La foto ritrae la sua musa e compagna Charis Wilson. Weston era il re della “Straight Photography”; il suo scopo non era l’erotismo, ma la forma pura.
Si dice che Weston guardasse il corpo di Charis con lo stesso distacco artistico con cui guardava i suoi famosi peperoni (Pepper No. 30) o le conchiglie. Per lui, la curva di una schiena o la linea di una coscia erano questioni matematiche di composizione. Weston non cercava la “modella”, cercava l’equilibrio delle forme.
Charis Wilson aveva 18 anni quando incontrò il quarantottenne Weston; non era una modella passiva, era una scrittrice, una donna colta e il suo spirito vitale che risollevò Weston che in quel periodo viveva una depressione creativa.
Della celebre posa del 1936 Charis raccontò che era una posizione estremamente scomoda e Weston la fece restare immobile per un tempo infinito, alla ricerca della perfetta transizione tra i neri profondi e la pelle luminosa.
La sua capacità di restare immobile “come una statua” fu fondamentale per la nitidezza estrema che Weston esigeva.
Il Gruppo f/64
Weston faceva parte del Gruppo f/64, insieme a Ansel Adams. Il nome derivava dalla minima apertura di diaframma che garantiva la massima nitidezza dal primo piano all’infinito.
Scattare un nudo a f/64 significava tempi di esposizione lunghi. Se Charis avesse respirato troppo profondamente, la foto sarebbe risultata mossa; la foto è un miracolo di controllo del respiro e pazienza.
In un’epoca in cui il nudo artistico era spesso sfocato e pittorico”, lo scatto di Weston del 1936 era quasi brutale nella sua nitidezza.
Molti contemporanei lo trovarono “freddo”. Eppure, è proprio quella freddezza che ha colpito critici e pubblico
Come Weston scrisse nei suoi Daybooks, “Il nudo, se è interpretato con onestà, non è un invito al possesso, ma una rivelazione della struttura del mondo.”
La mostra
La mostra attraversa oltre quarant’anni di attività (dal 1903 al 1948) del grande fotografo statunitense, dalle prime prove segnate dal pittorialismo alla piena affermazione come figura centrale della straight photography. Il progetto mette in luce il ruolo di Weston – cofondatore del Group f/64 e dei Camera Pictorialists of Los Angeles – nel riconoscere e consolidare la fotografia come linguaggio poetico e intellettuale, oltre che come chiave interpretativa dell’estetica e dello stile di vita dell’America tra le due guerre.
Con una selezione di 171 immagini, il percorso espositivo – curato da Sérgio Mah – si configura come un’ampia antologia che ripercorre tutte le fasi della produzione di Edward Weston (Illinois, 1886 – California, 1958), offrendo un punto di vista europeo sull’eredità di una delle figure di spicco della fotografia moderna nordamericana. Un corpus che si pone come un contrappunto estetico e concettuale al modernismo delle prime avanguardie fotografiche europee.
Edward Weston. La materia delle forme
12 febbraio – 2 giugno 2026
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia