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Fotografia.it

Backup in viaggio: test Kioxia vs SanDisk

Quando occorre copiare 200–500 GB di file Raw e video il fotografo ha bisogno di un SSD di elevate prestazioni. Abbiamo sottoposto a test Kioxia Exceria Plus G2 e SanDisk Extreme Portable SSD V2 sia in una misurazione strumentale, sia in una prova pratica

Redazione fotografia.it | 30 Luglio 2026

Il marchio Kioxia è nato nell’ottobre 2019, quando la celebre divisione Toshiba Memory Corporation (inventrice storica delle memorie Flash NAND alla fine degli anni Ottanta si è staccata dal gruppo Toshiba a seguito di una ristrutturazione societaria, ribattezzandosi Kioxia Holdings Corporation.

Il nome Kioxia deriva dall’unione di due parole appartenenti a lingue diverse: Kioku (che in giapponese significa “memoria”) e Axia, che nella lingua greca significa “valore”. Unendo Kioku e Axia è così nato il nome Kioxia per una società che ha come mission “creare valore attraverso la memoria”.

Durante i miei viaggi c’è sempre un momento in cui, tra una foto e l’altra, mi ritrovo a fare i conti con la memoria che si riempie; è lì che scatta la corsa all’SSD, un acquisto quasi rituale che consente di portare a casa ogni immagine come un piccolo tesoro da custodire.

Nel tempo ho accumulati diversi SSD, ognuno con la sua storia, compagni silenziosi di un’avventura diversa; col passare degli anni ho iniziato a usarli anche nella fotografia di matrimonio.
Mentre lavoro, il mio MacBook M3 da 24 GB diventa una sorta di laboratorio mobile: apro, scarico, controllo, trasferisco; sono momenti frenetici in cui “ogni secondo conta” e la tecnologia deve seguire il mio ritmo alla stessa velocità.
Ho imparato sulla mia pelle che le schede più piccole (64 GB o 80 GB) sono le più veloci da gestire: le inserisci, trasferisci, svuoti, riparti: un ciclo continuo che, a forza di ripetersi, è diventato quasi una danza. E in questa danza gli SSD sono i miei compagni più fidati.

Dispositivi in prova
Per la prova ho scelto SanDisk Extreme Portable SSD V2 e Kioxia Exceria Plus G2 che si sono affiancati al mio MacBook Air M3, dotato di porte USB‑C 10 Gbps: come fotocamera ho usato la Sony A7R V, scattando sempre in Raw.

Sandisk
Blackmagic misura solo la velocità iniziale, quando la cache è vuota. Qui i due SSD sembrano equivalenti.

Blackmagic Disk Speed Test
(Benchmark sintetici)

SSD                 Scrittura               Lettura 

Kioxia              830                        847 

SanDisk           802                        807 

Dati MB/s

Blackmagic misura solo la velocità iniziale, quando la cache è vuota.
In questa prova i due SSD sembrano equivalenti, ma solo in apparenza.

AJA System Test Lite
E’ una delle applicazioni gratuite più famose e affidabili per macOS  e permette di misurare la velocità di lettura e scrittura di unità di archiviazione come SSD interni, hard disk esterni, pen drive o sistemi NAS di rete. 

Il Kioxia rimane costante. Il SanDisk parte forte, poi crolla.

Stabilità della velocità

SSD                    Min              Media       Max  

Kioxia                 830                  935            970

SanDisk              310                  486            908  

Test continuo per 15 minuti e file 64 GB

La valutazione
Kioxia rimane costante.
SanDisk parte forte, poi crolla.

Quando i benchmark non bastano

Non sono un amante dei test fatti con le App: producono numeri belli da vedere, ma non raccontano cosa succede davvero quando si lavora sul campo. Per questo ho deciso di provarli come faccio sempre: trasferimento reale, file reali, condizioni reali.
Ho copiato sui due SSD 755 GB di Raw, circa 40.000 file divisi in 8 cartelle, praticamente un intero servizio di matrimonio di foto scattate con Sony A7R V.
Risultato? I tempi di trasferimento sono praticamente identici, con la differenza di circa 40 secondi.

Kioxia Exceria Plus G2:                               ~2 h 15 min

SanDisk Extreme Portable SSD V2:            ~2 h 16 min

Fin qui, niente di sorprendente. Ma la parte interessante arriva dopo.

Temperatura: è qui che si vede la qualità

Ambiente:             29°C

Kioxia:                  36.7°C verso la fine

SanDisk:                49.8°C dopo 2 ore

E qui è la vera differenza. Il SanDisk scalda molto di più e quell’involucro in gomma trattiene il calore come una coperta.
Il surriscaldamento non è un dettaglio: può compromettere la stabilità del trasferimento e, nei casi peggiori, il salvataggio dei dati. Se la temperatura ambiente fosse stata di 10°C più elevata il San Disk avrebbe potuto arrestarsi.
Qui il Kioxia dimostra chiaramente una costruzione migliore.

Perché il test reale conta più del benchmark

I benchmark sintetici come AJA misurano il potenziale massimo dell’SSD con scrittura continua, file enormi, niente directory, niente metadati, niente pause.
Un backup vero è un’altra storia. Finder, ChronoSync o CCC devono:  

  • leggere migliaia di file
  • creare cartelle
  • aggiornare APFS
  • gestire permessi
  • aspettare il disco sorgente
  • aspettare il controller USB
  • gestire le pause del sistema operativo

In pratica, l’SSD passa un sacco di tempo in attesa e quando si copiano 40.000 file la differenza tra 480 MB/s e 930 MB/s pesa molto meno di quanto si pensi.

I benchmark servono a capire il comportamento dell’SSD in condizioni controllate: un backup reale introduce decine di variabili che riducono l’impatto della sola velocità di scrittura.

Test reale: 755 GB Raw

SSD                                                        Tempo 

Kioxia Exceria Plus G2                          ~2 h 15 min             

SanDisk Extreme Portable SSD V2       ~2 h 16 min             

Differenza: ~40 secondi

Nonostante il vantaggio del Kioxia nei test sintetici, nella copia reale il margine rilevato è minimo. E’ questo il punto: quando copi migliaia di file, la velocità dell’SSD è solo una parte della storia.

La valutazione
Nei benchmark il Kioxia Exceria Plus G2 è chiaramente più costante e più veloce, ma in un backup reale di circa 40.000 file Raw (755 GB), il vantaggio si traduce a soli 40 secondi.
Questo dimostra che, nel lavoro quotidiano, le prestazioni dell’SSD sono solo uno dei fattori che determinano il tempo totale di copia.

Il giudizio: la scelta migliore per i fotografi in viaggio
Se ogni sera devi copiare 200–500 GB di file Raw e video il fotografo ha bisogno di un SSD che non rallenti dopo 10 minuti, che non superi la temperatura di i 40°C, che mantenga una velocità prevedibile, che non faccia perdere tempo prezioso.
Il nostro test dimostra che, tra i due SSD in prova, la scelta preferibile è il Kioxia Exceria Plus G2 Il SanDisk rimane valido come robustezza e protezione IP65, ma nella valutazione complessiva di prestazioni e gestione termica è chiaramente inferiore.

Marco Brugnoli

Redazione fotografia.it
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