Con l’arrivo di Sony FX5, la serie Cinema Line compie probabilmente il passo evolutivo più importante dai tempi del debutto di FX3. A una prima occhiata il nuovo modello potrebbe sembrare una semplice evoluzione della videocamera compatta che negli ultimi anni ha conquistato filmmaker, documentaristi e produzioni indipendenti. Basta però analizzarne le specifiche per capire che Sony ha scelto una strada diversa.

FX5 non nasce per sostituire FX3, ma per creare una nuova fascia all’interno della Cinema Line. L’obiettivo è offrire in un corpo compatto caratteristiche finora riservate a modelli decisamente più costosi, come BURANO e VENICE: registrazione Open Gate, formato RAW interno X-OCN, sensore full frame stacked di nuova generazione e nuove tecnologie dedicate alla gestione della gamma dinamica.
Il risultato è una videocamera pensata non solo per migliorare la qualità dell’immagine, ma soprattutto per semplificare il flusso di lavoro sul set e in post-produzione.
Il cuore della nuova Sony FX5 è un sensore CMOS Exmor RS full frame fully stacked di nuova progettazione, abbinato al processore BIONZ XR2 e a una nuova unità dedicata all’elaborazione tramite intelligenza artificiale.
La scelta di un sensore stacked rappresenta uno dei principali salti generazionali rispetto a FX3. In questa architettura la memoria e i circuiti di elaborazione sono disposti su più livelli, permettendo una lettura molto più rapida dei dati rispetto a un sensore tradizionale.
Nella pratica questo comporta diversi vantaggi:
Sony dichiara inoltre una gamma dinamica superiore a 15 stop durante le riprese in S-Log3. Un valore che permette di preservare contemporaneamente dettagli nelle alte luci e nelle ombre profonde, caratteristica fondamentale nelle produzioni cinematografiche e nei documentari girati in condizioni di illuminazione complesse.

Tra le novità più interessanti figura anche l’introduzione di tre sensibilità ISO native:
Finora molte videocamere professionali offrivano una configurazione Dual Base ISO. Sony introduce invece una terza sensibilità nativa che amplia ulteriormente la flessibilità operativa. Questo significa poter affrontare con la stessa videocamera riprese in piena luce, interni scarsamente illuminati o scene notturne mantenendo un livello di rumore molto contenuto, senza ricorrere a pesanti interventi di riduzione del rumore in post-produzione. Per chi lavora nel reportage, nei documentari o negli eventi, questa caratteristica può tradursi in un vantaggio concreto durante le riprese.

Accanto alla tripla Base ISO debutta, per la prima volta nella serie FX, anche la funzione Dual Gain Shooting.
È importante non confonderla con il Dual Base ISO: si tratta di due tecnologie differenti. Il Dual Base ISO mette a disposizione due (o più) sensibilità native del sensore, mentre il Dual Gain interviene direttamente sulla lettura del segnale proveniente dal sensore stesso. In pratica il sensore acquisisce contemporaneamente informazioni con differenti livelli di guadagno, combinandole per ottenere una gamma dinamica ancora più estesa e una migliore gestione del rumore nelle zone d’ombra.
Il vantaggio è particolarmente evidente nelle scene ad alto contrasto, dove convivono aree molto luminose e zone in ombra. La transizione tra luci e ombre risulta più naturale e le texture mantengono un elevato livello di dettaglio senza introdurre rumore o artefatti visibili. Si tratta di una soluzione finora associata soprattutto alle cineprese di fascia alta, che Sony porta ora anche in una videocamera dal formato estremamente compatto.
La novità probabilmente più attesa dai filmmaker è però il supporto alle riprese Open Gate. Per la prima volta una videocamera della serie FX è infatti in grado di leggere l’intera superficie del sensore full frame in formato 3:2, invece di limitarsi al tradizionale formato 16:9.
Può sembrare un dettaglio tecnico, ma cambia profondamente il modo di lavorare. Registrando tutta l’area del sensore è infatti possibile scegliere il formato finale solo in fase di montaggio.

Da un’unica ripresa si possono ottenere facilmente:
Per chi realizza contenuti destinati contemporaneamente a YouTube, Instagram, TikTok e altre piattaforme, l’Open Gate elimina la necessità di effettuare più riprese della stessa scena. Sony amplia inoltre le modalità di lettura del sensore supportando anche i formati 17:9, 16:9 e Super 35 mm, offrendo così una notevole libertà creativa nella scelta dell’angolo di campo e del formato di registrazione.
Un’altra delle principali novità introdotte da FX5 riguarda la registrazione interna. Per la prima volta nella serie FX è infatti possibile registrare direttamente sulla videocamera nel formato X-OCN, il RAW lineare a 16 bit sviluppato da Sony.
Fino a oggi, chi desiderava registrare in RAW con una videocamera compatta della Cinema Line doveva generalmente ricorrere a un recorder esterno, con inevitabili conseguenze in termini di peso, ingombri, alimentazione e gestione del setup. Con FX5 questo passaggio non è più necessario. La videocamera supporta tre differenti varianti del formato:
Le nuove modalità C1 e C2 introducono livelli di compressione differenti che consentono di ridurre significativamente la quantità di dati mantenendo un’elevata qualità dell’immagine. Per le produzioni significa file più gestibili, trasferimenti più rapidi e tempi inferiori durante la post-produzione.
È una caratteristica che rende FX5 particolarmente interessante non solo per produzioni cinematografiche, ma anche per documentari, spot pubblicitari e lavori destinati alle piattaforme streaming, dove qualità e rapidità del workflow devono convivere.
Negli ultimi anni Sony ha investito molto nell’autofocus basato sull’intelligenza artificiale, ma con FX5 il sistema raggiunge un nuovo livello di maturità grazie all’unità AI dedicata integrata nel processore BIONZ XR2.
Non si tratta semplicemente di un Eye AF più veloce. La videocamera analizza l’intera scena riconoscendo la postura del soggetto, la posizione della testa, del corpo e degli occhi, mantenendo il fuoco anche quando il volto è temporaneamente nascosto o il soggetto si volta rispetto alla camera. È una caratteristica particolarmente utile nelle produzioni documentaristiche, nelle interviste dinamiche e nelle riprese con gimbal, dove il soggetto si muove continuamente e non sempre rimane perfettamente frontale.
Sony continua inoltre a sfruttare il Real-time Tracking, che segue automaticamente il soggetto mantenendo la messa a fuoco anche in presenza di ostacoli momentanei o variazioni improvvise della composizione. L’obiettivo è ridurre il numero di riprese compromesse da errori di fuoco, lasciando all’operatore maggiore libertà di concentrarsi sulla composizione e sul movimento della camera.
Un’altra novità meno appariscente, ma destinata ad avere un impatto concreto sul lavoro quotidiano, riguarda il bilanciamento automatico del bianco. FX5 utilizza contemporaneamente le informazioni provenienti dal sensore RGB, da un sensore agli infrarossi e dagli algoritmi di deep learning sviluppati da Sony per riconoscere la tipologia di illuminazione presente nella scena.
Questo permette di mantenere una resa cromatica più stabile quando si passa rapidamente da ambienti interni a esterni, oppure in situazioni difficili come concerti, eventi o produzioni illuminate da sorgenti LED con temperature colore differenti. Per chi gira in modalità run & gun significa dedicare meno tempo alle correzioni colore durante il montaggio.

Sony dimostra di avere ascoltato le richieste dei filmmaker introducendo un supporto molto più completo agli obiettivi anamorfici. FX5 integra infatti la funzione di desqueeze direttamente nel monitor della videocamera, permettendo di visualizzare correttamente l’immagine durante le riprese senza ricorrere a monitor esterni. Sono supportati i principali fattori di compressione oggi disponibili:
Una caratteristica che rende FX5 particolarmente interessante anche per produzioni cinematografiche indipendenti.
Lavorare con una videocamera compatta significa spesso rinunciare a parte della stabilità garantita da sistemi più grandi. Sony ha quindi concentrato parte dello sviluppo della FX5 proprio sulla stabilizzazione.
Il sistema mantiene la stabilizzazione ottica dell’immagine a 5 assi integrata nel corpo macchina, ma introduce una nuova unità di controllo che, secondo Sony, raddoppia circa la capacità di compensazione del movimento sul rollio rispetto alla generazione precedente. Il beneficio è evidente soprattutto durante le riprese a mano libera, quando le piccole rotazioni della videocamera sono tra le principali responsabili della sensazione di instabilità dell’immagine. Restano disponibili anche:
Naturalmente, come per tutte le stabilizzazioni elettroniche, il Dynamic Active Mode comporta un leggero ritaglio dell’immagine, ma rappresenta un’alternativa molto interessante quando non è possibile utilizzare un gimbal.
Dal punto di vista ergonomico FX5 conserva la filosofia della serie FX: dimensioni contenute, peso ridotto e massima flessibilità nelle configurazioni. Il corpo presenta una parte superiore completamente piatta, facilitando il montaggio su gimbal, slider, droni professionali e rig cinematografici.
Sony ha inoltre distribuito numerosi punti di fissaggio direttamente sul telaio, permettendo di installare monitor, microfoni, trasmettitori wireless e altri accessori senza dover necessariamente ricorrere a una cage dedicata. È un dettaglio che può sembrare secondario, ma che contribuisce a mantenere il setup più leggero e veloce da configurare.
Tra gli aggiornamenti più evidenti figura il nuovo monitor LCD.

FX5 utilizza uno schermo touch da 3.5″, con risoluzione di circa 2,76 milioni di punti, decisamente più luminoso rispetto a quello della FX3. Il display completamente articolato può:
Questa soluzione rende molto più agevoli le riprese dal basso, sopra la testa o con la videocamera montata su supporti particolari.
Sony ha inoltre rivisto completamente l’interfaccia grafica. Le principali informazioni di ripresa vengono visualizzate lungo il bordo dello schermo, lasciando libera l’area centrale dedicata all’immagine. È una soluzione mutuata dalle cineprese professionali che migliora sensibilmente la leggibilità durante le riprese.
Si chiama BIG6, già vista sulle telecamere CineAlta. In un’unica schermata vengono raccolte le sei impostazioni fondamentali durante una ripresa:
L’operatore può quindi modificare rapidamente i parametri principali senza navigare continuamente all’interno dei menu. Anche il nuovo sistema di menu riprende quello della FX6 e delle CineAlta, rendendo molto più semplice il passaggio da una videocamera Sony all’altra all’interno di una produzione multicamera.
Sony accompagna FX5 con una nuova impugnatura XLR-H2, progettata per trasformare la videocamera in una soluzione completa anche dal punto di vista audio.


A differenza di una semplice interfaccia esterna, la handle comunica digitalmente con la videocamera attraverso la slitta Multi Interface, evitando conversioni analogiche aggiuntive e mantenendo il segnale completamente digitale.
Le specifiche sono di livello professionale:
Quest’ultimo aspetto merita un approfondimento. La registrazione a 32-bit float aumenta enormemente la gamma dinamica del segnale audio, rendendo molto più semplice recuperare livelli troppo bassi o troppo elevati durante la post-produzione e riducendo il rischio di clipping. È una caratteristica sempre più apprezzata nella produzione documentaristica e nelle riprese ENG, dove non sempre è possibile controllare continuamente i livelli audio.
Per chi preferisce l’utilizzo del mirino elettronico, Sony introduce anche DVF-EL1, un nuovo mirino OLED rimovibile da 0,58″ con circa 7,07 milioni di punti. Supporta la visualizzazione HDR, una copertura cromatica equivalente allo spazio colore DCI-P3 e una gradazione a 10 bit, caratteristiche che permettono di valutare con maggiore precisione esposizione e colori direttamente durante le riprese.
Il sistema di inclinazione fino a circa 90° consente inoltre di lavorare comodamente anche con inquadrature dal basso o sopra la testa, una soluzione che richiama le videocamere cinematografiche tradizionali.
Se la qualità d’immagine rappresenta il primo elemento di valutazione, è probabilmente il workflow a distinguere maggiormente FX5 dalla precedente generazione. Sony ha progettato la videocamera affinché possa integrarsi facilmente in produzioni di qualsiasi dimensione. Tra le dotazioni figurano:
La nuova batteria NP-SA100, con capacità di 2.670 mAh, offre circa il 30% di energia in più rispetto alla diffusa NP-FZ100 e permette sessioni di registrazione più lunghe, un aspetto particolarmente importante durante documentari, eventi e produzioni dal vivo.
Anche il software gioca un ruolo centrale. L’applicazione Monitor & Control 3.0 amplia le possibilità di controllo remoto da smartphone, tablet e computer Apple, aggiungendo il supporto alla funzione EL Zone per un controllo ancora più preciso dell’esposizione. Parallelamente, Catalyst Prepare 3.0 introduce il supporto ai nuovi formati X-OCN C1 e C2, migliorando ulteriormente il flusso di lavoro nella fase di selezione, stabilizzazione e color grading del materiale registrato.
Sony ha già annunciato un importante aggiornamento firmware previsto nel corso del 2027. Tra le novità previste figurano:
Una scelta che conferma la volontà dell’azienda di far evolvere la piattaforma anche dopo il lancio commerciale.
Con FX5 Sony compie uno dei passi più significativi nell’evoluzione della Cinema Line. Il nuovo sensore full frame stacked, il supporto alle riprese Open Gate, la registrazione interna in X-OCN RAW, la tripla Base ISO e il Dual Gain Shooting non sono semplici aggiornamenti incrementali, ma introducono nella fascia compatta tecnologie finora riservate a modelli di categoria superiore.
A convincere, tuttavia, è soprattutto la visione d’insieme. FX5 nasce come una videocamera progettata intorno al workflow del filmmaker moderno, che deve passare rapidamente dalla produzione cinematografica ai contenuti per il web, lavorando con attrezzature sempre più leggere ma senza rinunciare alla qualità.
Se le prestazioni sul campo confermeranno quanto dichiarato da Sony e quanto emerso dalle prime prove internazionali, FX5 potrebbe rappresentare uno dei prodotti più interessanti dell’anno per videomaker professionisti, documentaristi e produzioni indipendenti. Più che una semplice evoluzione della FX3, segna la nascita di una nuova categoria all’interno della Cinema Line, destinata a colmare il divario tra le videocamere compatte e i modelli dedicati alle produzioni cinematografiche di livello superiore.