W4W – The Unseen Issue segna un nuovo capitolo per il magazine internazionale di Fujifilm, che con l’undicesima uscita rinnova identità e approccio editoriale, ampliando lo sguardo su ciò che resta ai margini della narrazione visiva contemporanea. Il progetto evolve già dal nome e introduce un restyling grafico completo, pensato per valorizzare la fotografia come linguaggio narrativo centrale.
Al centro del nuovo numero c’è il tema dell’invisibile: realtà, persone e contesti che spesso sfuggono allo sguardo quotidiano o vengono esclusi dal racconto dominante. Il magazine si configura così come una piattaforma internazionale di dialogo, in cui la fotografia diventa strumento di indagine sociale e culturale. Con oltre 180 pagine e quasi 30 contributi provenienti da più di dieci Paesi, W4W amplia ulteriormente il proprio respiro globale e, per la prima volta, apre anche a collaborazioni maschili, costruendo un mosaico di prospettive eterogenee. L’obiettivo non è l’uniformità, ma una pluralità di visioni capaci di restituire complessità e profondità.
La copertina è dedicata a Lisetta Carmi, figura di riferimento della fotografia del Novecento. L’immagine scelta proviene dalla serie I travestiti (1965–1971), un lavoro pionieristico sulla comunità transgender genovese, riconosciuto per l’approccio empatico e il valore documentario.

Tra i progetti presenti, Valentina Tamborra propone The Flowers Remain – Identity Surviving Torture, realizzato a Palermo in collaborazione con Medici Senza Frontiere. Il lavoro si concentra sulle persone sopravvissute alla tortura, ponendo l’attenzione non sul trauma, ma sulla resilienza e su ciò che resta intatto.

Giulio Di Sturco presenta invece Anthropocosmos, una ricerca visiva che indaga i luoghi in cui si progetta il futuro — dai centri di ricerca ai laboratori tecnologici — attraverso un approccio contemplativo che mette in relazione progresso scientifico e responsabilità etica.

Il fotografo polacco Tomasz Lazar contribuisce con due progetti distinti: Voids Diary, nato durante la pandemia di COVID-19, e What Remains, dedicato alle conseguenze della guerra in Ucraina. Entrambi esplorano il concetto di vuoto, sia fisico che emotivo, come elemento narrativo.

Il tema dell’invisibile si estende anche alla ricerca scientifica con il progetto Under The Skin, coordinato da Omar Larentis presso l’Università dell’Insubria. Grazie al supporto di tecnologie radiologiche avanzate di Fujifilm, lo studio ha reso visibile la struttura interna della collezione anatomica “Paolo Gorini”, trasformando dati nascosti in conoscenza accessibile.

Accanto alle narrazioni visive, il magazine affronta anche temi legati alla salute e all’inclusione. La testimonianza dell’attivista Male Kirking e il contributo della German Foundation for Young Adults with Cancer mettono in luce l’esperienza dei giovani adulti colpiti da malattie oncologiche, spesso sottorappresentati nel dibattito pubblico.
L’impegno etico della fotografia emerge anche nei lavori di Mara Troeger, con il progetto Black isn’t Black, e di Madeleine Penfold, coinvolta nella campagna This Girl Can, focalizzata sulla riduzione del divario di genere nello sport.
Parallelamente all’uscita del magazine, alcuni dei progetti saranno esposti nella mostra “Where the unseen becomes visible”, in programma dal 24 al 30 aprile 2026 presso lo showroom Fujifilm X-DEN di Düsseldorf. L’esposizione, a ingresso gratuito, includerà incontri, conferenze e momenti di confronto tra artisti, pubblico e professionisti del settore.
Con questo nuovo numero, W4W conferma la propria vocazione come spazio editoriale in continua evoluzione, in cui la fotografia si afferma come strumento critico capace di raccontare ciò che resta fuori campo e di riportare al centro storie spesso ignorate.