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Oppo Reno 6 Pro

Oppo Reno 6 Pro: mid range o top di gamma?

Prova sul campo, foto e lab test del mid-range che punta in alto: Oppo Reno 6 Pro

Francesco Carlini | 12 Novembre 2021

Oppo Reno 6 Pro 5G è il modello di fascia alta della famiglia Reno, da poco sbarcata in Italia. Distribuito solo qualche mese dopo Find X3 Pro, non ne vuole essere una copia carbone andando a prendere in prestito solo tre aspetti del comparto fotocamera: il sensore principale posteriore Sony da 50 Mpxl, quello da 13 Mpxl dietro l’obiettivo tele e quello anteriore da 32 Mpxl.

In breve, Reno 6 Pro genera un po’ di confusione: andare ad inquadrare uno smartphone che si presenta come top di gamma di una famiglia che di fatto non lo è, è sempre un po’ problematico. A complicare il tutto ci si mette anche il prezzo di listino di € 799: € 150 in meno di Oppo Find X3 Pro (device meraviglioso) ma quasi € 200 in più rispetto al suo quasi gemello Find X3 Neo. A prescindere da questo l’ho utilizzato per un paio di settimane come unico dispositivo e in linea generale ne sono rimasto molto soddisfatto; il design è estremamente curato, l’esperienza multimediale è di alto livello e le fotocamere svolgono bene il loro lavoro. La Color OS è poi una grande conferma, considerando quanto mi ci sono trovato bene.

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Reno 6 Pro – Dati di scatto: 1/160s – f/1.8 – ISO 200

E poi è bello, anche se la colorazione Glow è più nelle corde della popolazione asiatica. Due sono però le pecche, a mio parere: la non estrema longevità della batteria e la mancanza di una vera certificazione IP. Arrivato da qualche mese sul mercato italiano, non è lo stesso identico modello distribuito in Cina e sul mercato asiatico: lì Reno 6 Pro ha un chipset MediaTek MT6893 e un sensore principale da 64 Mpxl. Questo invece monta un Qualcomm Snapdragon 870 e un sensore principale da 50 Mpxl: in patria è chiamato Reno 6 Pro+.

Reno 6 Pro: hardware e display

Esternamente anche questo device ricalca in tutto e per tutto il classico design sobrio di qualche anno fa: due pannelli di vetro, anteriore in Gorilla Glass 5 e posteriore normale, tenuti assieme da una struttura centrale in alluminio. Misure: 160.8 x 72.5 x 7.99 mm. Il retro ha una finitura chiamata Glow con varie sfumature di colore a seconda dell’angolazione dalla quale si guarda; Lunar Gray la più classica, Arctic Blue (o ghiaccio) quella in mio possesso. Nonostante la mia intrinseca monotonia e il mio mai nascosto apprezzamento per le tinte unite “matte”, ammetto che queste sfumature sono abbastanza sobrie e ben realizzate e piaceranno a molti. Tra l’altro questa finitura è opaca per cui le ditate non attecchiscono sulla scocca.

Il bump posteriore è pronunciato ma sembra solido e mai fastidioso; inoltre è perfettamente simmetrico. Questa linea molto omologata alla concorrenza (leggasi gli smartphone sono un po’ tutti uguali) a me sinceramente piace molto. Ho sicuramente apprezzato Oppo quando su Find X3 Pro ha rotto i classici schemi di design e ha avvolto le fotocamere posteriori con curve molto piacevoli ma queste “forme” sono più nelle mie corde. Sul lato destro c’è il pulsante di accensione/spegnimento, su quello sinistro il volume; sotto si trovano lo sportellino Dual SIM, la porta USB-C e la griglia altoparlante. Attenzione, non supporta espansione di memoria quindi ci si deve unicamente affidare a quella interna da 256 GB. Entriamo qui in un argomento interessante: la memoria interna può andare ad espandere quella RAM, è la prima volta che mi capita di vedere un’opzione simile su uno smartphone.

Di defaul Reno 6 Pro monta un processore Qualcomm Snapdragon 870 Octa core (1x 3.2 GHz/3x 2.4 GHz/4x 1.8 GHz) con 12 GB di memoria RAM; quando questa ha bisogno di un supporto in più per continuare a funzionare, il processore va a “partizionare” la ROM per farla diventare una falsa RAM. In poche parole questi 12 GB di base si possono aumentare di altri 3 GB, 5 GB e 7 GB utilizzando la memoria interna se lo spazio lo consente. Sinceramente non so a cosa possano servire 19 GB di RAM su uno smartphone, già non credo sia possibile utilizzare completamente i 12 GB di base, ma di sicuro è una funzione innovativa. Utile poi nel caso doveste per forza lanciare un razzo nello spazio mentre siete in mezzo ad un deserto non avendo altro dispositivo all’infuori del vostro telefono.

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Reno 6 Pro – Color OS e gestione della RAM

Il display è un Amoled 6.5″ con risoluzione Full HD+ (1080 x 2400) da 402 ppi e refresh rate a 90 Hz o 60 Hz; nel primo caso la frequenza di aggiornamento non è fissa ma variabile, quindi le app che non la supportano subiranno un downgrade automatico. Si possono poi scegliere la temperatura e la modalità colore di visione: copre il 97% della gamma NTSC, il 100% DCI-P3, il 71% NTSC e il 100% sRGB. Insomma, un gradino più in basso di Find X3 Pro che aveva un display QHD+ e una riproduzione di un miliardo di colori. L’interfaccia Color OS è davvero una delle migliori, se non la migliore, che io abbia mai provato nonostante sia quella più giovane rispetto alla concorrenza: si possono modificare bordi, dimensione e nome di quasi ogni app.

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Reno 6 Pro – Personalizzazioni display

La batteria è da 4500 mAh e può supportare un’intera giornata di lavoro intenso senza problemi. Ma c’è un “ma”: ho notato un drenaggio davvero molto eccessivo in modalità Hotspot Wi-Fi. Per chi come me lavora molto spesso fuori ufficio, utilizzare lo smartphone come router portatile al posto di una chiavetta può essere fondamentale: in questo caso dopo circa due ore di switch rete il dispositivo sarà per forza da ricaricare. Non un gran male se siete nei pressi di una presa di corrente, dato che ha una ricarica rapida da 65 W e in circa 15 minuti il telefono sarà nuovamente al 100% di autonomia; malissimo però se siete in mobilità perché vi dovrete per forza dotare di un power bank.

Infine un paio di pignolerie. Il sensore per le impronte digitali sotto il display è posizionato un po’ troppo in basso, risulta difficile da raggiungere se avete le mani piccole; lo sblocco facciale è impossibile con la mascherina (anche se non copre il naso, ma sappiamo che non si deve portare così) e difficoltoso la sera anche se il display fornisce una buona luce.

Reno 6 Pro: fotocamera

Reno 6 Pro ha una quad camera. La principale grandangolare f/1.8 equivalente ad un 26mm ha un sensore Sony IMX766 da 1/1.56″ e 50 Mpxl con pixel da 1.0 µm sviluppato solo per Oppo, lo stesso di Find X3 Pro; uguale commistione per quella con obiettivo tele con apertura f/2.4 davanti ad un sensore da 13 Mpxl. A differire rispetto al top di gamma della famiglia Find X è il sensore da 16 Mpxl detro all’ottica ultrawide con apertura f/2.2 e campo visivo di 123°. Il sistema AF è preciso anche se non è PDAF e si trova sui primi due sensori, non sull’ultimo. Completa il blocco posteriore un piccolo sensore da 2 Mpxl adibito allo scatto Macro.

L’interfaccia fotocamera è sempre uguale quindi non altamente utilizzabile. In Auto si può scegliere tra le modalità Notte, Video, Foto, Ritratto e Altro. In Ritratto ci sono alcune funzioni interessanti, sbloccabili dalla tendina superiore; con Ritratto Sfocato lo sfondo verrà gestito dal software in modo automatico mentre applicando i filtri, in tutto sei, si potrà agire manualmente sulla percentuale visibile di bokeh da 0 a 100%. In Altro invece tutte le altre impostazioni tra le quali Pro Mode per modificare ISO, tempo di scatto, bilanciamento del bianco, messa a fuoco ed esposizione. Attenzione perché utilizzando la fotocamera con ottica ultrawide non si potrà agire direttamente sulla messa a fuoco che quindi sarà solo automatica e non anche manuale. C’è la possibilità di salvare i file solo in formato jpeg o Raw e non in Raw+ o HEIF come su Find X3 Pro.

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Reno 6 Pro – Modalità Pro e interfaccia

C’è però una funzione che fa qui la sua comparsa per la prima volta: lo scatto HD Extra. Grazie alla fotografia computazionale e alla fusione delle informazioni provenienti da tutti e quattro i sensori, Reno 6 Pro può scattare un file con una risoluzione equivante ad un 108 Mpxl. Rimane invece la possibilità di scattare anche a 50 Mpxl. La modalità è completamente automatica, non ci sono parametri manuali. Il video si spinge ai formati 4K @ 60/30fps, Full HD @ 60/30fps e HD @ 60/30fps, tutti stabilizzati.

Reno 6 Pro: Lab test

Nonostante condivida due sensori principali su tre con Find X3 Pro, non siamo sugli stessi livelli qualitativi. Il processore Qualcomm Snapdragon 870 non è come l’888 e restituisce alcune sbavature: il rumore è peggio gestito su tutti i sensori e risulta nominalmente alto ma costante. Per quanto riguarda la fotocamera wide principale con sensore Sony IMX766 RGGB Quad-Bayer da 50 Mpxl e quella tele da 13 Mpxl la risoluzione rilevata è buona e tutto sommato tegono un buon rapporto con il rumore anche se elevato; la fotocamera ultrawide con sensore da 16 Mpxl è quella che soffre maggiormente.

L’immagine dall’ottica wide equivalente ad un 26mm con apertura f/1.8 (con una costruzione a 6 lenti) ha una risoluzione nominale elevata, quasi sugli stessi livelli di Find X3 Pro. La curva, quindi la qualità del file, scende molto dolcemente fino a 1600 ISO. Pregio di questi smartphone Oppo è un rumore estremamente costante: da 100 a 3200 ISO non ci sono picchi. Risulta visibile sul file ma non è mai disturbante.

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Oppo Reno 6 Pro – Sensore da 50 Mpxl con ottica f/1.8 Wide – Rumore e risoluzione

L’immagine dall’ottica tele f/2.4 (con una costruzione a 5 lenti) con sensore da 13 Mpxl ha una risoluzione abbastanza bassa, costante fino agli 800 ISO ma che poi cala drasticamente già dai 1600 ISO. Il rumore qui è molto alto e diventa molto fastidioso e visibile sul file proprio a partire da 800 ISO. Qui si nota molto il differente lavoro del processore Qualcomm Snapdragon 870: sensore e ottica sono le stesse di Find X3 Pro ma il risultato è molto differente.

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Oppo Reno 6 Pro – Sensore da 13 Mpxl con ottica f/2.4 Tele – Rumore e risoluzione

L’immagine dall’ottica ultrawide f/2.2 (con una costruzione a 5 lenti) con sensore da 16 Mpxl è quella che ne esce sconfitta. La risoluzione è nominalmente molto bassa, il rumore sempre molto alto e ben visibile a tutti gli stop già a partire da 100 ISO.

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Oppo Reno 6 Pro – Sensore da 16 Mpxl con ottica f/2.2 Ultrawide – Rumore e risoluzione

Su questo modello gli aiuti che cerca di dare il processore sono tanti, fossero meno probabilmente i risultati sarebbero migliori.

Reno 6 Pro: sul campo

È un buon cameraphone, ma senza strafare. Reno 6 Pro mi ha accompagnato per circa un mese e mi sono trovato bene in questo periodo di utilizzo. Memore della mia ottima esperienza con Find X3 Pro, ho persino utilizzato la mia Sim per poterne saggiare le prestazioni sul lungo periodo. La difficoltà iniziale è stata inquadrarlo correttamente: un mid range che vuole esagerare o un high end con il freno a mano tirato? Se lo analizzassi come vero top di gamma purtroppo ne uscirebbe sconfitto rispetto al suo fratellone Find X, per cui meglio volare più bassi. A livello generale il file immagine del sensore principale è ottimo: tanto materiale su cui lavorare in post, ricco di dettaglio, rumore mai troppo visibile. I colori sono abbastanza fedeli al reale, segno che la AI non entra troppo a gamba tesa sulla postproduzione automatica quindi la si può lasciare sempre attiva.

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Reno 6 Pro – Dati di scatto: 1/1600s – f/1.8 – ISO 100

Ogni tanto ci sono sbavature come già rilevato in passato: nelle trame fitte la maschera applicata alla texture dei dettagli fini spesso non è così precisa come dovrebbe. Sono però casi limite che si notano solo esportando il file o ingrandendolo tantissimo sul display. In generale però il rumore è evidente: di giorno non ci sono problemi, all’imbrunire (e in questo periodo dell’anno arriva presto) comincia a farsi notare ma in alcune situazioni è mascherato davvero molto bene.

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Reno 6 Pro – Dati di scatto: 1/17s – f/1.8 – ISO 1000

Anche alla focale tele, come anche visto dalle misurazioni, di giorno il rumore è percettibile: a 2x e 5x l’immagine è ancora abbastanza buona, a 10x e oltre sconsiglio di arrivare. Di notte invece gli algoritmi AI levigano molto il file per cui il rumore si nota molto molto meno ma bisogna accettare un minor dettaglio come compromesso.

C’è però un trucchetto che viene in soccorso in questi casi. In modalità HD Extra il file non gode dell’analisi AI, quindi i colori sono naturali e più “spenti” del solito, ma è oltremodo ricco di informazioni; l’immagine pesa fino a 30 MB (in pixel binning arriva massimo a 5 MB) per cui è croppabile anche in maniera aggressiva. Una soluzione preferibile rispetto all’utilizzo della focale zoom in determinate condizioni.

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Reno 6 Pro – Dati di scatto: 1/400s – f/1.8 – ISO 100 con HD Extra
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Crop

La focale ultragrandangolare è quella più bistrattata. Di giorno il file è piacevole anche se l’immagine è poco nitida; di notte però soffre molto la luce mostrando un coma visibile sulle fonti dirette e indirette, leggasi lampioni, scritte, semafori ecc.

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Reno 6 Pro – Dati di scatto: 1/400s – f/2.2 – ISO 100

Reno 6 Pro: conclusioni

Difficile inquadrarlo come un mid-range, difficile inquadrarlo come un top di gamma. Nel primo caso Oppo Reno 6 Pro è sicuramente sopra la media della concorrenza; nel secondo uscirebbe sconfitto da veri high end come anche Find X3 Pro. A livello fotografico se la cava bene: la fotocamera principale è ottima e quella tele nella media, un po’ insoddisfacente quella ultragrandangolare a causa dell’eccessivo rumore. Due aspetti sono però cruciali e creano perplessità. Il primo è la mancanza di una certificazione IP che su questa fascia di dispositivi è fondamentale..più che altro ormai uno standard irrinunciabile. La seconda è il prezzo: € 799 mi sembrano fuori media. Certo Oppo inizialmente offriva una promo interessante che comprendeva cuffie in-ear, smartband e cover aggiuntiva, il che giustificava l’esborso..ma ora è scaduta. Tra l’altro, sempre rimanendo nella stessa azienda, ci sono alternative interessanti: per € 150 in meno si può avere un Find X3 Neo, device identico in quasi tutto e per tutto, mentre per € 150 in più ci si può portare a casa il vero top di gamma Find X3 Pro.

Ecco qualche immagine scattata con Oppo Reno 6 Pro


Francesco Carlini
In primis appassionato di fotografia, dal 2008 faccio parte del team di Editrice Progresso, storica casa editrice italiana fondata nel 1894, e gestisco il sito www.fotografia.it. Al lavoro redazionale e giornalistico nel corso degli anni ho affiancato il lavoro di prova dei prodotti e delle misurazioni di laboratorio riguardanti fotocamere, obiettivi e smartphone.
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