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Fotografia.it

Bruce Weber: sensualità e libertà

Paolo Namias | 22 Maggio 2026

Dal bianconero al colore, la sua carica vitale innova profondamente la fotografia di moda con set popolati da ragazzi, musica e animali. In mostra anche un commovente ritratto di Muhammad Ali (Cassius Clay) in cui il vecchio pugile incontra i giovani atleti.

Adirondacks, New York, 2003. © Bruce Weber, courtesy of FaheyKlein Gallery, Los Angeles
Adirondacks, New York, 2003. © Bruce Weber, courtesy of FaheyKlein Gallery, Los Angeles

Dietro la foto

 Il set come “comunità”

Questa fotografia scattata nel 2003 nella splendida e selvaggia regione dei monti Adirondack (nello stato di New York) è un perfetto esempio dell’inconfondibile stile di Bruce Weber.  L’immagine fa parte di una serie che celebra la giovinezza e la libertà in una fusione quasi pagana con la natura.

I set fotografici di Bruce Weber non somigliavano a nessun altro nel mondo della moda: invece di sessioni di posa rigide e immerse nel silenzio, Bruce Weber amava creare una vera e propria atmosfera di festa e comunità.

Spesso portava con sé nei luoghi delle riprese, spiagge o fiumi sperduti nei boschi, decine di persone: modelli, atleti, ballerini, ma anche i suoi amati cani e gli assistenti storici, con lo scopo di far dimenticare ai soggetti la presenza dell’obiettivo.

Le effusioni e i giochi in acqua di questa foto non erano pose costruite a tavolino, ma il risultato di ore passate a nuotare e scherzare insieme. Weber sapeva cogliere l’attimo fuggente.

Il mito di una moderna Arcadia

Con questo scatto negli Adirondacks Bruce Weber ha voluto ricreare una sorta di moderna Arcadia.

La regione degli Adirondacks è storicamente famosa per i suoi laghi scuri, le foreste fitte e i “Great Camps” (le lussuose baite dell’età d’oro della storia americana, dal 1870 al 1900 circa).

Bruce Weber, tuttavia, spoglia l’ambiente da ogni traccia di civiltà e di Status Sympol, lasciando solo i corpi nudi dei modelli immersi nell’acqua scura, avvolta dalla foresta. Questa foto potrebbe essere stata scattata nel 1920, nel 2003 o anche ieri.

Musica e “disordine controllato”

Anche nel mezzo della foresta più fitta, o su una canoa in mezzo a un lago, Weber trovava sempre il modo di far suonare della musica per dettare il ritmo emotivo della giornata. Amava il jazz classico e la bossanova, ma non disdegnava la musica pop se riusciva a far ballare e sciogliere i ragazzi.

Il “disordine controllato” era la sua cifra stilistica: lasciava che le persone si muovessero liberamente, creando composizioni dinamiche e caotiche che poi lui, con il suo occhio, riusciva a bilanciare perfettamente nell’inquadratura. Si osservi la figura solitaria sulla roccia che bilancia le coppie in primo piano).

Le opere di Bruce Weber di questo periodo camminavano spesso sul filo del rasoio tra fotografia di moda, feticismo e arte visiva; molti critici hanno sottolineato la forte carica omosessuale e la sensualità esibita. Per Bruce Weber tuttavia la nudità non era concepita come scandalosa o puramente erotica, quanto piuttosto come celebrazione della bellezza e di una libertà lontana dai tabù della società moderna.

La mostra
Bruce Weber: “Try a Little Tenderness”
Fahey/Klein Gallery
148 North La Brea Avenue, Los Angeles, CA 90036, Stati Uniti.
www.faheykleingallery.com

L’intero articolo sarà pubblicato su Tutti Fotografi giugno

Paolo Namias
Direttore editoriale delle pubblicazioni di Rodolfo Namias Editore
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