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Il vero vincitore del World Press Photo è il formato ridotto

Le immagini in alta risoluzione portano con sé il tesoro degli exif: dati di scatto e attrezzatura, informazioni preziose che consentono di trarre alcune conclusioni circa il lavoro di un professionista e “sfatare” qualche mito sulla fotografia moderna.

Francesco Carlini | 17 Aprile 2020

Ieri sera alle 22 sono stati annunciati i vincitori del World Press Photo 2020. Noi abbiamo ricevuto le immagini qualche giorno prima, sotto embargo per cui non mostrabili a nessuno prima del verdetto finale della giuria ad Amsterdam. Come sempre accade la Foundation ci mette a disposizione una miriade di cartelle condivise dalle quali scaricare le immagini in alta per la stampa e in bassa per il “social sharing”.

Le immagini in alta risoluzione portano con sé il tesoro degli exif: dati di scatto e attrezzatura, informazioni preziose che consentono di trarre alcune conclusioni circa il lavoro di un professionista (in questo caso tutti i fotografi giunti a contendersi il primato nelle categorie del World Press Photo 2020) e “sfatare” qualche mito sulla fotografia.

Primo su tutti quello che vede la Full Frame come l’unica macchina adatta ad un professionista: non c’è nulla di più sbagliato. Certo, per la fotografia commerciale in studio avere un enorme sensore è importante..ma non è questo il caso. Il World Press Photo quest’anno è stato vinto dal formato ridotto: Yasuyoshi Chiba con Fujifilm X-H1 e Romain Laurendeau con Fujifilm X100, X100T ed X100S. Se il totale delle pieno formato (tra cui Canon, Leica, Nikon e Sony) arriva a 18 modelli differenti, le APS sono ben 7..e sono tutte marchiate Fujifilm. Cosa ancora più interessante di questa lista è che non sono tutte ad ottica intercambiabile, perché le piccole compatte della famiglia X100 si sono rivelate perfette per un particolare tipo di narrazione.

Secondo mito da sfatare, quello per il quale “le reflex sono finite”. La tecnologia reflex è ancora quella più utilizzata e, nonostante in molti abbiano già messo la pietra tombale sulle macchine con lo specchio, queste si rivelano tuttora una delle scelte più sicure per un professionista: sono macchine affidabili e resistenti, prodotti che in condizioni limite non ti lasciano mai a piedi. E questo è l’aspetto più importante per un fotografo che lavora sul campo.

Non che le mirrorless non lo siano, i vincitori di questa edizione lo hanno ampiamente dimostrato. Al giorno d’oggi sono diventate una certezza anche per quanto riguarda l’affidabilità operativa nelle condizioni più disparate – oltre chiaramente ad essere un passo avanti in quanto a portabilità e leggerezza del corredo – ed infatti stanno recuperando terreno grazie anche alla loro versatilità. Il conteggio è quasi pari ovvero 13 per le reflex, 11 per le mirrorless: otto fotocamere Fujifilm (GFX 100, X-H1, X-T3, X-Pro2, X-T10, X100, X100S ed X100T), otto Nikon (D5, D4, D4s, D3, D850, D800, D750 e D600), cinque Canon (EOS-1D X Mark II, EOS 5D Mark IV, EOS 5D Mark III, EOS 5Ds ed EOS 5Ds R) e tre Sony (A7R III, A7R II ed A7 III).

Chiuso il capitolo “miti da sfatare”, nota a margine per chi vuole intraprendere una carriera sul campo: è bene notare come un professionista sia in grado di “adattarsi” alle condizioni che trova e sappia quale mezzo gli consenta di veicolare al meglio il suo messaggio. Sul campo quasi tutti hanno abbinato allo stesso servizio più corpi macchina: Fabio Bucciarelli (Canon EOS 5D Mk IV e Sony A7R III), Lorenzo Tugnoli (Sony A7R II e A7R III), Brent Stirton (Canon EOS 5D Mark IV ed EOS 5DS R), Daniele Volpe (Nikon D600, D3 e D850), Romain Laurendeau (Fujifilm X100, X100T e X100S) e Tatsiana Tkachova (Fujifilm X100T e X-T10). Comincia poi a far breccia anche il potenziale e il valore aggiunto ad un progetto editoriale che possono apportare i droni: un DJI professionale ha permesso infatti a Katie Orlinsky e Luca Locatelli di portare in cielo le loro EOS 5Ds e GFX 100.

Francesco Carlini
In primis appassionato di fotografia, dal 2008 faccio parte del team di Editrice Progresso, storica casa editrice italiana fondata nel 1894, e gestisco il sito www.fotografia.it. Al lavoro redazionale e giornalistico nel corso degli anni ho affiancato il lavoro di prova dei prodotti e delle misurazioni di laboratorio riguardanti fotocamere, obiettivi e smartphone.
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