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Fotografia.it

Composizione: il dinamismo delle linee diagonali

Le linee diagonali sono “binari” su cui collocare gli elementi importanti dell’immagine per invitare a leggerli.

Eugenio Tursi | 28 Maggio 2021
composizione_diagonali_1

Guida alla composizione: le linee diagonali

Perché le diagonali nella composizione fotografica sono importanti? Sono linee di cui ci si accorge soprattutto quando la fotografia viene stampata; la percezione dell’immagine stampata infatti è differente da quella della versione digitale a monitor, soprattutto nel caso delle pagine web piene di dettagli che distraggono.

Quando l’immagine è esposta in una mostra, il “rettangolo” della foto rappresenta una vera e propria finestra sul mondo visto dal fotografo; l’osservatore è portato a proiettare lo sguardo oltre la fotografia e la fuga prospettica dell’immagine prosegue in profondità.

In questo effetto, un ruolo importante è giocato dalle linee diagonali che fungono da “binari” su cui collocare gli elementi importanti dell’immagine per invitare a leggerli.

Non solo. Per una questione puramente geometrica la diagonale del fotogramma è la direttrice più lunga che possiamo tracciare e taglia in due l’immagine passando per il centro. Per noi fotografi è importante sapere che i soggetti posti su tale linea immaginaria avranno un impatto particolare su chi guarda.

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Guida alla composizione: le linee diagonali

Queste considerazioni valgono per tutti i generi fotografici, e non riguardano solo strade, scalinate o bicchieri disposti secondo tale andamento. Anche il ritratto può avere uno sviluppo diagonale, così come un paesaggio o una folla per strada; a suggerire questo andamento può essere anche la direzione di spostamento delle persone o la disposizione di ombre o luci; anche lo sguardo del soggetto può spingerci a esplorare lo scatto seguendo una linea diagonale.

Le linee diagonali sono “binari” su cui collocare gli elementi importanti dell’immagine per invitare a leggerli.

Componendo per le diagonali il suggerimento è di non focalizzarsi sugli angoli; il rischio è di perdere di vista il contenuto del fotogramma, ad esempio l’orizzonte nel paesaggio, la posizione degli occhi nel ritratto, la sovrapposizione dei piani nella Street.

Un altro fattore da tenere presente è la profondità di campo, visto che la composizione diagonale sfrutta la profondità della scena. L’andamento degli elementi è percepibile anche se la scena è immersa nello sfocato, per cui non cercate necessariamente il tutto a fuoco. Per altro la scelta del piano di fuoco e la relativa caduta di nitidezza sono espedienti molto usati nell’organizzazione di un fotogramma.

Il consiglio è quindi di valutare attentamente il diaframma: spesso si ha la sensazione di doverlo aprire molto per ottenere l’effetto di sfocatura voluto in quanto osservando l’immagine nel mirino i piani fuori fuoco ci appaiono più leggibili di quello che saranno poi nella foto.

Infine, ecco altri due piccoli sufferimenti dettati dall’esperienza: il teleobiettivo facilita la composizione diagonale “piatta”, ovvero che si presta per “ritagliare” parti della scena in cui il soggetto mostra questo andamento. Il grandangolare aiuta invece a cercare una disposizione “in profondità” sfruttando la naturale fuga prospettica.

Ma soprattutto non forzate l’andamento diagonale inclinando volutamente la fotocamera perché di questo tipo di orizzonti marini al tramonto e di filari di pioppi inclinati ne abbiamo visti a centinaia, e nessuno di loro è entrato nella storia della fotografia.

Esercizio: fotografate le “diagonali”

Come primo esercizio inquadrate con il grandangolare una scena che mostri una fuga prospettica, ad esempio una strada; attendete che vi transiti una persona che possa rendere la scena più interessante e scattate.

A breve uno spazio per caricare queste vostre immagini: le migliori saranno premiate.

Da Progresso Fotografico #67: Guida alla composizione

Eugenio Tursi
Nato a Firenze nel 1974, ho fatto tutto al contrario. Dia prima, camera oscura dopo. Prima dell'Hasselblad avevo già la digitale. Ho imparato da Alpino, frequentando ed insegnando poi in scuole di fotografia milanesi. Scrivo dal 1999, mi laureo in Informatica e ricollego il tutto alla fotografia digitale. Faccio anche il fotografo freelance oltre a coordinare Progresso Fotografico che conobbi nel 1995. Mi hanno insegnato 'qualcosa’ Leonardo Brogioni, Roberto Signorini, Gerardo Bonomo.
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