Quando occorre copiare 200–500 GB di file Raw e video il fotografo ha bisogno di un SSD di elevate prestazioni. Abbiamo sottoposto a test Kioxia Exceria Plus G2 e SanDisk Extreme Portable SSD V2 sia in una misurazione strumentale, sia in una prova pratica

Il marchio Kioxia è nato nell’ottobre 2019, quando la celebre divisione Toshiba Memory Corporation (inventrice storica delle memorie Flash NAND alla fine degli anni Ottanta si è staccata dal gruppo Toshiba a seguito di una ristrutturazione societaria, ribattezzandosi Kioxia Holdings Corporation.
Il nome Kioxia deriva dall’unione di due parole appartenenti a lingue diverse: Kioku (che in giapponese significa “memoria”) e Axia, che nella lingua greca significa “valore”. Unendo Kioku e Axia è così nato il nome Kioxia per una società che ha come mission “creare valore attraverso la memoria”.

Durante i miei viaggi c’è sempre un momento in cui, tra una foto e l’altra, mi ritrovo a fare i conti con la memoria che si riempie; è lì che scatta la corsa all’SSD, un acquisto quasi rituale che consente di portare a casa ogni immagine come un piccolo tesoro da custodire.
Nel tempo ho accumulati diversi SSD, ognuno con la sua storia, compagni silenziosi di un’avventura diversa; col passare degli anni ho iniziato a usarli anche nella fotografia di matrimonio.
Mentre lavoro, il mio MacBook M3 da 24 GB diventa una sorta di laboratorio mobile: apro, scarico, controllo, trasferisco; sono momenti frenetici in cui “ogni secondo conta” e la tecnologia deve seguire il mio ritmo alla stessa velocità.
Ho imparato sulla mia pelle che le schede più piccole (64 GB o 80 GB) sono le più veloci da gestire: le inserisci, trasferisci, svuoti, riparti: un ciclo continuo che, a forza di ripetersi, è diventato quasi una danza. E in questa danza gli SSD sono i miei compagni più fidati.
Dispositivi in prova
Per la prova ho scelto SanDisk Extreme Portable SSD V2 e Kioxia Exceria Plus G2 che si sono affiancati al mio MacBook Air M3, dotato di porte USB‑C 10 Gbps: come fotocamera ho usato la Sony A7R V, scattando sempre in Raw.


Blackmagic Disk Speed Test
(Benchmark sintetici)
SSD Scrittura Lettura
Kioxia 830 847
SanDisk 802 807
Dati MB/s
Blackmagic misura solo la velocità iniziale, quando la cache è vuota.
In questa prova i due SSD sembrano equivalenti, ma solo in apparenza.
AJA System Test Lite
E’ una delle applicazioni gratuite più famose e affidabili per macOS e permette di misurare la velocità di lettura e scrittura di unità di archiviazione come SSD interni, hard disk esterni, pen drive o sistemi NAS di rete.

Stabilità della velocità
SSD Min Media Max
Kioxia 830 935 970
SanDisk 310 486 908
Test continuo per 15 minuti e file 64 GB
La valutazione
Kioxia rimane costante.
SanDisk parte forte, poi crolla.

Quando i benchmark non bastano
Non sono un amante dei test fatti con le App: producono numeri belli da vedere, ma non raccontano cosa succede davvero quando si lavora sul campo. Per questo ho deciso di provarli come faccio sempre: trasferimento reale, file reali, condizioni reali.
Ho copiato sui due SSD 755 GB di Raw, circa 40.000 file divisi in 8 cartelle, praticamente un intero servizio di matrimonio di foto scattate con Sony A7R V.
Risultato? I tempi di trasferimento sono praticamente identici, con la differenza di circa 40 secondi.
Kioxia Exceria Plus G2: ~2 h 15 min
SanDisk Extreme Portable SSD V2: ~2 h 16 min
Fin qui, niente di sorprendente. Ma la parte interessante arriva dopo.
Temperatura: è qui che si vede la qualità
Ambiente: 29°C
Kioxia: 36.7°C verso la fine
SanDisk: 49.8°C dopo 2 ore
E qui è la vera differenza. Il SanDisk scalda molto di più e quell’involucro in gomma trattiene il calore come una coperta.
Il surriscaldamento non è un dettaglio: può compromettere la stabilità del trasferimento e, nei casi peggiori, il salvataggio dei dati. Se la temperatura ambiente fosse stata di 10°C più elevata il San Disk avrebbe potuto arrestarsi.
Qui il Kioxia dimostra chiaramente una costruzione migliore.

Perché il test reale conta più del benchmark
I benchmark sintetici come AJA misurano il potenziale massimo dell’SSD con scrittura continua, file enormi, niente directory, niente metadati, niente pause.
Un backup vero è un’altra storia. Finder, ChronoSync o CCC devono:
In pratica, l’SSD passa un sacco di tempo in attesa e quando si copiano 40.000 file la differenza tra 480 MB/s e 930 MB/s pesa molto meno di quanto si pensi.
I benchmark servono a capire il comportamento dell’SSD in condizioni controllate: un backup reale introduce decine di variabili che riducono l’impatto della sola velocità di scrittura.
Test reale: 755 GB Raw
SSD Tempo
Kioxia Exceria Plus G2 ~2 h 15 min
SanDisk Extreme Portable SSD V2 ~2 h 16 min
Differenza: ~40 secondi
Nonostante il vantaggio del Kioxia nei test sintetici, nella copia reale il margine rilevato è minimo. E’ questo il punto: quando copi migliaia di file, la velocità dell’SSD è solo una parte della storia.

La valutazione
Nei benchmark il Kioxia Exceria Plus G2 è chiaramente più costante e più veloce, ma in un backup reale di circa 40.000 file Raw (755 GB), il vantaggio si traduce a soli 40 secondi.
Questo dimostra che, nel lavoro quotidiano, le prestazioni dell’SSD sono solo uno dei fattori che determinano il tempo totale di copia.
Il giudizio: la scelta migliore per i fotografi in viaggio
Se ogni sera devi copiare 200–500 GB di file Raw e video il fotografo ha bisogno di un SSD che non rallenti dopo 10 minuti, che non superi la temperatura di i 40°C, che mantenga una velocità prevedibile, che non faccia perdere tempo prezioso.
Il nostro test dimostra che, tra i due SSD in prova, la scelta preferibile è il Kioxia Exceria Plus G2 Il SanDisk rimane valido come robustezza e protezione IP65, ma nella valutazione complessiva di prestazioni e gestione termica è chiaramente inferiore.
Marco Brugnoli