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Canon EOS M6 vs EOS M6 Mark II: invarianza ISO

Abbiamo messo a confronto Canon EOS M6 MK II ed EOS M6. Sensore e processore del nuovo modello sono superiori, ma la precedente consente un risparmio di circa € 300.

Redazione fotografia.it | 27 Gennaio 2020

Abbiamo messo a confronto Canon EOS M6 MK II ed EOS M6. Sensore e processore del nuovo modello sono superiori, ma la precedente consente un risparmio di circa € 300.

Invarianza ISO
Per invarianza ISO si intende la proprietà di alcuni sensori di dare risultati simili tanto esponendo direttamente per la sensibilità richiesta dalla scena, quanto impostando una sensibilità molto più bassa e poi spingendo il valore ISO a quello desiderato in fase di conversione del file Raw. Questa possibilità di ignorare la classica regola di calibrare l’esposizione sulla destra dell’istogramma è comoda per correggere senza danni eventuali errori di forte sotto-esposizione oppure per recuperare al massimo le alte-luci all’interno di una scena prevalentemente buia, se ce ne fosse bisogno.

Per valutare l’eventuale invarianza ISO di queste macchine ho esposto in manuale una scena notturna per ISO 6400 e poi ho calato progressivamente la sensibilità fino a ISO 200 senza toccare tempo e diaframma. In seguito ho compensato la sotto-esposizione in fase di conversione del file Raw. Le immagini sono ridimensionate per avere parità d’ingrandimento tra le due M6.

Ma torniamo alle Canon EOS M6. La possibilità di “strapazzare” il sensore è superiore nella EOS M6 che nella Mark II: infatti il nuovo modello si comporta mediamente meglio del precedente come rumore e gamma dinamica ma non tollera sovrasviluppi superiori ai tre diaframmi, pena un decadimento drastico della qualità. È lo stesso comportamento visto sulle altre Canon provate di recente – anche di pieno formato – indicativo quindi dell’attuale tecnologia dei sensori Canon.

Nelle zone scure, EOS M6 Mark II si comporta meglio di EOS M6 fino a tre diaframmi di sotto-esposizione e sovra-sviluppo, grazie più che altro al rumore più contenuto. Intorno ai tre diaframmi di sotto-esposizione le parti si invertono, poiché da questo punto in avanti la Mark II mostra una netta dominante blu e una tendenza alle bande nei neri che dovrebbero essere profondi. In queste condizioni anche il rumore raggiunge il livello della M6 originale, se non peggiore.

Nelle zone luminose c’è ben poca differenza, sia fra le diverse sensibilità per una stessa macchina e sia fra le due M6. Qui non abbiamo compensato le foto in fase di sviluppo del Raw.

Compensando le alte luci in fase di sviluppo del Raw, la Mark II ha qualcosa in più da dare a tutte le sensibilità. Le zone grigie intorno alle luci indicano mancanza d’informazioni nel file.

Il giudizio
Il passaggio alla seconda generazione di questa mirrorless APS mostra indubbiamente progressi nelle prestazioni complessive, sia in termini di reattività che di definizione dell’immagine nelle condizioni di luce più impegnative, a patto di curare l’esposizione. In condizioni di luce normali, la maggiore potenza di calcolo e il buffer molto più ampio segnano un netto punto a favore della Mark II e la qualificano come prodotto più moderno, in grado di dare buone soddisfazioni.
In breve, entrambe fotocamere sono adatte per un uso amatoriale non troppo impegnativo. Passare al nuovo modello ha senso non solo e non tanto per la risoluzione, quanto per la prontezza e la resa migliore in condizioni di luce sfavorevoli, seppure la Mark II non sia ai vertici della sua categoria.

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