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Testing, training and supporting – Intervista a Yasuo Baba, Pro Director Sony Europe

Redazione fotografia.it | 29 Ottobre 2019

Sony si sta affacciando al mondo dei professionisti da ormai qualche anno e con discrete fortune, sempre più spesso durante gli eventi si cominciano a notare ottiche GM e corpi A. Sony A9 (nel 2017 il nostro reportage alla Kumamoto Tech dove Sony fabbrica i sensori e, sempre nel 2017, alla Sony Technology Thailand dove l’azienda costruisce le macchine) è stata un ariete in questo senso, perché ha permesso all’azienda di andare oltre ai classici segmenti professionali quali il ritratto e puntare davvero in alto, dove le esigenze si fanno più impellenti e le richieste dei clienti più stringenti: lo sport e il reportage. Ma per fornire un servizio davvero completo al fotografo professionista una macchina fotografica prestante non basta, serve un service presente e capillare ma soprattutto veloce e preciso ed è per questo motivo che da ormai 3 anni Sony si sta dando da fare per ampliare il Pro Support che ora è presente in svariati Paesi del Mondo.

“There is no secret, no shortcuts: professional want to feel good relationship with the the brand and good supporting.”

La settimana scorsa siamo stati all’Alpha Pro Experience, un evento al quale partecipano alcuni dei fotografi più importanti del mondo per scoprire le novità e provare sul campo in anteprima le nuove soluzioni dell’azienda. In questa cornice era presente anche Yasuo Baba, Director Pro Marketing Digital Imaging Sony Europe, al quale abbiamo rivolto qualche domanda.

Yasuo Baba – Director Pro Marketing Digital Imaging Sony Europe

Quali servizi fornite in qualità di Pro Support?
Y.B. – Diamo la soluzioni a problemi giornalieri quali la pulizia, la riparazione e la sostituzione del prodotto e cerchiamo di aiutare i professionisti in ogni loro sfida. Punto fondamentale per poter far questo è lo scambio delle rispettive competenze, da come migliorare il workflow a come avere nuove idee di business: per noi supportare il professionista vuol dire migliorare in quello che facciamo e, di conseguenza, nel servizio che offriamo.

Guardando al futuro, qual è la vostra visione del mercato professionale?
Y.B. – Il futuro vedrà l’affermarsi dei contenti creators. Anni fa pensavamo solo alle testate giornalistiche, al web o alle tv, ora guardiamo anche ai social media dato che sono in grado di parlare ad un pubblico estremamente vasto e differente. Ai tempi della fotografia analogica entrare nel mercato era estremamente difficile: si doveva studiare molto, fare un investimento importante in attrezzatura e trovare i canali giusti per poter vendere le proprie fotografie. Ora, con il digitale e il web, farsi conoscere e cominciare ad avere un mercato è molto più facile, basta anche solo scattare migliaia di foto. Per questo motivo il mercato dei professionisti è sempre più difficile e sempre più concorrenziale rispetto al passato. Per questo motivo un professionista oggi non può non permettersi di adagiarsi, è costretto ad imparare sempre cose nuove..come a comunicare anche attraverso i video e non solo con la fotografia, ad esempio.

In quale segmento professionale Sony è più presente?
Y.B. – Nello sport (Moto GP, sci e sport invernali in generale) ci stiamo espandendo molto grazie alla rapidità del nostro sistema AF, alla raffica e alle ottiche a lunga focale come il 400mm e il 600mm GM. Ad esempio, per quanto riguarda gli obiettivi, siamo gli unici ad utilizzare un motore magnetico per la messa a fuoco dove invece altri usano il movimento rotatorio degli elementi interni: questo garantisce non solo velocità del comparto AF ma anche una estrema precisione. Detto questo, anche nel matrimonio e nel reportage stiamo acquisendo quote importanti.

In tema di Moto GP, la vostra percentuale di fotografi accreditati sulla griglia di partenza è del 10%: ora che avete gli obiettivi adatti, quali potrebbero essere le chiavi per aumentare questa percentuale?
Y.B. – La chiave è avere i mezzi per rispondere alla domanda “Come faccio ad ottenere di più cambiando sistema?” La cosa più importante è che mettano mano ai nostri prodotti e li utilizzino sul campo: un professionista ha bisogno di lavorare in velocità, per queso motivo deve sapere a memoria come raggiungere ogni tasto o scorciatoia sul proprio corpo macchina. Questo è l’aspetto che più spaventa un professionista, il rischio di perdere tempo..e in questo caso solo una prova approfondita del sistema può dargli le giuste garanzie. Noi non diciamo di essere i migliori, tutti fanno prodotti ottimi e competitivi in questo mercato; siamo convinti che ognuno debba decidere in maniera autonoma il giusto prodotto per le proprie esigenze, per questo pensiamo che la prova sul campo sia fondamentale.

Qual è il vostro rapporto con le grandi agenzie stampa?
Y.B. – Sono sempre di più le agenzie che ci chiedono di supportare particolari eventi giornalistici, merito anche di alcune caratteristiche delle nostre Sony A come ad esempio il Silent Shutter. Di come il “click” della fotocamera non sia gradito in alcune situazioni posso fare un paio di esempi: al Royal Wedding e durante l’incontro tra Angela Merkel e Donald Trump le nostre Sony A sono state le uniche fotocamere ammesse. Nel secondo caso addirittura la Cancelliera chiese ai fotografi “Ma non state scattando?”

La nuova Sony A9 II è un prodotto per i professionsiti ma guarda alle agenzie infatti..
Y.B. – Esatto. La nostra strategia è quella di fornire il prodotto giusto per la situazione giusta. Tutti pensano che una fotocamera debba avere sempre tutto al suo interno, ma le cose non stanno proprio così: la A9 non è rivoluzionaria ma è la macchina giusta per i professionisti e le agenzie stampa. Anche A9 è per i pro ma non aveva alcune caratteristiche fondamentali per le agenzie come il voice tag. Inoltre anche il trasferimento tramite FTP era da migliorare essenso più lento rispetto a quello dei nostri competitors. Ora le cose sono cambiate, A9 II è una macchina davvero completa.

Redazione fotografia.it
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