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Canon Powershot Zoom

Canon Powershot Zoom, la compatta perfetta per l’escursionista

Una fotocamera compatta, una action cam e un monocolo digitale. Tutto in un solo prodotto.

Francesco Carlini | 3 Marzo 2021

Canon ha presentato sul finire dello scorso anno una piccola fotocamera “stravagante, una “compatta diversamente compatta”. La definisco così principalmente per il fatto che la pensavo a destinata solo al mercato giapponese, visto il concept, ma mi sbagliavo. Recentemente l’azienda ha deciso di distribuirla in tutto il mondo. Inizialmente prevista in soli 1000 esemplari, dei quali la metà venduti in preordine prima dell’effettiva messa sul mercato, Powershot Zoom è un prodotto “differente” sotto tanti aspetti. Sicuramente per le forme ma anche, aspetto da non sottovalutare, per l’utilizzo al quale è destinata.

Proviamo ad inquadrarla subito. Canon la definisce una fotocamera compatta, in realtà non è solo questo: è sì una fotocamera ma anche una action cam e un monocolo. Anzi, io la definirei esclusivamente un monocolo digitale in grado di fare foto e video (cose che solitamente un monocolo non fa). Le forme sembrano già confermare la mia argomentazione ma, se avete dei dubbi, anche andando a fondo nell’utilizzo si arriva a questa conclusione. Perlomeno, ci sono arrivato io.

Canon Powershot Zoom: caratteristiche

Ben costruita non c’è che dire. Il concept è quello del monocolo per cui bisognerà far pace con l’ergonomia ed essere pronti a qualche sacrificio. Se avete mani grandi purtroppo potreste avere dei problemi iniziali perché i pochi pulsanti che servono per azionarla sono tutti molto vicini. A volte c’è il rischio di schiacciare qualcosa che non si vorrebbe. Misura 33.4 x 50.8 x 103.2mm. Nella parte superiore ci sono i pulsanti Zoom, ON/OFF e Menù, in quella inferiore la ghiera per la regolazione delle diottrie, il pulsante di scatto e quello di registrazione video. Sul lato sinistro lo sportellino che dà accesso al connettore USB-C e lo slot per Micro SD.

Non ci sono impostazioni manuali di alcun tipo, Zoom è completamente automatica: non c’è il bilanciamento del bianco o altre modalità che non siano quella Auto. Non si può giocare con i diaframmi. Il sensore è un CMOS da 1/3″ e 12 Mpxl, il processore è un Digic 8, obiettivo 100-400mm f/5.6 (800mm equivalenti in crop sul sensore) composto da 11 elementi in 8 gruppi, la gamma ISO va dai 100 ai 3200. La messa a fuoco è limitata a due modalità: area centrale e rilevamento volti, sia in AF singolo che in Servo. In raffica arriva ai da 10 fps ma non è certo il modello con il quale potrete fotografare agilmente l’azione o lo sport in generale. La stabilizzazione è a 4 assi (ma non c’è uno standard CIPA), in foto ma anche durante la registrazione video Full HD/30p.

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Canon Powershot Zoom – Sotto lo sportellino laterale ci sono il connettore USB-C e lo slot per schede Micro SD

Powershot Zoom ha come compagno quasi inseparabile lo smartphone. Tra l’altro ne condivide nella maggior parte dei casi la porta USB-C per la ricarica, per cui si potrà uscire con un solo cavo per ricaricare entrambi i dispositivi. Non ha un display dal quale regolare le impostazioni o visionare le immagini se non il piccolo mirino EVF da 0.39″. Se però non volete scendere a questo compromesso, in accoppiata con lo smartphone avrete tutto sotto controllo, dalle impostazioni (poche) alle foto. D’altronde questa compatta è fatta per sopperire alle ridotte focali dei device che abbiamo sempre in tasca. La connessione tra i due dispositivi è stabile e può essere anche lasciata sempre attiva, in questo modo ogni scatto fatto sarà copiato sul telefono.

Canon Powershot Zoom: il target

Poste così le caratteristiche sembrano abbastanza limitate ma questa non è una fotocamera per tutti. Con PowerShot Zoom non potrete certo andare a fare fotografia street, per quello ci sono altre Powershot tipo G5 X Mark II. Questo modello però trova in due nicchie ben definite il suo target di distribuzione: quella dei fotografi escursionisti e quella degli appassionati della natura in tutte le sue forme. Da chi ama fare semplici passeggiate a chi invece è alla ricerca di panorami mozzafiato. Ha un’escursione fissa, anzi due: 100mm e 400mm, si può arrivare anche agli 800mm ma solo con crop digitale, escursione limite che di certo non premia la qualità del risultato finale.

Ma appunto, le due nicchie. La prima, i fotografi naturalisti, la potranno trovare interessante per varie ragioni, in primis per gli appostamenti. Si pensi a chi pratica la caccia fotografica: molto spesso è un genere che prima dello scatto consta di svariati tentativi per trovare i giusti angoli per far fuoco sul soggetto. Questa “compatta” si potrebbe quindi rendere indispensabile per avere un panorama del luogo, trovare i punti di osservazione, appostarsi per studiare il territorio. È esattamente quello che si fa preventivamente con un binocolo o con un monocolo, solo che qui si porteranno a casa anche degli scatti di prova. Inoltre, fare i primi sopralluoghi con un oggetto che pesa solo 150 grammi e non essere costretti a portarsi dietro un intero corredo è sicuramente un plus notevole per la schiena.

Per gli escursionisti invece, ma anche solo gli amanti della natura e delle passeggiate, potrebbe essere invece una soluzione a dir poco perfetta. Pochi si portano dietro un corpo Full Frame (a meno che non escano con quell’intento), pochissimi una compatta. Alcuni utilizzano ancora le bridge, ma sono corpi ingombranti che hanno un peso specifico notevole; certo, hanno escursioni fino a 2000mm e tutti gli step di zoom intermedi, ma sono scomode. Con Powershot Zoom avrebbero sempre in tasca un piccolo oggetto tuttofare, ideale per guardare il paesaggio e all’occorenza scattare una foto. L’osservazione, è questo il senso con la quale è stata concepita..anche perché la qualità di foto e video non è eccelsa.

Canon Powershot Zoom: prova sul campo

Con questo modello bisogna “prenderci la mano”..in senso letterale. La conformazione dei tasti è completamente differente rispetto alle classiche fotocamere; solitamente si preme il pulsante di scatto con l’indice, qui con il pollice. L’indice serve ad azionare l’escursione dello zoom: con una pressione si passa a 400mm, con la seconda a 800mm, con la terza si torna a 100mm. Con lo stesso dito si può poi premere il pulsante menù e visualizzare le informazioni nel piccolo mirino. I più zelanti potrebbero pensare di ruotare la fotocamera e metterla “sottosopra” per poter scattare con il tanto amato indice. Beh, a loro consiglio di non farlo a meno che non vogliano che anche le loro immagini vengano salvate “sottosopra”.

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Canon Powershot Zoom – Nella parte inferiore ci sono i pulsanti Photo e Rec e la ghiera per la regolazione delle diottrie

Non è una punta e scatta. Questa compatta è stabilizzata ma non c’è un vero e proprio standard CIPA: bisogna fidarsi di quanto dice Canon, ovvero a 4 assi. Purtroppo il sistema non è così efficace come dovrebbe. Molte delle immagini che ho scattato sono risultate mosse: a 100mm non ci sono problemi, a 400mm cominciano le incertezze e a 800mm sconsiglio di scattare a meno che non siate appoggiati a qualcosa.

Qui la mia prima perplessità, soprattutto in vista del target al quale Powershot Zoom è rivolta: la mancanza di una filettatura per un treppiede. Lo spazio ci sarebbe. Strano che non sia stata messa soprattutto perché renderebbe possibili tante foto che a mano libera non si portano a casa. Per di più la forma di questa macchina non permette neanche di sfruttare una staffa da smartphone. Il corpo è troppo spesso per cui i ganci non arrivano a cingere la scocca.

Rimanendo in tema corpo macchina/target, ecco la mia seconda perplessità: la mancanza di una certificazione IP o dell’utilizzo di materiali più resistenti della plastica. La vita dell’escursionista può essere molto difficile: in montagna il tempo cambia da un momento all’altro, i sentieri possono essere impervi. Una certificazione, anche minima non per forza una dicitura “rugged”, che le consenta di resistere alle intemperie o alle cadute sarebbe stata molto apprezzata. La macchina sembra solida ma non a prova di vero e proprio maltrattamento. Inoltre che una struttura interna così complessa e pregiata, fatta di 11 elementi in 8 gruppi, non dovrebbe essere messa in pericolo da un possibile disallineamento dovuto alle cadute accidentali.

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Dati di scatto: 1/500s – f/6.3 – ISO 200 a 400mm

La costruzione ottica è però eccellente e lo si nota soprattutto nella resa dello sfocato. Non si potrà giocare con i diaframmi, ma già ad f/5.6 quello che rimane fuori dall’area di rilevamento centrale è piacevolmente sfumato lasciando intatto il soggetto principale.

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Dati di scatto: 1/500s – f/6.3 – ISO 125 a 400mm

Il sistema AF è molto basilare ma di giorno permette una comoda e precisa messa a fuoco anche su soggetti molto lontani. Dall’imbrunire in poi mostra però tutti i limiti dovuti al piccolo sensore. Diventa meno preciso fino ad essere ben poco utilizzabile di notte a meno che non si inquadri una fonte di luce diretta.

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Dati di scatto: 1/4000s – f/6.3 – ISO 100 a 400mm

Canon Powershot Zoom: conclusioni

Powershot Zoom non fa della qualità estrema il suo punto di forza ma concentra tutto sulla versatilità. Comoda da portare sempre con sé perché sta comodamente in tasca, veloce in accensione e sempre pronta a “vedere lontano” grazie all’escursione base di 100mm. Che l’intento sia la semplice osservazione o il vero e proprio scatto, questo monocolo digitale può arrivare senza problemi all’escursione di 400mm. Date le dimensioni, è un piccolo miracolo. Prezzo: € 339 sul sito Canon.


Canon Powershot Zoom: gallery

In questa gallery alcune immagini scattate con Powershot Zoom ai 100mm, ai 400mm e agli 800mm.

Francesco Carlini
In primis appassionato di fotografia, dal 2008 faccio parte del team di Editrice Progresso, storica casa editrice italiana fondata nel 1894, e gestisco il sito www.fotografia.it. Al lavoro redazionale e giornalistico nel corso degli anni ho affiancato il lavoro di prova dei prodotti e delle misurazioni di laboratorio riguardanti fotocamere, obiettivi e smartphone.
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