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Fotografia.it

Greenpeace: la fotografia rende visibile il calore

Redazione fotografia.it | 27 Giugno 2026

Il progetto di Greenpeace è un esempio magistrale di come la fotografia possa diventare uno strumento di visual storytelling di massa.
La termocamera rende visibile il calore, lo spreco, la vulnerabilità dei corpi nello spazio urbano, trasformando i dati termodinamici in un manifesto politico.
L’uso della termocamera trasforma infatti concetti astratti (come la dispersione di calore o il surriscaldamento globale) in prove visive immediate  dal punto di vista dell’impatto emotivo e giornalistico.

Nelle campagne più recenti focalizzate sulle ondate di calore estive che colpiscono il Regno Unito, Greenpeace ha mappato le strade del centro di Londra per dimostrare come l’architettura urbana stia diventando invivibile.
Le immagini evidenziano superfici d’asfalto e facciate di edifici moderni in vetro e cemento che superano i 50°C – 55°C (visibili nelle tonalità del bianco e del rosso acceso), mentre le rarissime zone d’ombra o i viali alberati rimangono significativamente più freddi (tonalità blu e viola).

Greenpeace intende denunciare la mancanza di aree verdi urbane e spingere il governo a ripensare l’urbanistica di Londra in chiave di adattamento climatico, riducendo le superfici cementificate che trattengono il calore intrappolandolo a livello stradale.

Ovviamente tutto questo vale anche per l’Italia, come ci stiamo rendendo conto in questi giorni

Redazione fotografia.it
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