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Inside Sony Technology Thailand: dove si assembla la Sony A9

Il mese scorso vi ho mostrato la fabbrica dei sensori Sony e descritto le varie fasi della produzione che portano alla nascita di un sensore Exmor. Ora è la volta della fabbrica di Chonburi dove quei sensori vengono montati sulle fotocamere: stiamo entrando nella Sony Technology Thailand.

Francesco Carlini | 15 Gennaio 2018

La fabbrica si trova a circa un’ora di auto da Bangkok; sembrerebbe una notevole distanza, ma non è così.. il traffico è intenso ad ogni ora del giorno. In questa fabbrica si producono le fotocamere e gli obiettivi top di gamma: A6000, A6300, A6500, A7, A7R, A7S, A99II, A9 e le ottiche G Master e Zeiss. Anche in questo caso le regole sono ferree: niente scatti se non nelle zone autorizzate, ovvero la zona del montaggio delle mirrorless Full Frame; quella dedicata alle ottiche GM e Zeiss abbiamo potuto vederla solo attraverso ad un vetro… e neanche tutta. Sony Technology Thailand è una fabbrica completamente diversa da Kumamoto TEC: qui il ruolo delle macchine è sì importante, ma vi è anche molto personale con una attenta divisione del lavoro; ogni dipendente è formato per determinati compiti e lavora in aree precise, delimitate da tornelli, e può accedere solo a quelle autorizzate; a rimarcare questa suddivisione sono le differenti calzature della divisa da lavoro che riportano all’interno della suola un codice a barre che permette o nega l’accesso al tornello e quindi alla propria area di lavoro. Il controllo della produzione è continuo; ogni passaggio è verificato minuziosamente per garantire il rispetto della progettazione. Per quanto riguarda gli obiettivi realizzati secondo le specifiche Zeiss, un tecnico tedesco visita la fabbrica due volte l’anno.

La catena di montaggio

Gli operai sono molto giovani e vengono formati in un’area dedicata dove è stata allestita una linea di montaggio “scuola” per far pratica: di fronte ad un operaio specializzato, abbiamo visto una ventina di ragazzi che venivano addestrati per montare una macchina da zero.. ovvero dal cacciavite elettrico. Questo infatti è uno strumento di lavoro molto importante, verrebbe da dire il più importante, per cui è necessario saperlo usare praticamente ad occhi chiusi. L’addestramento è severo e l’insegnante controlla i ragazzi con un cronometro: solo i più veloci e i più precisi potranno entrare a far parte dell’azienda, per tutti gli altri sarà stata solo un’esperienza formativa da mettere a curriculum. I ragazzi provengono infatti da scuole specializzate e questo addestramento nella fabbrica Sony è una sorta di stage. Quelli selezionati vengono distribuiti sulle varie zone di montaggio secondo tre livelli di capacità in base alla rapidità di esecuzione del lavoro. Per capire quanto sia importante questa scrematura, ricordiamo che da questa fabbrica esce una nuova Sony A9 ogni due ore. Per consentire agli operai di reggere questi tempi sono previste delle pause di 15 minuti ogni 2 ore di lavoro, oltre ad altre pause e cambi di mansione: a scadenze alterne sono infatti inviati in un’altra sezione della fabbrica per ridurre l’alienazione di questo lavoro. Un’altra scrematura degli operai avviene in base al sesso. Alla linea di montaggio abbiamo notato come i lavori di precisione vengano svolti dalle donne, sia per una questione caratteriale (rimasta a noi ignota) che per una caratteristica fisica, le dimensioni delle mani.. non dimentichiamoci che le viti da fissare con l’avvitatore elettrico sono minuscole. A suffragare questa pratica, l’unico uomo presente era infatti addetto al confezionamento – all’inserimento del prodotto nelle scatole.

Le linee di produzione sono due, una di fronte all’altra, e gli operai lavorano fianco a fianco per facilitare i passaggi di consegne; tra loro infatti c’è una specie di “piatto” sul quale ognuno appoggia il componente che ha appena assemblato per passarlo alla successiva lavorazione. I ritmi sono serrati e non c’è mai un secondo di pausa. L’assemblaggio delle schede madri e delle componenti elettroniche viene invece eseguito in una linea automatizzata che monta ad uno ad uno ogni componente. Sono componenti minuscoli, misurano 0.2 x 4 millimetri e devono essere montati con precisione a distanza di 0.2 millimetri l’uno dall’altro; logico quindi che questa lavorazione sia demandata ad una macchina. L’uomo deve invece controllare al microscopio se il montaggio è stato eseguito in modo corretto. Alla linea di produzione i passaggi sono in tutto cinque: Sub assemblyMainAdjustmentInspection e Pack. Nell’area Sub assembly vengono montati monitor LCD, mirino e scheda madre; nella Main si completa la macchina con le ghiere, i pulsanti, la scocca anteriore e posteriore e la calotta. Poi in Adjustment si installa il firmware e in Inspection viene fatto il controllo del montaggio. Infine vi è la zona Pack, dove il prodotto viene inserito nella confezione per la distribuzione.

Ecco tutte le immagini scattate nella Sony Technology Thailand.

Francesco Carlini
In primis appassionato di fotografia, dal 2008 faccio parte del team di Editrice Progresso, storica casa editrice italiana fondata nel 1894, e gestisco il sito www.fotografia.it. Al lavoro redazionale e giornalistico nel corso degli anni ho affiancato il lavoro di prova dei prodotti e delle misurazioni di laboratorio riguardanti fotocamere, obiettivi e smartphone.
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