
Napoli attendeva da tempo una mostra celebrativa in ricordo di uno dei suoi figli più speciali: un signore distinto e ben vestito che aveva la strana abitudine di partire a bordo di una Cadillac Fleetwood 60 Special insieme al suo fedele autista Carlo per arrivare a notte fonda (dopo circa 220 chilometri) nel quartiere popolare dove era nato per mettere delle banconote di grosso taglio sotto l´uscio degli appartamenti delle persone più povere. E poi via! Il ritorno senza soste a Roma. Durante il tragitto aveva un solo pensiero: la reazione delle persone che al mattino avrebbero trovato i soldi e si sarebbero dette: “È arrivato Totò!”.

Foto, video e documenti in mostra
E ora finalmente è arrivata una mostra di foto, documenti e video dal nome “Totò e la sua Napoli”, visitabile fino il 25 gennaio al palazzo Reale di Napoli, nei 150mq della sala Belvedere.
Anche se diverse foto in mostra e alcuni video sono abbastanza noti, nell´insieme l´esposizione è discreta. Vanno ringraziati i due curatori siciliani trapiantati a Roma, Alessandro Nicosia e Marino Niola, l´Archivio Storico Luce di Roma, la produzione C.O.R Creare Organizzare Realizzare di Roma e i parenti romani per aver donato ai napoletani una mostra dedicata a Antonio de Curtis e la sua città. Peccato solo che i materiali esposti non siano molti; avremmo anche desiderato uno spazio più ampio, che rendesse merito al grande attore.
Diciamoci la verità: Napoli ha sempre stato fatto davvero poco per ricordare un genio e un uomo della sua levatura; gli amministratori locali dovrebbero perlomeno intitolargli una piazza importante, proporrei di cambiare il nome di quella anonima piazza “Municipio” con quello del vero “principe di Napoli”. Sarebbe un delitto? È complicato?
Caro sindaco Manfredi, urge fare qualcosa di giusto e importante per celebrare degnamente Antonio de Curtis. Magari un festival annuale in cui cinema e teatri potrebbero promuovere quanto Totò ci ha regalato. Sarebbe importante per spiegare ai giovani quale persona fosse Antonio de Curtis, per sottrarli alle sgrinfie di quei terrificanti “occupanti spazio a Napoli” (perchè “napoletani” sono altra cosa).

Perdona la tua amata Napoli
Caro principe… perdona la tua gente, che non è riuscita valorizzarti. Perdona la tua amata Napoli che ti ha tradito e non è stata capace di dedicarti uno spazio. Anzi, ti ricordi la casa dove nascesti? Ah! … perdonami una risata di disperazione. La casa è stata acquistata da un privato che cerca, senza aiuti, di metterla a posto e di aprirla al pubblico: oggi è un cantiere fermo da non so quanti anni.
Caro principe… si è preferito dedicarti “quisquilie e pinzillacchere” a mo’ di quelle briciole che quel lazzarone di Ferdinando IV di Borbone distribuiva agli affamati.
Caro principe… vero figlio del popolo napoletano, tu hai conosciuto la miseria più nera. E quando avevi solo 5 o 6 anni tua madre ti cuciva addosso i suoi vestiti dismessi perchè il marchese Giuseppe de Curtis (tuo papà naturale) viveva il rapporto sentimentale con tua madre in riservatezza perchè Anna Clemente era una popolana e a un nobile non era consentito di “mischiarsi” alla plebe. E di questo tu hai sempre pagato il prezzo maggiore. Tu che temevi che gli altri bambini, vedendoti vestito con quegli abiti, cuciti male e consunti, ti potessero prendere in giro. E allora li anticipavi inscenando pose buffe da mimo, da clown, in modo che ridessero delle tua capacità di recitazione e non dello stato in cui versavi.
Cosi nacque Totò! il vero principe di Napoli! Altro che maschere e burattini.
Totò nacque dalla disperazione! Era una persona infinitamente sensibile e forgiata da tanti sacrifici. Ricordo quella volta che, mentre lavorava nella compagnia teatrale di Umberto Capece per il solo rimborso del biglietto del tram, Capece lo chiamò in disparte e gli disse “Antò, le cose vanno male e io non posso darti i soldi per il tram”. Totò non si scompose e gli disse: “non importa”. E cosi ogni volta si faceva venti chilometri a piedi per andare a lavorare, senza paga e con lo stomaco rotto dalla fame.
Cari napoletani, il principe meriterebbe un reale sforzo da parte nostra. E basta con le minuzie, facciamo i seri!


Caro principe… ti ringrazio per tutto quello che hai fatto, per le risate che hai donato a noi giovani che abbiamo vissuto nei quartieri difficili di Napoli. Sei ancora prezioso per tutti noi.


Vorrei ringraziare una persona che ti è stata vicina, la tua amatissima figlia Liliana, che ci ha fatto commuovere coi racconti della tua vita.
Voglio concludere questo articolo con la poesia che scrivesti per la tua Liliana Castagnola, ma dedicandola a te. Da parte di noi tutti:
“Ammore perduto,
i´ t´ero truvato,
nun aggio saputo
tenerte cu me.
Ammore perduto,
mm´ha ditto stu core
ca tarde ha saputo
tu ch´ire pe mme”.
A Antonio de Curtis (dalla tua città, dalla tua gente).
Giuseppe Ferraina


Totò e la sua Napoli
Mostra dedicata al legame inscindibile tra Totò e Napoli
Fino al 25 gennaio
Palazzo Reale a Napoli
L’esposizione a Napoli è la prima tappa di un progetto che proseguirà in una sede internazionale, con destinazione New York.
Comitato Nazionale Neapolis 2500, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Palazzo Reale di Napoli (Ministero della Cultura), con la partecipazione degli Eredi Totò