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Nino Romeo - © Enzo Dal Verme

Perché dovresti conoscere Nino Romeo, libraio e fotografo

Si definisce come “un uomo di poche certezze e molti dubbi”, non ha mai voluto specializzarsi in un unico genere perché non vuole precludersi la possibilità di nuove esplorazioni e sostiene che sia un bene avere una grande curiosità.

Enzo Dal Verme | 21 Dicembre 2020

La Hoepli è una libreria molto amata dai milanesi e, proprio in questi giorni, compie 150 anni di vita. Sono 5 piani dedicati alla lettura e ogni piano è come se fosse una libreria a sé stante. Non solo la scelta dei titoli è particolarmente accurata, ma i librai sono specializzati – anzi appassionati – degli argomenti trattati dai libri proposti nell’area di cui si occupano.
Chiunque abbia visitato il settore fotografia, si sarà reso conto delle proposte particolari che si possono trovare. Accanto ai libri dei grandi nomi sono esposte edizioni quasi sconosciute e persino opere autoprodotte. Frugando tra gli scaffali si possono trovare progetti fotografici unici, a volte con grafiche innovative, carte ricercate o rilegature speciali. Il libraio è di poche parole, ma se gli si chiede un consiglio si capisce subito la sua grande competenza. Anche se non lo sanno in tanti, un motivo c’è: Nino Romeo è un fotografo, si è diplomato alla Bauer ed ha alternato lavori di fotografia con la sua lunga carriera di libraio.
Si definisce come “un uomo di poche certezze e molti dubbi”, non ha mai voluto specializzarsi in un unico genere perché non vuole precludersi la possibilità di nuove esplorazioni e sostiene che sia un bene avere una grande curiosità.

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Nino Romeo – © Enzo Dal Verme

Dal momento che forse io sono più curioso di lui, gli ho fatto qualche domanda:

Come mai ti eri iscritto alla Bauer?

Per approfondire una mia passione e soddisfare un desiderio di cambiare vita. Avevo una cognizione base molto lacunosa della fotografia, però mi piaceva documentare le cose che amavo. Ero impegnato politicamente e culturalmente e quegli ambiti furono i primi soggetti delle mie immagini. Dopo qualche mese mi resi conto di avere scoperto un linguaggio e continuai a studiare con sempre maggiore coinvolgimento.

Ti eri specializzato in qualcosa?

No, preferii lasciare aperti diversi settori di interesse. Infatti la mia fotografia si è poi sviluppata in modo ecclettico lasciandosi influenzare da architettura, teatro, street-art e linguaggi diversi.

Alla fine della scuola hai deciso di non fare il fotografo..

Non esattamente: decisi di non fare dipendere la mia sopravvivenza dalla fotografia perché volevo che per me continuasse ad essere un mezzo per esprimermi senza vincoli. Se avessi deciso di farla diventare la mia professione, avrei dovuto soddisfare le richieste dei clienti e la prospettiva non mi allettava. Diventare un libraio specializzato in fotografia, invece, mi ha permesso di continuare a scattare e di occuparmi della mia passione in modo diverso.

Hai anche pubblicato un libro con le tue foto, giusto?

Sì, due anni fa. È un reportage che ho scattato in Sardegna. Sulle spiagge della costa sud si trovano i resti degli sbarchi dei migranti che arrivano dalla Tunisia. Sono tracce di naufragi o semplicemente oggetti persi da chi è arrivato a terra dopo una traversata difficile: scarpe, vestiti, pezzi d’imbarcazioni..
Si tratta di un’opera collettiva, la grafica è stata fatta dal mio grande amico Marco Costa e non lo avrei fatto con nessun altro. I testi sono di Giuseppe Deiana, un ex professore sardo con cui abbiamo anche organizzato eventi culturali, e di Daniele Barbieri, l’ex direttore dell’Unione Sarda. Il libro si intitola “Droi Au But” e la sua vendita contribuisce a sovvenzionare l’Ambulatorio Medico Popolare che cura i migranti e chiunque si presenti in ambulatorio.

Da quanto tempo lavori alla libreria Hoepli?

Da circa vent’anni, però mi occupo di libri e fotografia da prima. Dopo la Bauer, infatti, avevo cominciato a farmi le ossa da Idea Books e poi anche al reparto immagine della libreria di Brera. Entrambe le esperienze mi hanno insegnato moltissimo, avevo dovuto intraprendere nuove sfide: dalla distribuzione all’organizzazione di eventi all’ufficio stampa. Quando arrivai da Hoepli avevo contatti e competenze per potere sviluppare il reparto fotografia con cognizione di causa.

Il reparto fotografia esisteva già?

Era piccolo. Qualche scaffale gestito da un collega, anche lui reduce della Bauer. Io ho proseguito il lavoro iniziato da lui ampliando l’offerta.

Ed ora che è diventato un punto di riferimento per gli amanti della fotografia, che tipo di pubblico viene?

Un pubblico molto variegato e curioso che spesso fa scelte diverse rispetto a quello che il mercato propone. Per esempio, a volte il grande nome da me non vende e, invece, una piccola autoproduzione vende di più. Oppure, il libro di un autore famoso che in quel momento ha una mostra molto pubblicizzata viene ignorato e il libro di una piccolissima casa editrice va esaurito in pochi giorni. I nostri clienti sembrano apprezzare il fatto che da noi ci siano libri difficilmente reperibili.

Ci sono fenomeni editoriali inaspettati legati alla fotografia?

Sì, e sono apparentemente in contrasto con quello che ho appena affermato. A volte abbiamo dei libri di estremo valore che vengono ignorati perché i visitatori si sentono più attratti da un titolo che hanno visto sui social media. Vogliono quello. È sorprendente come alcuni libri, non particolarmente validi, riescano a coinvolgere anche un pubblico diverso e ad ampliare la cerchia delle persone interessate ai libri di fotografia.

In generale, negli ultimi anni cos’è cambiato per i libri di fotografia?

Il fronte si è spostato dai volumi di sole immagini ai testi che aiutano a aprire il linguaggio fotografico. I libri di analisi di fotografia adesso si trovano anche in italiano e hanno un loro pubblico. Basta dare uno sguardo agli scaffali nella nostra libreria per rendersene conto.

E per chi non abita a Milano?

Può sempre consultare il nostro catalogo online. Ma voglio darvi un consiglio da libraio: andate in libreria. Anche non la nostra, ma i libri sono esperienze e quando si vedono esposti o si sfogliano si può decidere meglio. Magari poi si acquista qualcosa di completamente diverso da quello che stavamo cercando. Lasciatevi attrarre da una copertina o ispirare da un incipit e parlate con i librai. Sappiamo consigliarvi.


hoepli.it
enzodalverme.com

Enzo Dal Verme
Enzo Dal Verme è un fotografo conosciuto per avere ritratto celebrità come Donatella Versace, Laetitia Casta, Marina Abramovic, Bianca Jagger, Wim Wenders. Le sue immagini sono state pubblicate da Vanity Fair, l'Uomo Vogue, The Times, Marie Claire, GQ e tante altre riviste. I reportage scattati da lui sono spesso legati ad iniziative sociali, come la serie di ritratti di Eroi Urbani realizzati in Asia, Europa, America, Africa e Medio Oriente. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla fotografia ha diretto la sua agenzia di comunicazione. Ha poi insegnato comunicazione all’Istituto Marangoni di Milano e Londra, allo IED di Milano, all’Ateneo Impresa di Roma e al Sole 24 Business School di Milano. Dal 2011 insegna i suoi fortunati workshop di ritratto nel corso dei quali gli studenti allenano la propria sensibilità ed esplorano il rapporto tra fotografo e soggetto. Collabora con la società olandese Science Of The Times per le ricerche sulle evoluzioni delle mentalità finalizzate all’innovazione nella comunicazione. Alla sua attività di fotografo commerciale, affianca una programmazione di mostre con i suoi lavori più personali. Enzo ha esposto in diverse gallerie in Italia e all’estero e in alcuni festival tra cui Alrles. Ha pubblicato negli Stati Uniti il libro Storytelling For Photojournalists e in Italia Marketing Per Fotografi. Pubblica regolarmente su Tutti Fotografi degli articoli di approfondimento sulla professione del fotografo. Ama il tofu ?
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