
Archivio Naturale è uno dei progetti più significativi di Filippo Romano, fotografo documentarista, e comprende un’esplorazione profonda del paesaggio dello Stretto di Messina.
L’opera non è una semplice raccolta di “belle foto”, ma una mappatura antropologica e visiva dell’area tra Scilla e Cariddi; Filippo Romano osserva come la natura selvaggia e mitologica dello Stretto conviva (e spesso si scontri) con l’urbanizzazione caotica, l’abusivismo edilizio e le infrastrutture pesanti.
Tema Principale è la contrapposizione tra la potenza estetica del mare e la fragilità delle costruzioni umane sulla costa.
Lo Stretto viene raccontato come un luogo di transito, un “non-luogo” che però possiede una forza identitaria forte, radicata nel mito.
Il termine “Archivio” suggerisce un approccio di tipo scientifico: catalogare ogni frammento di paesaggio per preservarne la memoria prima che muti ulteriormente.
In un’epoca di discussioni e polemiche sul Ponte sullo Stretto, l’Archivio Naturale di Romano funge da testimonianza visiva fondamentale di ciò che quel territorio è realmente, oltre la retorica politica. È un invito a guardare con occhi nuovi un paesaggio che diamo per scontato, ma che è in realtà un ecosistema fragilissimo.
Gli archivi fotografici di Filippo Romano guardano costantemente al mondo come a un ecosistema stratificato, denso e fluido insieme dove tante forme di natura convivono, che siano animali, minerali, acquatiche o vegetali, sempre in dialogo necessario con l’umano che tutto invade, consuma e rigenera.
Da 8 febbraio al 12 aprile 2026
IKONA Gallery, Campo del Ghetto Nuovo 2909, 30121 Venezia
Mostra a cura Živa Kraus e Federico Piccaluga
Orari: dalle 11.00 alle 19.00
Chiuso il sabato
https://ikonavenezia.com/