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Tecniche non convenzionali con la pellicola Polaroid: Alan Marcheselli e la manipolazione

“Si comincia sempre con una fantasia”, diceva Edwin Land

Redazione fotografia.it | 18 Gennaio 2020

Lo scorso mese abbiamo pubblicato un articolo di Tutti Fotografi sulla Polaroid come mezzo creativo e la ricerca visiva di importanti artisti.

Questa volta andiamo sul pratico vi descriviamo alcune tecniche che sono state usate da diversi artisti e che permettono di realizzare opere davvero uniche, come quella di Alan Marcheselli.

“Si comincia sempre con una fantasia”, diceva Edwin Land. La manipolazione non è infatti una scienza esatta, ma è figlia di una fantasia, di un personale moto a luogo che permette al fotografo di elaborare in modo pittorico l’immagine istantanea. La tecnica è semplice. Più difficile, nel poco tempo a disposizione, è una pre-visione del prodotto finito che ci permetta di arrivare ad una realizzazione soddisfacente.

Cosa serve
Una fotocamera Polaroid e le relative pellicole a colori, 600 o SX70 (per questa tecnica, quando utilizzata con still life e composizioni floreali, sono da preferire fotocamere SX70, SLR680 o ONESTEP+, che permettono la messa a fuoco a 30 cm, mentre le tradizionali Polaroid Box arrivano solo a 100 cm o 60 cm).
Un piano d’appoggio semirigido, come un cartoncino spesso, una base da taglio o simili.
Uno strumento che permetta di esercitare pressione sulla pellicola, senza danneggiarne la superficie plastica. Ci sono infinite possibilità: io utilizzo bolini da sbalzo, acquistabili in qualsiasi negozio di belle arti, ma si può usare anche una penna scarica, un cacciavite, spatole da argilla…

Come procedere
Scattate la vostra istantanea, lasciatela sviluppare al buio per circa 30 secondi, poi poggiatela sul piano. Entro 90 secondi si inizierà a intravedere l’immagine.
A questo punto, con lo strumento scelto, cominciate ad esercitare pressione seguendo l’idea che avete in testa. Si può lavorare sulle linee del soggetto, creare un’ulteriore cornice interna all’immagine… Una pressione intermedia vi permetterà di modificare i colori in fase di sviluppo, creando una nuova cromia estranea allo scatto originale; una pressione più decisa renderà il vostro tratto bianco, mentre premendo con forza arriverete al nero della base.
Avete a disposizione circa 3 minuti, poi l’emulsione comincerà a “solidificare” e questo renderà l’operazione estremamente più difficile.
Trascorsi 8 minuti dallo scatto sarà quasi impossibile ottenere risultati apprezzabili, anche con una pressione estrema, che rischierebbe inoltre di danneggiare la superficie plastica.

L’intero articolo che descrive altre tecniche come la deformazione della gelatina, l’azione creativa del fuoco o l’uso di elevati voltaggi e candeggina è disponibile gratuitamente su Fotografiastore!

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