Con questa seconda generazione, lanciata in occasione del 75° anniversario del marchio, Tamron ha spinto ulteriormente i confini degli zoom all-in-one.

Il Tamron 25-200mm f/2.8-5.6 Di III VXD G2 rappresenta l’evoluzione di uno degli zoom Tamron “tuttofare”. Con questa seconda generazione, lanciata in occasione del 75° anniversario del marchio, ha spinto ulteriormente i confini degli zoom all-in-one, andando a correggere il principale limite del modello precedente e introducendo tecnologie di messa a fuoco di livello superiore.
Le principali novità
Questo zoom sostituisce il Tamron 28-200mm f/2,8–5,6 di quattro anni fa: il grandangolo è più spinto, mentre il peso e le dimensioni sono pressoché identici. Se osserviamo le caratteristiche tecniche, il diaframma è ora dotato di nove lamelle invece di sette, per garantire un bokeh più morbido, mentre sia la velocità dell’autofocus che il tracciamento del soggetto risultano migliorati grazie alla più recente tecnologia dei motori VXD.
La gamma delle focali dello zoom 8x rende l’obiettivo particolarmente versatile che, grazie anche alla focale grandangolare di 25mm, è un interessante obiettivo da viaggio.
Inoltre, la distanza minima di messa a fuoco di soli 16 millimetri a 25mm offre un rapporto di ingrandimento di quasi 1:2 in modalità macro, mentre il modello precedente raggiungeva “solo” 1:3,1.
L’obiettivo è compatibile con la Tamron Lens Utility, che consente all’utente di aggiornare il firmware e programmare funzioni personalizzate.
L’innesto filtri è, come sempre per Tamron, di 67mm.

Le innovazioni principali rispetto al modello precedente
Motore AF VXD (Voice-coil eXtreme-torque Drive)
Si passa dal motore passo-passo RXD al motore lineare magnetico VXD, più veloce, silenzioso e preciso, eccellente nel tracciamento di soggetti in rapido movimento, oltre che per la ripresa video.
Capacità macro
A 25mm, la distanza minima di messa a fuoco scende a soli 16 centimetri, offrendo un rapporto di ingrandimento massimo di 1:1,9 (praticamente una macro 1:2).
Anche a 200mm la distanza minima è notevole, 80 centimetri (rapporto 1:3,9).
Porta USB-C e Tamron Lens Utility
Ora è possibile collegare direttamente l’obiettivo al computer per aggiornare il firmware e personalizzare la risposta della ghiera di messa a fuoco, o assegnare funzioni specifiche al pulsante sul barilotto.
La costruzione
Questo Tamron è ben realizzato in materiale composito e metallo, con innesto in metallo; la messa a fuoco è interna, ma lo zoom si estende comunque in lunghezza di circa 6 centimetri.
Buona la protezione agli agenti atmosferici, con guarnizioni attorno all’innesto, sulla parte frontale e su tutti i punti di giunzione e i pulsanti.
Lo schema ottico è composto da 18 elementi in 14 gruppi con 9 lamelle del diaframma; gli elementi asferici sono 4, con tre lenti LD e una lente XLD.
Sul barilotto è presente un pulsante funzioni programmabile.
L’obiettivo presenta una porta USB-C integrata che consente aggiornamenti del firmware e regolazioni tramite Tamron Lens Utility.
Specifiche tecniche ed ergonomia
Dal punto di vista costruttivo, Tamron ha adottato il design ergonomico della linea G2: la finitura esterna è più resistente ai graffi e le ghiere dello zoom e del fuoco offrono un feedback tattile più fluido e preciso.
Nonostante gli ulteriori 3 millimetri guadagnati sul grandangolo e il nuovo motore AF, il peso rimane decisamente contenuto, 575 grammi, rendendo l’ottica perfettamente bilanciata sui corpi mirrorless Full Frame di Sony.
Resa ottica e prova sul campo

La nitidezza
E’ elevata al centro su tutta la gamma delle focali, in particolare a 25mm e alla massima apertura.
Chiudendo il diaframma il contrasto aumenta leggermente, ma non in modo significativo.
La diffrazione si fa notare ai valori di diaframma più chiusi.
La distorsione
E’ correggibile digitalmente tramite profilo nella fotocamera o in post-produzione.
Senza apportare correzioni si nota una leggera distorsione a barilotto a 25mm e una distorsione a cuscinetto alle focali maggiori. E’ un comportamento più che accettabile per un tale zoom.
Bokeh
Lo sfocato è piacevole, con punti rotondi; si notano accenni di “effetto cipolla” nelle alte luci, ma non disturbano più di tanto.
Caduta di luce.
E’ moderata ai bordi, un comportamento buono per un tale zoom.
Vignettatura
E’ visibile, ma viene in gran parte corretta digitalmente della fotocamera.
Aberrazione cromatica
E’ molto ben corretta: al centro non è visibile e anche ai bordi è molto contenuta.
Se necessario è facile da correggere
Messa a fuoco
E’ rapida e silenziosa grazie al motore lineare Tamron VXD. E’ un punto di forza per uno zoom da viaggio versatile e leggero.
Stabilizzazione dell’immagine
L’obiettivo usa la stabilizzazione fornita dalla fotocamera.
Video
Nel video le transizioni di fuoco sono fluide e silenziose, e la compatibilità con il sistema di tracciamento Eye-AF delle fotocamere Sony è immediata.
Pro
Contro
Il giudizio
Il Tamron 25-200mm f/2.8-5.6 Di III VXD G2 si conferma un interessante obiettivo da viaggio per il sistema Sony E-mount.
Non è un’ottica pensata per sostituire un corredo f/2.8 di alte prestazioni, ma è la scelta ideale per il fotografo di viaggio, per chi deve muoversi leggero o per chi cerca un unico obiettivo per un’intera giornata di lavoro e coprire un’ampia gamma di esigenze di riprese, dall’architettura ai dettagli macro, fino al ritratto rubato.
Toralf Sandåker
In collaborazione con www.fotomag.no
| Specifiche | Tamron 25-200mm f/2.8-5.6 Di III VXD G2 |
| Escursione focale | 25 – 200 mm (zoom 8x) |
| Apertura diaframma | f/2.8 (a 25mm) – f/5.6 (a 200mm), chiusura max f/16-32 |
| Motore AF | VXD (Lineare magnetico ad alta coppia) |
| Distanza min. fuoco | 0,16 m (wide) / 0,80 m (tele) |
| Rapporto ingrandimento | 1:1,9 (wide) / 1:3,9 (tele) |
| Diametro filtri | 67 mm (standard ecosistema Tamron mirrorless) |
| Dimensioni e Peso | 121,5 mm di lunghezza x 74 mm di diametro — 575 grammi |
| Costruzione | Tropicalizzata (guarnizioni nei punti critici) + Rivestimento al fluoro |