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La vita ai tempi del Coronavirus – Andrea Dani

Eugenio Tursi | 14 Aprile 2020

Il lavoro di Andrea Dani è particolare. Non vi è unicità di luogo, non di tempo e nemmeno una (comoda) continuità tecnica dettata dall’impiego di una stessa focale o di uno stesso stile di editing. Eppure questi scatti si riconoscono tutti come facenti parte di un medesimo progetto. Da questo punto di vista riuscire a mantenere un filo conduttore pur offrendo fotogrammi estremamente variegati è una dote prettamente reportagistica che non si improvvisa affatto. In secondo luogo il racconto dell’autore, prima ancora di leggerne le parole, è riuscito a comunicare da subito il senso di separazione dello stesso dai figli e dalla famiglia che è condiviso da molti per ragioni le più disparate. Ebbene questo senso di ulteriore isolamento nell’isolamento emerge forte dagli scatti dell’autore che lo affronta con piglio fotogiornalistico dei più limpidi e con tecnica oltremodo pragmatica. EGT.

Ecco la breve cronistoria della mia quarantena un po’ particolare.

Livorno 7 marzo 2020. Con le scuole chiuse ma tutte le attività ancora funzionanti l’idea era quella di portare mia moglie Sara (originaria di Roma) e i miei figli Alessio (7 anni) e Anna (6 anni) a Roma dai nonni, per poi riprenderli il weekend successivo, avendo io impegni lavorativi a Livorno durante la settimana.

Ciò che è successo dopo era però impensabile.

Il 10 marzo l’Italia viene bloccata, il 12 marzo viene proclamata la pandemia, il 13 e 14 marzo una leggera febbre e una fastidiosa tosse (fortunatamente durati solo 2 giorni) mi fanno pensare al peggio… e le notizie che arrivano dai TG sono drammatiche.

Decido quindi di isolarmi dal mondo per 20 giorni, con la famiglia a 300 km di distanza (in buone mani, ovviamente) e il mondo fuori che si ferma.

Le giornate scorrono tra smart-working, voglia irrefrenabile di avere notizie su quello che succede fuori ad ogni ora, le conferenze della Protezione Civile con i loro numeri, la vita fuori vista dal mio balcone, la famiglia vista tramite video-chiamata, mia sorella che mi porta la spesa (lasciandola fuori dalla porta), il tavolo della sala che diventa il centro del mio universo, il 31 marzo con le bandiera a mezz’asta e io che esco trovando la mia città completamente vuota.

Giorni di paura, di apprensione, di disperazione, di silenzi e di calma, dove ho pianto e riso da solo… giorni che volevo immortalare ed è quello che ho fatto.

Questa è stata la mia quarantena nel mese di marzo… oggi 10 aprile, dopo più di un mese, la mia famiglia è riuscita a tornare a casa… inizia per me la quarantena 2.0!

Andrea Dani

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Eugenio Tursi
Nato a Firenze nel 1974, ho fatto tutto al contrario. Dia prima, camera oscura dopo. Prima dell'Hasselblad avevo già la digitale. Ho imparato da Alpino, frequentando ed insegnando poi in scuole di fotografia milanesi. Scrivo dal 1999, mi laureo in Informatica e ricollego il tutto alla fotografia digitale. Faccio anche il fotografo freelance oltre a coordinare Progresso Fotografico che conobbi nel 1995. Mi hanno insegnato 'qualcosa’ Leonardo Brogioni, Roberto Signorini, Gerardo Bonomo.
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