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Fotografia.it

Mobile World Congress 2019 – Non solo foldable

Ieri si è conclusa l’edizione 2019 del Mobile Wolrd Congress di Barcellona, una tre giorni piena zeppa di device e accessori, tutti connessi, dalla quale il più delle volte non si esce con una fotografia di quello che la tecnologia è al giorno d’oggi bensì di quello che sarà nei prossimi anni.

Francesco Carlini | 1 Marzo 2019

Prima di partire non ero nelle corde giuste. Le ultime edizioni non sono state molto interessanti per quanto mi riguarda, ovvero per la fotografia: la fiera sembrava più orientata verso la domotica che altro. Per carità, anche quest’anno mi è parso che il focus principale fosse la mobilità, però con grande sorpresa alcuni passi avanti nel segmento smartphone si sono visti.

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“Ok” direte voi “i pieghevoli”. A ragione anche. Samsung Galaxy Fold e Huawei Mate X hanno sicuramente catturato l’attenzione dei più: erano anni che si parlava di qeusta tecnologia e finalmente ora sembra parecchio vicina: i primi due device sembrano più il primo passo verso uno sviluppo (che ora che è cominciato sarà inarrestabile) che nel futuro porterà probabilmente ad uno nuovo standard di dispositivi. Huawei sembra aver presentato un prodotto più maturo di Samsung, ma è anche vero che, ad ora, nessuno ha potuto mettere le mani su nessuno dei due smartphone per cui, disquisizioni sul design a parte, credo che sia prematuro dare giudizi di ogni sorta: rimane che sono aziende anticipatrici dei tempi, che ci vedono lungo e che hanno sicuramente trovato un modo per far aprire ancora di più il portafogli a molti professionisti.

Samsung Galaxy Fold

Samsung Galaxy Fold

Huawei Mate X

Huawei Mate X

Ma a parte i foldable phones, come dicevo, ci sono stati passi avanti in ambito fotografico anche da altri produttori. Una piacevole notizia è il ritorno di Nokia con un device come Nokia 9 PureView con ben cinque fotocamere. Anche qui, non fermiamoci al mero dato numerico: il passo avanti è stato quello di collaborare con un’azienda come Light per farsi fornire un processore in grado di gestire cinque sensori (tutti da 12 Mpxl ma che insieme riescono a produrre un file da 60 Mpxl)..dato che lo Snapdragon può arrivare al massimo a tre. Inoltre, la partnership con Zeiss certifica la qualità degli intenti..anche perché dopo i fallimenti Microsoft, credo che non fosse così scontata. E forse sono stati proprio i tedeschi a rendere possibile la partnership con Lightroom per poter integrare la piattaforma su Nokia 9 PureView, cosa che permetterà un editing in camera anche sul file Raw..non dimentichiamo che la prossima Zeiss ZX1, la Android Camera Full frame presentata in Photokina, avrà proprio un software come Lightroom CC incorporato.

Nokia 9 PureView

Nokia 9 PureView

Nokia 9 PureView

Nokia 9 PureView

La seconda è il “restyling” di un’azienda come Sony Mobile. La sua è sempre stata una corsa un po’ solitaria: smartphone ben costruiti ma con alcuni evidenti limiti. Ciò che ha sempre funzionate in maniera eccellente è il sistema AF ad inseguimento, forse il migliore del settore: ora Sony Xperia 1 in prossima uscita sarà anche il primo device in assoluto ad avere l’Eye AF, sistema ereditato direttamente dal segmento Alpha. Altra cosa integrata in questo top di gamma ed ereditata dalle Alpha sarà il processore Bionz X..e oserei dire finalmente! Uno dei problemi degli Xperia infatti è sempre stata la resa finale dell’immagine..cosa un po’ incredibile se pensiamo che sono proprio loro a fornire i sensori a quasi tutti gli altri produttori e che sono gli unici ad avere una linea di macchine fotografiche e ottiche professionali a listino. Inoltre mi sembra vincente l’idea di smarcarsi dalla concorrenza (fotograficamente parlando) dotando Xperia 1 sì di tre sensori ma da 12 Mpxl e con tre focali fisse da 16mm, 24mm e 56mm..ma soprattutto senza zoom (che tanto si sa, è quasi sempre scadente). Spero che Sony possa diventare una vera alternativa al dualismo odierno (Android) che c’è sul mercato da qualche anno a questa parte.

Kitsuya Mishida presenta Sony Xperia 1

Kitsuya Mishida presenta Sony Xperia 1

Eye AF su Sony Xperia 1

Eye AF su Sony Xperia 1

Ma questi, seppur pregevoli progressi nel segmento, non sono considerabili vere e proprie innovazioni. L’unico vero step evolutivo della tecnologia è sicuramente quello di Oppo, che ha trovato finalmente il modo di far entrare uno zoom ottico 10x in uno smartphone. Lo zoom è sempre stato un vero tallone d’Achille in prodotti con sensori così piccoli, in grado sì di scattare immagini eccellenti alle focali corte, ma che hanno sempre mostrato limiti incredibili su quelle lunghe: anziché guardare le foto sul display Oled del vostro Huawei/Samsung, provate ad aprirle a monitor con Photoshop..resterete stupefatti (no, non positivamente). Detto questo, la nuova tecnologia lossless di Oppo è già pronta per la distribuzione di massa, il che vuol dire che non la troveremo solo sui futuri telefoni dell’azienda cinese ma anche su altri di altre marche. L’unica cosa a turbarmi di questa tecnologia è la tenuta agli urti di una simile costruzione: non vorrei che alla lunga, data la presenza di un prisma all’interno, lo zoom ottico possa non funzionare correttamente e risentire dei contraccolpi. Staremo a vedere.

oppo_lossless_zoom_mwc

Mi aspettavo invece forse un po’ di più da Samsung. Non fraintendiamoci, i nuovi Galaxy S10 sono un fiorire di fotocamere e hanno una conformazione con due sensori da 12 Mpxl (wide e tele) e uno da 16 Mpxl con ottica ultragrandangolare da 123°, dotati di AF Dual Pixel e Intelligenza Artificiale che ti aiuta persino a comporre la scena. Sono sicuramente prodotti ottimi ma nei quali speravo di vedere l’ultima tecnologia sviluppata dall’azienda coreana, ovvero l’enorme sensore Isocell da 1/2″ con pixel da 0.8 micrometri annunciato ad ottobre dello scorso anno. Peccato, spero di vederlo integrato su un device molto presto.

Samsung Galaxy S10 Plus

Samsung Galaxy S10 Plus

Il Ministro di Scienza e ICT coreano Young Min You in visita allo stand Samsung

Il Ministro di Scienza e ICT coreano Young Min You in visita allo stand Samsung

Per il resto è stato un fiorire di doppie e triple fotocamere. Come era nelle previsioni ormai tutti i device hanno questa conformazione, anche aziende più “lowcost” come Wiko con il suo Wiko View3 Pro – con sensori da 12 Mpxl, 13 Mpxl e 2 Mpxl (per il controllo della profondità di campo) – e Xiaomi con Xiaomi Mi 9 – tripla fotocamera con sensori Sony, uno dei quali da ben 48 Mpxl con pixel grandi da 1.6μm.

Wiko View3 Pro

Wiko View3 Pro

Xiaomi Mi 9

Xiaomi Mi 9

Unica nota colorita ancora da Xiaomi che ha integrato in Mi Mix 3 una fotocamera frontale a scorrimento per i selfie.

Xiaomi Mi Mix 3

Xiaomi Mi Mix 3

Rimane l’amaro in bocca per non aver visto altri grandi passi avanti tecnologici, sinceramente sto ancora aspettando uno smartphone con un sensore grande..e per grande intendo da 1″ (che tra l’altro, eliminerebbe il problema dello zoom). Il tentativo fatto da Panasonic con CM1 anni fa al giorno d’oggi sarebbe vincente. Chissà che prima o poi qualcuno non ripercorra questa strada..

Francesco Carlini
In primis appassionato di fotografia, dal 2008 faccio parte del team di Editrice Progresso, storica casa editrice italiana fondata nel 1894, e gestisco il sito www.fotografia.it. Al lavoro redazionale e giornalistico nel corso degli anni ho affiancato il lavoro di prova dei prodotti e delle misurazioni di laboratorio riguardanti fotocamere, obiettivi e smartphone.
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