
Dati di scatto: 1/640s - F2.6 - ISO 100
Mai avrei pensato di trovarmi per le strade ed usare una Ace Pro 2 come una comune macchina fotografica. “Divertente” è il termine più calzante per questo kit: è piccolo, discreto e obbliga a prendersi il giusto tempo per fare una foto.
insta360 lo ha fatto di nuovo. A metà anno l’azienda ha presentato un nuovo grip aggiuntivo, questa volta marchiato Pro, in grado di dare una nuova vita ad Ace Pro 2 trasformandola, di fatto, da videocamera a fotocamera. Non solo, lo ha dotato di un accessorio totalmente inaspettato: una piccola stampante a sublimazione con cui stampare immediatamente le immagini scattate.
Mi piacciono le aziende che osano. In un settore sempre più competitivo, dove spesso manca l’effetto “wow”, ogni nuovo prodotto viene passato sotto la lente di ingrandimento perché da lui ci si aspetta “quel qualcosa in più”. Si parla sempre di specifiche, di numeri, di caratteristiche e sempre meno di creatività o di puro e semplice divertimento. E con Xplorer Kit Pro insta360 fa due cose davvero mirabili. La prima è quella di dare nuova vita ad una action cam presentata quasi due anni fa, come a dire: “Ace Pro 2 è la mia top di gamma ed è fatta per restare. Non serve un nuovo modello, non avrebbe nulla di significativo in più. Però possiamo renderlo più divertente e funzionale, creandole attorno un ecosistema di nuovi accessori.” La seconda è quella di sfruttarne davvero tutte le potenzialità mostrandola per il suo aspetto più nascosto, quello al quale solitamente non si pensa, perché, grazie al sensore da quasi 1″ e all’ottica targata Leica, Ace Pro 2 può essere qualcosa di più di una videocamera professionale 8K: può scattare ottime immagini. Anche perché, diciamoci la verità, chi mai ha pensato di utilizzare una action cam per fare foto? Nessuno. Nonostante ci sia la modalità dedicata nelle impostazioni, una action cam è pur sempre troppo piccola, troppo scomoda e troppo poco versatile. O almeno lo era in passato, ora non più.
Per questo motivo insta360 mi ha mandato uno scatolone pieno di attrezzatura, con una Ace Pro 2 e un’infinità di accessori: un Xplorer Kit Pro, una stampante a sublimazione, una lente Close Up, una lente Ultrawide, un filtro Black Mist ed un filtro Star. Ma di Xplorer Kit in realtà ce ne sono addirittura due. La versione Pro è uscita solo qualche mese dopo quella “base” in collaborazione con Tilta. Ma pensare che la prima sia un “errore di percorso” e che la seconda la vada a sostituire, sarebbe un grosso errore. Entrambi i kit infatti convivono sul mercato e la scelta deve ricadere su uno o sull’altro in base al tipo di “avventure” che fate solitamente. E di questo parleremo a breve.

Ma prima, una premessa. Ace Pro 2 è uscita poco più di un anno fa ed è dotata di sensore da 1/1.3″ e 50 Mpxl di risoluzione, obiettivo Leica Summarit equivalente ad un 13mm F2.6 con angolo di campo di 157°, video 8K/30p e 4K/60p e doppio processore AI integrato: il primo chip si occupa di gestire l’elaborazione delle immagini e la riduzione del rumore, mentre il secondo di gestire un’ulteriore elaborazione per offrire un’esperienza utente più fluida. Strutturalmente ha un display touch posteriore flip da 2.5″, è impermeabile fino ai 12 metri e ha una batteria da 1800 mAh che dispone ora di una modalità Endurance per una maggiore longevità in risparmio energetico. Insomma, di fatto è la più potente e completa action cam sul mercato.
Perché quindi un simile accessorio? A chi potrebbe servire? Beh, ovviamente mi sono fatto un’idea. Questo bundle è rivolto a tutti i creator e i videomaker che, occasionalmente, vogliono anche scattare qualche foto in tutte le possibili situazioni sportive abbastanza estreme dove non si ha mai una fotocamera con sé; ad esempio si pensi allo snowboard, allo sci, al downhill, al motocross, alle immersioni. Durante l’attività ci si può fermare in qualunque momento, smontare e fare una foto, senza il pensiero di rovinare l’attrezzatura, agli amici, ad un panorama ecc. Inoltre non tutti hanno in tasca uno smartphone top di gamma da 1500 euro. Ecco, in questi momenti Ace Pro 2 diventa la propria migliore amica.
Insomma, c’è tanto di cui discutere.
Il nuovo kit ha una struttura di metallo e plastica gommata. Rispetto al precedente perde la modularità, essendo un grip unico che cinge completamente Ace Pro 2 trasformandola in una fotocamera in tutto e per tutto, e si connette al corpo attraverso una presa USB-C. Sull’impugnatura, gommata sia sul fronte che sul retro per una presa migliore, troviamo il pulsante di scatto: con una pressione breve si scatta una foto o si registra un video, con una pressione prolungata si accende e si spegne la camera. Coassiale c’è la leva di azionamento dello zoom: con una pressione breve si passa da 1x a 2x, con una pressione prolungata si passa attraverso ogni valore (1.1x, 1.2x ecc). Sulla calotta è posizionata una ghiera metallica che può essere personalizzata a piacimento dalle impostazioni; può servire quindi a cambiare filtri, modalità di ripresa, tempi dell’otturatore, ISO, esposizione o bilanciamento del bianco. Al suo fianco l’aggiunta intelligente di un jack microfono – ideale se si vuole utilizzare un mic wireless di terze parti dato che basta posizionare il ricevitore sulla slitta. Il grip è alimentato autonomamente e può quindi essere utilizzato anche come power bank per Ace Pro 2; sul lato destro, nascoste da uno sportellino in gomma, ci sono una porta USB-C che serve per ricaricarlo e un piccolo porta schede micro SD.
Il grip naturalmente lascia libero il display posteriore touch da 2.5″, che può basculare verso l’alto di 180°. Acquistabile separatamente c’è anche un pozzetto, accessorio interessante che vi si può posizionare sopra magneticamente: costruito in metallo, dà un comodo riparo dalla luce del sole e risulta ideale sia in foto che in video quando c’è la necessità di scattare o riprendere da posizioni più basse. Utile unicamente quando Ace Pro 2 è utilizzata come fotocamera è invece il secondo accessorio: una piccola stampante a sublimazione che si innesta attraverso il connettore posto sul fondello del kit.

L’accoppiamento è istantaneo: una volta agganciato ad Ace Pro 2 e connessa la USB-C, Xplorer Kit Pro diventa subito operativo e trasforma l’action cam anche in una fotocamera. Alcune sue funzioni si possono personalizzare nel menù, dove viene riconosciuta alla voce “Accessori”. Il primo step è quello di impostare la ghiera sulla calotta; come detto poco sopra le si possono dedicare ben sei funzioni: filtri, modalità di ripresa, tempi dell’otturatore, ISO, esposizione o bilanciamento del bianco. Nella stessa tendina si potrà anche abilitare il kit come power bank per alimentare costantemente la camera fino a quando il grip arriva al 15% di autonomia rimanente. Il secondo step è quello di indicare l’ottica che si sta utilizzando. Di default ovviamente è indicata quella Standard, ovvero la lente predefinita integrata, ma ogni cambio di aggiuntivo ottico o di filtro va indicato nel menù per sbloccare alcuni automatismi. Con la lente Cinematografica si riprende sempre in anamorfico e si abilita il Log, con la lente Ultrawide si allarga ulteriormente l’angolo di campo che passa dai 157° standard ai ben 189° (ideale per sci e ciclismo), con la lente Macro ci si può avvicinare al soggetto fino a 10 cm e si abilita il focus peaking, con il filtro Black Mist si ammorbidiscono luci e ombre e con il filtro Star si enfatizzano i punti luce a stella. Sono passaggi obbligatori per poter “dire” al doppio processore come regolarsi.
Ace Pro 2 può catturare file sia in Jpeg che in Raw. Nel primo caso i filtri possibili sono: Natural, Vivid, Leica Natural, leica Vivid, Leica Ethernal, Leica Black&White High Contrast, Hong Kong Retro, Vacanza, Pellicola NC, NC2, CC e CC2, Caldo, Film, Vintage, Urban e Arancione e verde. Insomma, a parte alcuni nomi fantasiosi, ci sono simulazioni per qualunque preferenza: dai colori accesi a quelli sbiaditi, dal bianco e nero al cinematografico, dal digitale alla pellicola. Inoltre la collaborazione con Leica sulla color correction porta in dote profili colore che i possessori di device Xiaomi troveranno molto familiari..perché, fondamentalmente, alcuni sono gli stessi.
Come brevemente menzionato poco sopra, un accessorio unico per questo kit è la piccola stampante a sublimazione. Fondamentalmente è una Canon Selphy in miniatura, poiché si carica con lo stesso tipo di cartucce colore -solo, ovviamente, un po’ più piccole – che contengono anche la carta. Il procedimento di stampa è lo stesso: tre passaggi colore più il bianco a fissaggio. Si collega con un meccanismo a scatto al fondello del kit e, per il suo corretto funzionamento, non può essere staccata da questa posizione. Insomma, non si può mandare in stampa una foto se i due oggetti non sono fisicamente collegati. Una volta accesa e accoppiata tramite bluethooth, il gioco è fatto. Occorre poco meno di un minuto per la stampa completa di una singola immagine: basta selezionarla dalla galleria e premere “invio”.

Ammetto che mi ha stupito: non avrei mai pensato che potesse stampare con una buona qualità, mi sono dovuto piacevolmente ricredere. Nonostante il formato mini, i colori escono bene. L’unica accortezza da prendere è di sovraesporre di uno stop quando si ha la certezza che lo scatto che andremo ad eseguire verrà poi stampato perché tende a “chiudere” un po’ i neri.
Mai avrei pensato di trovarmi per le strade ed usare una action cam come una comune macchina fotografica. “Divertente” è il termine più calzante per questo kit: è piccolo, discreto e obbliga a prendersi il giusto tempo per fare una foto. Bisogna infatti ricordarsi sempre una cosa importante: nonostante abbia la forma di una fotocamera compatta, Ace Pro 2 “riggata” rimane pur sempre un’action cam. Per cui ci sono dei limiti ai quali dover sottostare. In realtà non sono molti, solo due, che però afferiscono allo stesso comune aspetto: il lag. Il primo è quello del pulsante di scatto e c’è sempre, per cui non si potrà usare come una comune punta e scatta altrimenti la foto sarà persa o mossa o mal composta.
Il secondo invece è “opzionale”, diciamo così, e riguarda il buffer. Se si scatta a piena risoluzione da 50 Mpxl, una volta fatta la foto bisognerà attendere circa un secondo perché il file venga salvato sulla scheda micro SD; durante questo procedimento la camera è come se si congelasse e non si potrà fare nulla a livello di impostazioni, tanto meno si potrà fare una seconda foto. Questo non accade se si sceglie la risoluzione a 12.5 Mpxl poiché il salvataggio è immediato. Il mio consiglio però è di abbracciare questa lentezza per avere il file migliore possibile: andare in crop 2x partendo da 50 Mpxl è una cosa, farlo da 12.5 Mpxl un’altra.
La ghiera multifunzione è davvero molto comoda..ma, per ovvie ragioni, è solo una per cui bisogna fare una scelta. O destinarla ad un singolo parametro manuale, lasciando gli altri in automatico o selezionabili tramite touch sul display; oppure utilizzarla per le color correction. Per comodità io ho scelto la seconda strada: avere tra le dita la modifica dei filtri è un’esperienza simile a quella che si ha con la ghiera delle Film Simulation su una Fujifilm. E poi è pur sempre disponibile il Raw per una postproduzione più consapevole.
Le immagini mi sembrano davvero buone, una qualità di gran lunga migliore di quella di uno smartphone medio gamma di pari prezzo. Il file, grazie al sensore da quasi 1″ e all’ottica sviluppata con Leica, è ricco di dettaglio e nitidezza. Dato che il chip AI è dedicato all’abbattimento del rumore principalmente in video, ad alti ISO e di notte la grana comincia a vedersi ma è totalmente accettabile; anzi, giocando con i filtri, diventa quasi un valore aggiunto. L’unica rinuncia a cui si deve sottostare è il controllo del bokeh, dato che per un’action cam è sempre tendenzialmente tutto a fuoco.
La durata della batteria è ottima, Ace Pro 2 con il kit (che ne ha una integrata e può anche funzionare come powerbank per la camera) ha una longevità di quasi due giorni. Ma questa informazione è da prendere con le pinze perché io l’ho utilizzata solo in modalità Foto per scattare e fare qualche stampa, non anche in modalità video. Ulteriore comodità è che sotto lo sportellino in gomma sul lato destro dell’impugnatura, oltre alla presa USB-C per l’alimentazione, c’è anche una fessura dove poter mettere una seconda micro SD di riserva.
Doveroso, quando ci sono due accessori che potrebbero sembrare molto simili, è fare un paragone che dipani ogni possibile dubbio. Di Xplorer Kit ce ne sono infatti due: il più datato in collaborazione con Tilta, il più recente marchiato Pro. Ma sarebbe sbagliato pensare che uno vada a sostituire l’altro anzi, sono due kit pensati per situazioni differenti. Il Tilta Xplorer Kit (di cui abbiamo anche già parlato tempo fa) è un rig in metallo in cui si inserisce Ace Pro 2. È modulare ed è composto dalla gabbia principale, dall’impugnatura e dalla barra di scatto. Non comunica in alcun modo con la camera quindi, a differenza del Pro, ne mantiene l’impermeabilità e ne aumenta la durevolezza. Sulla filettatura laterale da 1/4″, utile per montarla su un treppiede o su una staffa, si monta poi l’impugnatura mentre sulla slitta a contatto freddo superiore la barra di scatto. Questa conformazione è la più consigliata per situazioni estreme: da snowboard, sci e immersioni, dove la macchina si può bagnare o essere immersa, a trekking, scalata e downhill, dove potrebbe invece subire urti pesanti.
Xplorer Kit Pro è invece una soluzione più “easy”. Può sicuramente resistere agli urti, all’umidità e a una pioggia leggera ma non di più. Dalla sua garantisce un utilizzo più comodo perché più rapido, con molte impostazioni a portata di dita come lo zoom o la gestione della color correction, per cui lo vedo ideale per escursioni leggere e viaggi.
Un’action cam che fa la fotocamera? È stata un’esperienza inusuale, divertente e che dimostra quanto un prodotto al giorno d’oggi non si possa incasellare in un segmento definito ed immutabile. Insomma: panta rei. Grazie alle caratteristiche di Ace Pro 2, dal sensore all’ottica, le immagini sono di buona qualità e fare foto diventa più accessibile in ogni situazione..anche dove la fotocamera solitamente non si sarebbe portata per sicurezza. Questo kit rende comodo lo scatto con un’action cam, cosa che fino a ieri era impensabile..a patto di poter accettare un po’ di lag in acquisizione e salvataggio.