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Fotografia.it

L’Esperto Risponde. Grandezza dei pixel: una questione di qualità e di scelte personali

Sono incerto tra una Nikon Z con 47 Mpxl e una Z 6 III con quasi la metà dei pixel: quali sono i rischi se scelgo la seconda?

Redazione fotografia.it | 19 Giugno 2026
esperto-risponde-fotocamere

Non ricordo se l’argomento sia già stato trattato, e quindi ecco la mia domanda: fra una Nikon Z con 47 Mpxl ed una Z 6 III con quasi la metà dei pixel, ci sono differenze fra i singoli pixel in termini di grandezza, qualità, modo di acquisire la luce ed altro?
Marco

Discorsi di questo tipo li ho fatti più volte parlando di tecnologie, oppure nell’ambito di prove di fotocamere, ma non nel caso specifico da lei richiesto. In realtà non so quale modello lei intenda con Nikon Z, ma intorno ai 47 megapixel abbiamo le Z7 / Z7 II, la Z8 e la Z9. Tutti questi sensori hanno in comune la tecnologia BSI (Back Side Illumination) che aumenta la superficie sensibile di ciascun fotorecettore, per cui non occorre fare questa distinzione tecnologica, che invece influirebbe su altri confronti.

In generale, a parità di formato, se un sensore ha il doppio dei pixel di un altro, al massimo ciascuno dei suoi pixel potrà avere la metà dell’aerea rispetto all’altro. Dico “al massimo” perché in realtà l’area sensibile per ciascun pixel non è mai totale come se fossero mattonelle contigue, ma un po’ più limitata. Quindi, più pixel ci sono, e più spazi “ciechi” ci saranno fra loro. Tuttavia, la presenza di microlenti che raccolgono tutta la luce riservata a quel pixel ci può far trascurare questo dettaglio. Quindi le differenze in termini di grandezza dei singoli pixel ci sono: il sensore con meno pixel ha pixel più grandi, che quindi raccoglieranno più fotoni e produrranno un più favorevole rapporto segnale/disturbo.

La qualità dipende non solo dalle dimensioni dei pixel, ma anche dal sistema di acquisizione, dalla raffinatezza del circuito che si occupa di memorizzare temporaneamente i dati in Ram e poi di salvarli nella scheda di memoria, dal calore che sviluppa la circuiteria (maggiore calore può dare maggiore disturbo) e anche da quale o quali valori ISO nativi sono ottenute le varie sensibilità ISO.

Le Nikon Z7 e Z7 II hanno sensori ed elettronica di penultima generazione, quindi nel complesso un po’ meno evoluti rispetto a quelli più recenti. Però le Z8 e Z9 hanno sensori Stacked, concepiti per migliorare più che altro la velocità di acquisizione, mentre nella Z6 III il sensore è “partially stacked” (parzialmente impilato).

Purtroppo, questo impacchettamento dell’elettronica direttamente sotto al sensore peggiora la gamma dinamica e il rapporto segnale/disturbo. C’è chi parla di circa 1 EV a favore delle Z7 e Z7 II di pari risoluzione, mentre secondo altri le differenze sono più contenute. In effetti, le differenze non sono uguali a tutti i valori ISO, per cui non si può sintetizzare tutto con un singolo numero. Il vantaggio come rapporto segnale/disturbo del sensore più vecchio e semplice sarà più visibile agli alti valori ISO.

Con la Z6 III potremmo dire che le due cose si compensano: la minore risoluzione offre pixel più grandi, ma la tecnologia “partially stacked” peggiora leggermente le cose rispetto a un sensore della generazione precedente. Non si può avere tutto: se si vuole maggiore velocità si deve rinunciare a un po’ di qualità. Fino alla prossima innovazione, forse, ma per ora è così.
In conclusione, le direi che le Z7 e Z7 II (seppure più lente) sono quelle che possono dare la maggiore qualità d’immagine, poi metterei la Z6 III e poi la coppia Z8 e Z9.

Tuttavia, le differenze si notano soltanto a un confronto diretto sullo stesso soggetto e a parità di tutto il resto, per cui la scelta non va fatta solo su questi aspetti, ma anche su tutti gli altri che concorrono a determinare le prestazioni di una fotocamera.
Insomma, dipende dal tipo di foto che fa lei. Se fa paesaggi e soggetti relativamente “tranquilli”, vada sulle Z7, altrimenti sulla Z6 III.


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