
Dietro la foto
Questa fotografia, parte del servizio “Supershow” scattato per Vanity Fair nel 2008, è una delle opere più teatrali e ironiche di Giovanni Gastel e rappresenta il punto d’incontro tra l’eleganza aristocratica del fotografo e il suo amore per il surrealismo giocoso.
In questa serie Gastel mette in scena un circo immaginario dove non c’è caos, ma pulizia formale. L’uso come partner della modella di un maiale, una scultura da scenografia estremamente realistica, è una scelta provocatoria; Gastel voleva ridicolizzare l’eccessiva serietà del mondo della moda, contrapponendo un abito da “gran sera” a un animale considerato “umile” per eccellenza.
La modella, nel ruolo di domatrice sofisticata, si impone non la forza, ma con la grazia, creando un contrasto surreale che ricorda le atmosfere di Federico Fellini, che Gastel ammirava profondamente.
Gastel non si è accontentato di un semplice fondale; per “Supershow” ha fatto costruire un vero e proprio palco teatrale all’aperto. Si notiil contrasto tra il pesante velluto rosso del sipario, con nappe e passamanerie dorate, e la natura incolta sullo sfondo. Questo “teatro nel bosco” è un omaggio alla sua infanzia e alle ville storiche della sua famiglia (come Villa Visconti), dove il confine tra interno ed esterno, tra rappresentazione e realtà, era sempre molto labile.
L’abito indossato dalla modella è un capolavoro di volumi, con una gonna di tulle immensa che Gastel ha disposto come se fosse una scultura.
Il “Circo” di Vanity Fair
Il 2008 è stato un anno di grandi produzioni per Vanity Fair Italia; Gastel ricordava questo servizio come uno dei più divertenti della sua carriera perché gli permise di giocare con oggetti di scena assurdi e sproporzionati.
Si racconta che sul set Gastel scherzasse sul fatto che “la moda è un circo meraviglioso, e noi siamo tutti parte dello spettacolo”. La sua capacità di non prendersi troppo sul serio, pur producendo immagini di insuperabile qualità tecnica, è ciò che lo rendeva unico nel panorama internazionale.
L’idea di un confronto tra Giovanni Gastel e Bruce Weber
Questo mese pubblichiamo su Tutti Fotografi gli articoli dedicati a Giovanni Gastel e Bruce Weber e ci siamo chiesti: perché non mettere a confronto i loro stili? Entrambi hanno celebrato la bellezza, ma se Weber lo ha fatto esaltando la Vita, Gastel ha celebrato il Sogno.
Paolo Namias
| Bruce Weber (foto Adirondacks) | Giovanni Gastel (foto Effetto Magico) | |
| Atmosfera | Calda, sensuale, caotica. | Astratta, fredda, metafisica. |
| Soggetto | La comunità, il contatto fisico, l’eros. | L’individuo come forma, il distacco, l’ideale. |
| Ambiente | Natura selvaggia. | Architettura rigorosa. |
| Suggerimento | “Sentiti libero e sporcati”. | “Sii perfetto e immobile”. |
L’intero articolo è pubblicato su Tutti Fotografi giugno
La mostra: Giovanni Gastel, Rewind
L’esposizione rende omaggio a un protagonista della fotografia contemporanea, attraverso oltre 250 immagini, che ripercorrono l’intera sua carriera, dalle prime copertine di moda agli still-life, dai ritratti alle campagne pubblicitarie e ai progetti a lui più cari.
In mostra si troveranno, inoltre, oggetti personali, strumenti di lavoro e, per la prima volta, i suoi scritti e le sue poesie, parti integranti del suo immaginario.
A cura di Uberto Frigerio.
Palazzo Citterio, Milano
Fino al 26 luglio