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Covid-19: in sofferenza VSCO e GoPro

Redazione fotografia.it | 20 Aprile 2020

Rivedere i propri modelli di business, questa la priorità per alcune aziende in questo momento. Ciò non passerà solo attraverso i licenziamenti, come sta avvenendo in VSCO, ma anche attraverso un rapporto più diretto con il consumatore, come invece sarà per GoPro.

Due modelli distinti, due scelte ad ora differenti quelle di due aziende americane importanti come VSCO e GoPro che devono affrontare il lockdown causato dal coronavirus e che, evidentemente, sta cominciando a farsi sentire finanziariamente in maniera importante. Con un post sul suo profilo LinkeIn, Joel Flory – CEO VSCO – ha comunicato che lascerà a casa circa il 30% del suo team, 45 persone su un totale di 145. Tutto ruota attorno ad una “gestione autosufficiente” che la sua azienda dovrà perseguire nel futuro prossimo: essendo strutturata ancora come start-up, VSCO dipende probabilmente in maniera pesante anche da investimenti esterni.

Nonostante questo Flory garantirà ai dipendenti licenziati 7 mesi di stipendio e almeno 2 mesi di assicurazione sanitaria. Inoltre ha confermato che nuove funzionalità arriveranno presto sulla piattaforma. VSCO, che dapprima produceva filtri e preset per Lightroom e Photoshop, da anni è diventata una piattaforma per la fotografia creativa con una community numerosissima accessibile tramite app: oltre ai preset originali, oltre 200 simulazioni pellicola, strumenti per l’editing fotografico e il montaggio video, concorsi settimanali, tutorial per i membri.

Discorso differente per una vera e propria azienda come GoPro. Con un comunicato stampa ufficiale sul sito, il CEO dell’azienda Nicholas Woodman ha annunciato la necessità di passarre a un modello di business “più efficiente e redditizio, diretto al consumatore.” Anche qui arriveranno i licenziamenti, circa il 20% del personale a livello globale (200 dei 926 dipendenti rispetto al 2019) che porteranno in dote all’azienda un risparmio sulle spese di circa 100 milioni di dollari. Ma l’anno prossimo non sarà da meglio, in quanto è previsto il raggiungimento di un altro risparmio sulle spese di circa 250 milioni. Tutto questo “responsabilmente”, ovvero non senza sacrifici anche personali: sia Woodman che tutto il consiglio di amministrazione hanno deciso, in linea con questa filosofia, di non percepire gli stipendi del 2020. La nuova strada perseguita da GoPro, che sta studiando da anni, è quella della vendita diretta del prodotto senza passare per un intermediario – ovvero un distributore – e solo attraverso “rivenditori selezionati”.

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