Il World Press Photo 2026 si conferma come il barometro visivo delle ferite e della resilienza del nostro tempo. Annunciati il 23 aprile 2026, i vincitori portano alla luce storie che documentano vicende di cruda realtà ma anche di dignità.
Ecco le immagini più significative di questa edizione.
La Foto dell’Anno: “Separated by ICE”
Fotografa: Carol Guzy (USA)

L’immagine vincitrice cattura un momento straziante in un corridoio del Jacob K. Javits Federal Building di New York: Luis, un migrante ecuadoriano senza precedenti penali e unico sostegno economico della famiglia, viene arrestato dagli agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) subito dopo un’udienza.
La foto ritrae le sue figlie disperate che si aggrappano a lui prima che venga portato via.
Mentre molti fotografi avevano rinunciato a causa delle restrizioni nei tribunali federali, Carol ha continuato a frequentare quegli spazi pubblici giorno dopo giorno. La giuria ha apprezzato l’immagine faccia parte di una storia.

Una guardia non può trattenere le lacrime mentre assiste alla separazione di una famiglia. Il personale di sicurezza si trova spesso in mezzo tra agenti federali, famiglie disperate e manifestanti in un contesto sempre più drammatico all’interno del tribunale.
New York City, New York, Stati Uniti, 20 agosto 2025.

Agenti federali mascherati attendono fuori dalle aule di tribunale con in mano le foto delle persone ricercate. Mentre l’ICE sostiene che le maschere tutelino l’identità degli agenti e delle loro famiglie, i critici sostengono che questa pratica minacci fiducia dell’opinione pubblica.
New York City, New York, Stati Uniti, 8 luglio 2025

Una donna viene condotta in manette attraverso il decimo piano del Jacob K. Javits Federal Building. Un’ordinanza del 2025 ha imposto all’ICE di migliorare le condizioni “deplorevoli” di questa struttura, alla quale gli ispettori non hanno avuto accesso fino al 19 dicembre 2025.
New York City, New York, Stati Uniti, 2 ottobre 2025.

Il coraggio delle donne Achi
Fotografo: Victor J. Blue (per The New York Times Magazine)
L’immagine ritrae Doña Paulina Ixpatá Alvarado e altre donne indigene Maya Achi fuori dal tribunale di Città del Guatemala.
Dopo 14 anni di battaglie legali e 40 anni di silenzio, tre ex-paramilitari sono stati condannati a 40 anni di carcere per stupri e crimini contro l’umanità commessi durante la guerra civile; per decenni, queste donne hanno vissuto negli stessi villaggi dei loro carnefici, talvolta come vicini di casa.
La foto è stata apprezzata dalla giuria in particolare per l’inquadratura: le sopravvissute non appaiono vittime impotenti, ma mostrano una compostezza austera, quasi a rivendicare la loro autorevolezza e la vittoria.

La Carestia a Gaza
Fotografo: Saber Nuraldin (EPA Images)
E’ l’espressione dell’emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza. Scattata nel luglio 2025, l’immagine mostra civili palestinesi che cercano disperatamente del cibo per sopravvivere.
Saber Nuraldin documenta la vita a Gaza dal 1997; l’immagine è stata selezionata per la perché trasforma il “dato statistico” sulla fame in una documentazione visiva della distruzione prodotta dagli israeliani.

Il matrimonio nel diluvio Aaron Favila (Associated Press)
Quando il tifone Wipha si è abbattuto sulle Filippine e ha allagato la chiesa di Barasoain, Jade Rick Verdillo e Jamaica Aguilar si sono trovati di fronte a una difficile decisione: annullare il matrimonio o andare avanti con le nozze? La coppia ha deciso di andare avanti nonostante l’acqua alta, a testimonianza del loro amore e della resilienza di fronte alle condizioni avverse. L’immagine è diventata un simbolo di resilienza quotidiana.
Situata su un delta, la provincia di Bulacan è vulnerabile a inondazioni sempre più frequenti ed estreme causate dall’invecchiamento dei sistemi di drenaggio, dall’eccessivo prelievo di acque sotterranee e dai cambiamenti climatici.
Malolos, provincia di Bulacan, Filippine, 22 luglio 2025.
La sposa Jamaica Aguilar si prepara a entrare nella chiesa di Barasoain allagata. La chiesa è situata in una regione in cui quasi il 75% della popolazione è esposto al rischio di inondazioni.

All’interno della chiesa, i partecipante alla cerimonia.

Gli sposi si scambiano un bacio tra gli applausi degli invitati.

Emma, robot sociale, Paula Hornickel
Paulaha raccontato la storia di Waltraud, la residente di una casa di riposo in Germania, che ha sviluppato un legame emotivo con Emma, un robot “sociale”. Inizialmente scettica, la donna ha dichiarato di “sentirsi connessa” alla macchina, suscitando un dibattito etico sulla solitudine nell’era tecnologica.

A desperate plea, Tyrone Siu
Nella fotografia il Mr Wong urla tutto il suo dolore davanti al suo complesso residenziale in fiamme a Hong Kong. E’ una storia drammatica: pochi istanti prima, l’uomo era al telefono con la moglie intrappolata all’interno; sono state le ultime parole che si sono scambiati.
I numeri del dell’edizione 2026
Partecipazione: 57.376 fotografie inviate da 3.747 fotografi di 141 paesi.
Ben 31 dei 42 vincitori delle diverse aree geografiche hanno fotografato il proprio territorio, segnando il passaggio verso un fotogiornalismo più autentico e meno “esotico”.
Il vincitore del premio assoluto è stato premiato con una fotocamera Fujifilm GFX100 II e 5.000 euro, ma soprattutto con la “vetrina” di una mostra che toccherà oltre 60 città nel mondo.