e ben strutturata. Il cuore del dispositivo è sviluppato in collaborazione con Zeiss. La fotocamera principale utilizza un sensore con apertura f/1.6, stabilizzazione ottica (OIS) e autofocus PDAF, con dimensioni di 1/1.28″ e risoluzione da 50 megapixel, capace di offrire immagini dettagliate, con un’eccellente gestione della gamma dinamica e una resa naturale dei colori. L’ultra-grandangolare, anch’esso da 50 megapixel con apertura f/2.0 e autofocus, mantiene una qualità elevata e omogenea rispetto alla camera principale, evitando il classico calo di dettaglio ai bordi.

Il vero elemento distintivo è però il teleobiettivo periscopico da 200 megapixel con OIS, apertura f/2.7 e zoom ottico 3.7× equivalente a circa 85mm; integra anche capacità macro 2.7:1, è quindi pensato non solo per lo zoom, ma per una fotografia di qualità a qualunque distanza ci si trovi dal soggetto. Questo modulo lavora in sinergia con il teleconverter ottico opzionale Zeiss da 2.35x, un accessorio raro nel mondo smartphone, che consente di estendere la focale in modo puramente ottico, senza ricorrere a ritagli digitali aggressivi. Il risultato è una resa più vicina a quella di un vero teleobiettivo fotografico, con maggiore compressione prospettica e un bokeh più credibile. A completare l’esperienza fotografica c’è la possibilità di utilizzare un’impugnatura dedicata, che migliora ergonomia e stabilità. I controlli fisici, il pulsante di scatto e la ghiera programmabile trasformano l’esperienza d’uso, rendendo lo smartphone più simile a una fotocamera tradizionale, soprattutto nelle riprese in orizzontale o con il teleconverter.

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La UI delle varie modalità di X300 Pro

Anche sul fronte video X300 Pro si colloca ai vertici del settore. Supporta registrazioni fino a 8K x 30 fps, 4K x 120 fps con Dolby Vision e log a 10-bit, con una stabilizzazione efficace che permette riprese fluide anche a mano libera. Le modalità video professionali offrono un buon livello di controllo manuale, rendendo il dispositivo adatto anche a creator e videomaker.

L’autonomia è affidata a una batteria di grande capacità (5440 mAh in configurazione EU), in grado di sostenere senza difficoltà una giornata intensa di scatti e riprese. La ricarica rapida, sia via cavo (90w) che wireless (40w), consente di ridurre drasticamente i tempi di inattività, un aspetto fondamentale per chi utilizza lo smartphone come strumento di lavoro o in esterno.

vivo X300 Pro: in viaggio

Partire per un viaggio (sottolineo viaggio, non vacanza) è di per sé una situazione di compromesso: dobbiamo scegliere cosa portare, ad oggi non ci sono ancora compagnie aeree che ci permettono di stivare l’intero guardaroba o, nel mio caso, un corredo fotografico. Ipotizzando di riuscire a imbracare il tutto su un volo, rimane la difficoltà di viaggiare con un bel carico. Ma, come per magia, X300 Pro occupa lo spazio di una comune mirrorless con obiettivo zoom standard pur coprendo focali che vanno dal 16mm fino ai 1600mm; so che mi sto cacciando nei guai di fronte ai colleghi fotografi, ma posso assicurare che 22 giorni a spasso per il Vietnam con X300 Pro mi hanno dato la sicurezza di potermi azzardare in questa affermazione come mai fatto prima. Ovvio che è difficile sostituire la qualità di un grande sensore full frame o di un teleobiettivo professionale fisso da 600mm od 800mm, ma, come detto prima, bisogna sempre trovare un buon compromesso.

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Mettendo i parametri di scatto in manuale è possibile gestire in modo rapido e continuo situazioni di luce difficili come questa. Dati di scatto: 1/1000s F2 Iso 500 24 mm

Ho scelto di visitare questo meraviglioso Paese dividendo il viaggio in due parti: la prima in sella a una moto da enduro, lungo le strade montuose del nord al confine con la Cina, mentre la seconda da backpacker, spostandomi dalla capitale Hanoi fino a Da Nang situata al centro del Paese. Potete solo immaginare la quantità di situazioni fotografiche che un viaggio così può mettere davanti ai vostri occhi: ritratti, paesaggi cittadini e di montagna, luci che passano dall’alba al tramonto, il sole pieno che lascia il posto alle giornate piatte e grigie. Senza dimenticare le persone che si spostano nel caotico traffico, i motorini e le stesse moto usate lungo le strade polverose. Insomma: la challenge totale.

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Dati di scatto: 1/500s F2 Iso 4000 135 mm

Tutto trova posto nella giacca da motociclista: nella tasca destra lo smartphone con già montato il kit fotografico composto da cover dedicata munita di Grip Kit, nella tasca sinistra il teleobiettivo Zeiss 2,35x. Separati, in modo che non urtino tra loro durante gli spostamenti.

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Con la possibilità della messa a fuoco manuale ho posto l’attenzione sulla fascia di luce che cadeva sul tipico capello vietnamita. Dati di scatto: 1/10000s F4 Iso 83 24 mm

Prima di scattare è bene fare un giro tra le tante impostazioni di scatto che Vivo X300 Pro può offrire, proprio come una vera e propria fotocamera professionale. Si parte dalla scelta del file (jpeg, Raw o super Raw) passando per risoluzione e peso delle immagini, una feature molto utile per chi deve condividere gli scatti su piattaforme dedicate come i social o in modo veloce occupando minore spazio di archiviazione. Permette anche di inserire un watermark sulle sue fotografie, da quelli con logo Zeiss a quelli personalizzati che danno la possibilità di inserire la propria firma personalizzata. Entrando nel comparto fotografico possiamo scegliere i classici filtri in automatico ma c’è anche la possibilità di scattare completamente in manuale agendo su parametri come iso, diaframma, tempo di scatto e bilanciamento del bianco, con anche la possibilità di agire manualmente sulla messa a fuoco. Un’altra opzione molto interessante è la possibilità di applicare fin da subito dei preset in modalità Pro, una caratteristica di cui non ho potuto fare a meno durante questo viaggio: quella che ho utilizzato di più è “Classic Negative” con il suo effetto retro pellicola.

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Utilizzando il teleconverter Zeiss 2,35x si sfocano le foglie in primo piano come con una mirrorless. Dati di scatto: 1/100s F2.7 Iso 58 800 mm

Il viaggio inizia fotografando la spettacolare Sapa, cittadina del centro a 1800 metri di quota dalla ‘’vibe’’ svizzera e che si contrappone ai villaggi tipici lì attorno, attraversati da fiumi e cascate. La zona si presta per shooting fotografici, infatti ci sono molte coppie con abiti tipici in posa, rubo qualche scatto e ho occasione di testare la forza dell’intelligenza artificiale che offre Vivo X300 Pro cancellando in modo perfetto un sacchetto giallo di plastica che reggeva un ragazzo mentre era in posa andando a ricostruire perfettamente la staccionata dietro. Neppure la più professionale delle mirrorless lo può fare.

Tempo di tornare in sella per attraversare i paesaggi stupendi del Vietnam e, grazie al kit, fermarsi e scattare risulta veloce e senza impedimenti. Il grip presenta pulsante di scatto e leva per lo zoom “in e out” come una fotocamera ed anche una ghiera per gestire l’esposizione, così da poter scattare e zoomare senza togliere i guanti e senza toccare il display. La possibilità di zoomare con con la leva è molto veloce e precisa e permette di comporre l’inquadratura in un istante e, cosa più importante, di farlo con una sola mano. L’unica difficoltà di questo grip rimane nelle fotografie verticali, così come nelle mirrorless c’è necessità di ruotare il polso e scattare in modo poco naturale; sarebbe interessante avere un sistemare per montare il grip in due posizioni.

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È possibile regolare tutti i parametri di scatto di Vivo X300 pro, qui ho scelto un tempo rapido per congelare l’acqua della cascata. Dati di scatto: 1/5000s F4 Iso 80 24 mm

In un viaggio di questo tipo è fondamentale avere diverse focali da utilizzare, dal grandangolo al teleobiettivo. Qui ci sono ben tre sensori di immagine diversi, che stupiscono per la loro coerenza in termini di resa e colori; inoltre la possibilità di installare il teleconverter da 2.35x (focale che va dai 200 mm senza crop fino a 1600 mm ritagliando i 200 megapixel) permette di fare scatti incredibili, dalla luna alle piccole strade in fondo alle vallate che, grazie alla compressione dei piani, assumono un aspetto o una texture inedita con un buona qualità.

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Dati di scatto: 1/200s F5.6 Iso 4000 24 mm

Le varie città del Vietnam alla sera diventano un’esplosione di colori e luci, ottimo test per capire che Vivo non scherza neppure qui, messa a fuoco precisa e immediata e scatti che utilizzano tempi lunghi in situazioni veramente scure. Il rumore digitale ê ben contenuto e poco visibile grazie anche agli algoritmi dell’intelligenza artificiale. Altra caratteristica utile in varie situazioni è la possibilità di gestire la messa a fuoco in manuale, utile quando vogliamo scattare con qualcosa molto vicino in primo piano così da poter scegliere se puntare il fuoco su quello o sullo sfondo.

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Dati di scatto: 1/200s F5.6 Iso 4000 24 mm

Con grande sorpresa nelle città del Vietnam le aree turistiche come parchi o palazzi vengono utilizzati come set fotografici da ragazze e ragazzi in abiti tipici, occasione ottima per testare la modalità ritratto. A differenza dello zoom digitale o dei ritagli computazionali, qui l’immagine viene realmente proiettata sul sensore ad altissima risoluzione, sfruttando appieno il potenziale. Il risultato è una resa più “fotografica”: maggiore compressione prospettica, bokeh più naturale e un livello di dettaglio incredibile, come dimostra il perfetto boken intorno ai capelli svolazzanti di una ragazza.

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Nella modalità ritratto la resa è più “fotografica” con maggiore compressione prospettica, bokeh più naturale e un livello di dettaglio incredibile, come dimostra il perfetto boken intorno ai capelli svolazzanti di una ragazza. Naturalmente il grado di sfocatura è modificabile nella sezione editing. Dati di scatto: 1/600s F2 Iso 400 85 mm

Anche il comparto video non ha nulla da invidiare ai sistemi professionali mirrorless con la possibilità di registrare fino a 8k e 4k a 120 fps con la possibilità di utilizzare varie Lut e anche il Log per avere più controllo su luci e ombre, o per lavorare in post produzione successivamente.

vivo X300 Pro: conclusioni

Vivo X300 Pro è uno smartphone che mette la tecnica al servizio della fotografia. Non punta solo sulle specifiche legate al sensore di immagine, è un progetto coerente che integra hardware, software e accessori in un vero sistema di imaging mobile. È un dispositivo pensato per chi vuole andare oltre lo scatto automatico, cercando controllo, qualità e un’esperienza fotografica più consapevole. La forza è quella di avere una foto professionale dal punto di vista tecnico, scegliendo parametri di scatto e impostazioni, con il plus che è immediatamente pubblicabile con filtri, firma o watermark; è un vantaggio che può far pendere dalla sua parte la scelta del fotografo, dell’appassionato o del content creator che ha bisogno della condivisione immediata senza volersi avventurare nel mondo mirrorless ma con un notevole salto di qualità rispetto ad altri smartphone.

Michael Minelli
Nasce nel 1988 in provincia di Brescia. Fin da bambino cresce immerso nel mondo dei motori e trova nella fotografia il linguaggio per trasmettere la sua passione. Intraprende l'avventura nel mondo dei raly collaborando con affermati fotografi; il viaggiar molto contribuisce ad affinare il suo stile e il suo punto di vista. Dal 2011 apre la sua azienda che lo vede ora impegnato in importanti progetti per i più noti brand dell'automotive e del lifestyle.
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