
Mostra di rilevo internazionale, “Il mondo e la tenerezza” presenta al Centro Culturale di Milano oltre 110 fotografie vintage di Walter Rosenblum, scattate tra il 1938 e il 1990, la maggior parte delle quali esposte per la prima volta in Italia. L’esposizione comprende anche a rare documentazioni d’epoca.
Le fotografie di Walter Rosenblum sono presenti in oltre 40 musei e collezioni internazionali, tra cui il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, la Library of Congress di Washington D.C., la Bibliothèque Nationale di Parigi, Museo Reina Sophia, il Museum of Modern Art di New York.

Un protagonista della fotografia
Walter Rosenblum è una figura cardine della fotografia del XX secolo; rappresenta il punto di congiunzione tra la fotografia sociale di Lewis Hine e il reportage umanistico di Paul Strand quando la street photography iniziava a delineare il nuovo percorso espressivo che avrebbe influenzato profondamente le generazioni successive fino ai nostri giorni.
Il percorso espositivo della mostra si sviluppa accompagnando i sette temi della carriera di Rosenblum, fotografo che ha documentato alcuni degli eventi più significativi del ventesimo secolo osservati con uno sguardo da precursore: l’esperienza degli immigrati in America, nella Lower East Side di New York, la Seconda Guerra Mondiale, i rifugiati della guerra civile spagnola in Francia, la vita quotidiana a East Harlem, Haiti, in Europa, le generazioni del South Bronx.

Il progetto della mostra
Come suggerisce il titolo, Il mondo e la tenerezza, nell’opera di Walter Rosenblum si intrecciano due dimensioni spesso considerate distanti: da un lato “il mondo”, con le sue tensioni sociali, urbane e umane, dall’altro “la tenerezza”, ovvero lo sguardo empatico e intimo che attraversa anche le realtà più dure.
“La mia fotografia è un omaggio alla persona che fotografo.”
“Il senso della vita deriva dalle persone che si sono conosciute e amate.”
Queste frasi raccontano il cuore del lavoro e della visione del mondo di Rosenblum; sono tratte dal film pluripremiato In Search of Pitt Street, la pellicola realizzata da sua figlia Nina Rosenblum, regista affermata nel panorama del cinema indipendente e che sarà proiettata giovedì 4 dicembre nell’auditorium del Centro Culturale di Milano, introdotta da un intervento della regista stessa.

La passione per la fotografia
Il primo coinvolgimento con la fotografia Walter Rosenblum lo ebbe all’età diciassette anni, quando si unì alla Photo League, collettivo americano nato ad inizio anni Trenta con l’intento di fare luce sulle problematiche umane e sociali ignorate dalla politica.
Ai fondatori, Paul Strand e Berenice Abbott, si unirono nel tempo Helen Levitt, Robert Frank, Eugene Smith, Ruth Orkin, Dorothea Lange, Aaron Siskind, lo svizzero Rudy Burckhardt, Lisette Model, Fred Stein, Sid Grossman, Arthur Leipzig e Weegee.
Fu alla Photo League che si plasmarono le varie strade del reportage umanistico.
Decisivi per Rosenblum furono gli incontri con Lewis Hine e Paul Strand, suo mentore e poi amico indissolubile (bellissimo un suo ritratto in mostra), che nel 1921 realizzò il celebre film-reportage “ManHatta” proiettato in modo permanente al MOMA; Paul Strand, insieme a Cesare Zavattini, è anche autore del libro cult che segna un nuovo modo di raccontare la realtà umana di un paese: “Un Paese. Luzzara”.
Rosenblum fu uno dei principali animatori del movimento Photo League, come presidente del comitato espositivo e come direttore dei Photo Notes: i locali poveri, ma pieni di vita, della Photo League divennero la sua casa.
L’associazione però dovette sciogliersi nel 1952 nel clima di esasperata repressione e sospetto anticomunista creato dal maccartismo

Fotografo di guerra
Rosenblum era sulla spiaggia Omaha Beach la mattina del D-Day. La passione per la fotografia lo portò a servire il suo paese come fotoreporter nell’esercito americano. Si unì al battaglione anticarro che attraversò Francia, Germania e Austria e realizzò le prime riprese cinematografiche del campo di concentramento di Dachau.
Fu uno dei fotografi della Seconda Guerra Mondiale più decorati: ricevette la Silver Star, la Bronze Star, cinque Battle Stars, un Purple Heart e una Presidential Unit Citation.
Il Centro Simon Weisenthal lo ha onorato come liberatore di Dachau.

L’impegno culturale
Alla professione di fotografo, esercitata per più di cinquant’anni, Rosenblum ha affiancato l’insegnamento, una carriera quarantennale al Brooklyn College di New York dal 1947 e alla Yale Summer School of Art per venticique anni e alla Cooper Union, al Rencontre de La Photographie ad Arles, in Francia e a San Paolo, in Brasile.
Insieme a sua moglie, la famosa storica della fotografia Naomi Rosenblum, ha curato mostre internazionali, tra cui la Lewis Hine Retrospective.
Nel 1999 l’International Center of Photography ha conferito a Walter e Naomi Rosenblum l’Infinity Award fo Lifetime Achievement.

Il senso della sua fotografia
Riportiamo qui le parole di Camillo Fornasieri, direttore del Centro Culturale di Milano:
“Rosenblum, figlio di immigrati ebrei romeni di inizio secolo, usava la fotografia esprimere la dignità dell’essere umano, per dare notizia dell’uomo che vive, della sua appartenenza, una umanità che sopravvive intatta malgrado le circostanze avverse.”.

Giovedì 4 dicembre ore 20.30
Auditorium CMC:proiezione del film “Walter Rosenblum. In search of Pitt Street” di e con Nina Rosenblum
Evento a ingresso libero con obbligo di prenotazione inviando una mail a
segreteria@cmc.milano.it

La mostra: Il mondo e la tenerezza di Walter Rosenblum
Mostra a cura di Roberto Mutti e e prodotta da SUAZES, con il Patrocinio del Comune di Milano
Dal 3 dicembre 2025 al 19 febbraio 2026
Centro Culturale di Milano
Largo Corsia dei Servi 4
Informazioni
02 86455162
segreteria@cmc.milano.it
www.centroculturaledimilano.it
Accompagna la mostra il libro catalogo ed. SilvanaEditoriale curato da Angelo Maggi dello IUAV di Venezia.