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Fotografia.it

Come si produce una pellicola Ilford?

Redazione fotografia.it | 20 Gennaio 2021

Se il titolo non vi è nuovo è perché poco tempo fa avevamo parlato di come nasce una pellicola Kodak. Ora, un altro video dalla differente produzione e marchiato Exploredinary, ci porta dietro le quinte di un altro mostro sacro della pellicola: Ilford.

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Una pellicola Ilford

La pellicola Ilford, nata in Inghilterra proprio a Ilford nel laboratorio di Alfred Hugh Harman nel 1879, viene prodotta dal 1928 in uno stabilimento sito a Mobberley vicino a Manchester. Sarah Reyes e Daniel Driensky di Exploredinary ci portano quindi dietro le quinte della produzione di una delle pellicole più iconiche della storia della fotografia analogica in bianconero. Nel video viene spiegato ogni singolo passaggio della catena produttiva a partire dall’emulsione (cristalli di alogenuro d’argento e gelatina), il componente più importante perché quello che influisce sulla grana e sulla sensibilità. Viene prodotta in totale oscurità in “panetti” da circa 5 Kg l’uno.

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L’emulsione – cristalli di alogenuro d’argento e gelatina

L’emulsione viene poi testata in qualità da un intero team di ricercatori prima di essere approvata per la produzione.

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Lo studio del team di ricerca e sviluppo

Dopo la stesa dell’emulsione sul supporto, la pellicola viene fatta asciugare molto lentamente.

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Il processo di asciugatura

La finitura avviene in una parte diversa dello stabilimento. Per poter trasportare il materiale fotosensibile vengono quindi utilizzate quelle che in Ilford chiamano “coffin”, letteralmente bare. Ed in effetti ne hanno tutte le sembianze.

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Le bare

Ogni rotolo, lungo circa 600 metri, viene poi tagliato nel formato 35mm in 24 o 36 pose. Successivamente viene confezionato in contenitori metallici pretagliati e poi spedito praticamente in tutto il mondo.

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Il confezionamento

Ecco qui il video completo:

Redazione fotografia.it
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