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Kodak Tri-X 400 formato 120

Eugenio Tursi | 23 Aprile 2020

Abbiamo provato la Tri-X sia nel formato 135 che 120, utilizzando un nuovo rivelatore, Eco Film di Bellini Foto. Abbiamo sperimentato situazioni di ripresa diverse e provato sia lo sviluppo stock che diluito. Delle immagini riprese con la Kodak Tri-X 400 sono pieni i libri di fotografia, ma ancora di più lo sono le pagine dei quotidiani del secolo scorso perché questa era la pellicola per eccellenza dei fotoreporter di mezzo mondo. I motivi del successo di questa pellicola in triacetato, da cui la denominazione, sono principalmente due. In primo luogo la sensibilità elevata che consente un’esposizione più “rapida” rispetto alle convenzionali pellicole da 100 o 125 ISO. In secondo luogo la possibilità di esporre la Tri-X ad indici ISO differenti da quello di base (400 ISO) ottenendo risultati non solo accettabili, ma sicuramente ottimi semplicemente variando lo sviluppo.

Eugenio Tursi
Nato a Firenze nel 1974, ho fatto tutto al contrario. Dia prima, camera oscura dopo. Prima dell'Hasselblad avevo già la digitale. Ho imparato da Alpino, frequentando ed insegnando poi in scuole di fotografia milanesi. Scrivo dal 1999, mi laureo in Informatica e ricollego il tutto alla fotografia digitale. Faccio anche il fotografo freelance oltre a coordinare Progresso Fotografico che conobbi nel 1995. Mi hanno insegnato 'qualcosa’ Leonardo Brogioni, Roberto Signorini, Gerardo Bonomo.
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