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Fujifilm X-S10

Una serie X per tutti: ecco la nuova Fujifilm X-S10

“S” come stabilizzata ma soprattutto “semplice” da utilizzare. Una piccola X-T4, per tutti.

Francesco Carlini | 15 Ottobre 2020

La nuova Fujifilm X-S10 stravolge quello che è un po’ il concetto di fotografia al quale Fujifilm ha sempre abituato i suoi affezionati e con questo modello guarda interessata verso la concorrenza, sia per il target del quale vuole catturare l’attenzione sia per l’estetica e l’operabilità del modello. Ma andiamo per gradi. Sulla carta questa X-S10 ha ben poco da invidiare ad X-T4: stesso sensore, stesso processore e stesso sistema AF in un corpo più piccolo, leggero e completamente personalizzabile dall’utilizzatore. In più è la prima Fujifilm utilizzabile con una sola mano.

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Fujifilm X-S10

Come detto la ratio di questa macchina è la semplicità di utilizzo: con questo modello Fujifilm vuole attrarre un pubblico giovane ma esigente che, pur non volendo rinunciare a nulla, non si è mai trovato a suo agio con la classica conformazione delle macchine fotografiche proposte precedentemente. Il problema pare sia tutto nel feeling e nella “poca intuitività” data dalle ghiere, anche se a dire il vero quella conformazione è proprio il marchio di fabbrica di Fujifilm. Detto questo X-S10 è stata semplificata al massimo, se vogliamo un po’ snaturata dalla filosofia che ha sempre contraddistinto l’azienda: il design si va ad omologare molto a quello offerto dalla concorrenza, ma questa scelta fatta dagli ingegneri giapponesi dovrebbe pagare in termini di “avvicinamento” al marchio da parte di un nuovo pubblico, un pubblico che vuole un passaggio da reflex indolore o che è attratto dalla qualità Fujifilm ma non si trova a suo agio con la disposizione delle ghiere o che cerca un prodotto affidabile e prestazionale senza per forza dar fondo al portafoglio. Già perché X-S10 nonostante sia una piccola X-T4 costa davvero molto poco: è proposta ad un prezzo di € 1000 solo corpo.

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Fujifilm X-S10

Fujifilm X-S10: corpo macchina

Ma come mai una X-S10 quando esiste già una X-T30? Il DNA di questa macchina si esprime con quattro concetti, tutti incentrati sulla “S”: small&slim, sicurezza, stabilizzazione e semplicità. Non che X-T30 non viaggi su questa linea, certo è che è più simile per design e funzioni ad una X-T4 nonostante sia posizionata come entry. X-S10 invece se ne distacca, andando ad essere la prima del suo genere. Il primo concetto, “small&slim”, è strettamente legato a quello di “stabilizzazione”: in un corpo leggermente più grande (126 x 85 x 65mm) e più pesante (465 grammi) di quello di X-T30 (118 x 83 x 47mm e 383 grammi), gli ingegneri hanno lavorato moltissimo per riuscire ad inserire un sistema in grado di compensare fino a 5 assi nativamente – e fino a 6 stop di concerto con quasi tutto il parco ottiche Fujifilm ad eccezione di XF 60mm f/2.4 R Macro (5 stop) e di XF 16-55mm f/2.8 R LM WR (5.5 stop) – e allo stesso tempo contenere le dimensioni. Le implementazioni fatte sono state quelle di utilizzare la tecnologia di stabilizzazione di X-T4: anche su X-S10 il magnete demandato allo spostamento del sensore e all’attuazione è uno solo, ma in più è stato fatto un lavoro di miniaturizzazione della circuiteria per arrivare ad ottenere il minor consumo di energia possibile e salvare l’autonomia. La “semplicità” di utilizzo è un altro claim perseguito in maniera forte. Molti appassionati in passato hanno sollevato alcune criticità sui modelli Fujifilm, non si parla di chi è già fedele al marchio ma di potenziali nuovi clienti: “Mi piace tutto delle vostre macchine, ma non le sento mie in termini di utilizzo. La filosofia di tempi e diaframmi sulle ghiere non mi appartiene”. Fujifilm X-S10 è dedicata a loro, a chi non ha voglia di cambiare il proprio approccio fotografico ad una macchina di un marchio differente. In questo caso quindi l’approccio da “entry level”, quindi con la classica ghiera PASM che contiene tutte le impostazioni di scatto, è stato portato su una macchina più performante..in fin dei conti, perché essere costretti a fare una scelta tra qualità e comodità? L’utilizzo quindi, per chi arriva da reflex di fascia bassa e vuole fare il salto a mirrorless o per chi arriva da un prodotto di altro marchio, è reso molto più facile e indolore. Inoltre questo tipo di conformazione permette di utilizzare la macchina fotografica solo con la mano destra perché tutti i comandi di scatto sono in quella parte della calotta..una vera prima volta per un prodotto di fascia alta (almeno in termini di qualità) di Fujifilm. A livello di operatività ci sono però delle sicurezze: il joystick per la selezione dell’area di messa a fuoco sul retro – un comando indispensabile per un fluido utilizzo, il flash pop-up – un orpello che in realtà risulta utile in determinate situazioni, il display LCD posteriore touch da 3″ estraibile ed orientabile – anche lui pensato soprattutto per il target di pubblico al quale è rivolta ma che ormai sta diventando uno standard per tutti i produttori e il mirino EVF da 2.36 milioni di punti come quello di X-T30. Il concetto di “sicurezza” è invece legato strettamente all’impugnatura: molto pronunciata e profonda, permette una presa salda nonostante le ridotte dimensioni del corpo.


Fujifilm X-S10: caratteristiche tecniche

Come anticipato all’inizio X-S10 prende tanto da X-T4. Il sensore è un X-Trans CMOS 4 da 26 Mpxl, X-Processor 4 e sistema AF da 425 punti in AF-S con copertura del 100% del sensore, utilizzabile fino a -7 EV con un miglior tracking, un miglior Pre-AF e Eye e Face Detection. La raffica è da ben 20 fps con buffer di 32 jpeg ma può salire fino a 30 fps con buffer di 29 jpeg se si accetta un leggro crop di 1.25x (a 10 fps con crop 1.25x si può arrivare anche a 153 jpeg). Il mirino elettronico di cui parlavo prima ha anche tre tipologie di utilizzo a seconda delle necessità di scatto: Priorità bassa luminosità, Priorità risoluzione e Priorità Frequenza con frame rate fino a 100 fps. Pensata non solo per i fotografi ma anche per i content creators, non va certo a lesinare sulla qualità video: non siamo ovviamente ai livelli di X-T4, ma X-S10 può vantare una registrazione 4K/30p con compressione Long-GOP 4:2:0 8-bit con registrazione interna (4:2:2 10-bit su registratore esterno), curva F-Log con F-Log View Assist, stabilizzazione digitale con IS Boost Mode per le situazione più critiche e una nuova struttura di raffreddamento; è anche in grado di registrare video Full HD ad alta velocità a 240p, producendo uno slow motion fino a 10x che permette di rallentare scene in rapido movimento. Il tempo di registrazione massimo è comunque fissato in 30 minuti.

Fujifilm X-S10: le soluzioni per il nuovo target

Ma appunto, abbiamo parlato di nuovo target di pubblico, per questo è nata la “versione semplice” di X-T4. Base portante e grande fiore all’occhiello di Fujifilm è la cultura fotografica legata alla scienza del colore: la simulazione pellicola. Per gli appassionati del marchio non è certo una novità, tutti sanno come si comporta una Velvia o una Acros o una Provia..ma il nuovo pubblico potrebbe non essere pratico dell’heritage Fuji. Per questo motivo ecco il nuovo trick: una volta selezionata la simulazione che si intende usare, schiacciando il tasto Q si aprirà una finestra del menù con tutte le informazioni relative e la spiegazione su a cosa serve quella determinata pellicola, come gestisce i colori e le condizioni di scatto in cui è meglio utilizzarla. Questa, che può essere vista come una piccolezza ma in realtà non lo è, vuole raccontare qualcosa in più della filosofia Fuji e sicuramente sarà estremamente utile a chi si approccia per la prima volta al marchio..ma soprattutto a chi non ha idea di quello che erano le pellicole di una volta. Anche gli automatismi sono stati rivisti, sempre per strizzare l’occhio a chi non è esperto di fotografia ma vole portare a casa il risultato in fretta. Auto SP ora è in grado di capire la scena e usare una serie di sottosistemi in maniera arbitraria: ad esempio se siamo controluce X-S10 lavorerà con una priorità in gamma dinamica per schiarire le zone d’ombra, se la Film Simulation è in “Auto” sceglierà la pellicola più adatta e così via..il tutto per non perdere tempo in postproduzione e poter condividere immediatamente lo scatto. Fujifilm X-S10 è poi ampiamente customizzabile. Schiacciando il tasto Q per tre secondi si entra in un menù dedicato per l’impostazione dei tasti scorciatoia C, in tutto quattro: ad ogni C si potrà dare un nome personalizzato e andare a modificare tutti parametri possibili, dal tempo di scatto all’area di messa a fuoco alla riduzione del flickering. C1, C2, C3 e C4 si andranno a richiamare direttamente dalla ghiera PASM, il tutto con le prestazioni di X-T4.

Ma quindi a chi è rivolta Fujifilm X-S10? È adatta agli amanti della fotografia e della tecnologia che vogliono avere tra le mani qualcosa di pratico e leggero per un uso quotidiano. E poi ai vloggers, ai bloggers, agli amanti dei viaggi, a tutti coloro che arrivano da una reflex di fascia media e che vogliono fare il salto nella tecnologia mirrorrless con una macchina prestazionale ad un prezzo contenuto ma che può vantare un ventaglio di ottiche davvero completo. E poi alla fascia entry, coloro che cercano un prodotto che supporti la loro voglia di ceatività in foto e video con delle prestazioni che possano soddisfare “oltre” il necessario. Al di là del posizionamento, l’intento è andare a cercare a prendere chi non si avvicina a Fujifilm perché hanno difficoltà all’approccio operativo e alla classica filosofia del marchio.

Fujifilm X-S10: disponibilità

Fujifilm X-S10 sarà disponibile da metà novembre 2020 in queste conformazioni: X-S10 Body a € 1.019, X-S10 in kit con 15-45mm a € 1.169, in kit con XF 18-55mm a € 1.469 e in kit con XF 16-80mm a € 1.549.

Francesco Carlini
In primis appassionato di fotografia, dal 2008 faccio parte del team di Editrice Progresso, storica casa editrice italiana fondata nel 1894, e gestisco il sito www.fotografia.it. Al lavoro redazionale e giornalistico nel corso degli anni ho affiancato il lavoro di prova dei prodotti e delle misurazioni di laboratorio riguardanti fotocamere, obiettivi e smartphone.
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