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Fotografia.it

Regine: un progetto di grande empatia

Redazione fotografia.it | 27 Settembre 2023

L’ideatore del progetto Regine è Eros Mauroner, insieme a Enzo Genna, che lavora come animatore nel campo delle terapie non farmacologiche in strutture per anziani.

Le protagoniste di questi scatti del fotografo Eros Mauroner sono ventitré anziane signore, ospiti di due residenze assistenziali milanesi: Il Sole di Cinisello Balsamo e l’istituto Agostoni di Lissone.

Alcune di loro convivono con una forma di demenza senile e per tutte impegnarsi a interpretare una dama, una regina, del tempo passato, è stata un’esperienza carica di emozione. Un diversivo alla routine, spesso noiosa, di tutti i giorni.

C’è chi ha scelto la Dama con l’Ermellino di Leonardo Da Vinci e per trasformarsi, in mancanza dell’ermellino, ha posato con una piccola cavia usata per la pet therapy. Un’altra ha scelto la Dama in verde del Bronzino, un’altra ancora ha preferito il Ritratto di Donna di Rogier van der Veyden, tutte hanno amato trasformarsi in una dama del Rinascimento per un giorno.

“Sono andato a cercarle nelle residenze assistite dove vivono – racconta Eros Mauroner- con le loro rughe, le difficoltà, le carrozzelle, con la loro solitudine, pur circondate da personale, uomini e donne dell’assistenza che si prodigano per cure e affetto, attenzioni e vitalità”.

Mettersi davanti alla macchina fotografica, per la prima volta dopo tutta una vita, e riscoprirsi belle, ancora, sentirsi coccolate, apprezzate, vitali: è questo uno degli obiettivi del progetto.

Come è nato il progetto

“L’idea di queste fotografie mi è venuta dopo averne fatta una quasi per gioco con la mamma di un amico, una donna spiritosa e ironica con la quale, improvvisando ho ricostruito la Ragazza con l’orecchino di Perla di Vermeer.

Il costume è improvvisato è stato approntato al momento in pochi minuti, tutto il lavoro è molto immediato, veloce, spontaneo.

Le donne ritratte esprimono una bellezza amplificata dalle immagini, immagini che sono parte della nostra storia. Queste donne diventano dame e regine e nella fotografia si accentua l’eleganza del portamento, la fierezza e il coraggio della vita, unito all’occhiata complice, nella sua malizia, nel suo bisogno di amore e illusione, nel candore del tenerissimo sguardo con cui si mette in posa.

Per realizzare la serie sono andato a cercare queste donne nelle residenze assistite dove vivono, con le loro rughe, le difficoltà, le carrozzelle, con la loro solitudine, pur circondate da personale, uomini e donne dell’assistenza che si prodigano per cure e affetto, attenzioni e vitalità.

Lo so non è una novità, ma con l’amico Enzo Genna abbiamo giocato insieme a loro, abbiamo presentato una serie di ritratti della storia dell’arte, ognuna ha scelto in libertà il quadro che voleva interpretare, poi abbiamo allestito le scene improvvisando con pezzi di tele, molto rapidamente e quindi con molte imperfezioni, le nostre modelle sono state strepitose, hanno partecipato con dignità e fierezza.

Il progetto vuole portare i visi delle donne anziane e delle opere cui si ispirano a ritrovarsi assieme in un continuum senza tempo in cui si possano ri-vedere e ri-amare.

Il ritratto come raffigurazione di una persona mostra non solo quello che essa è, ma anche quello che vorrebbe essere, il suo sogno, il suo possibile. Nelle fotografie il ritratto per sua peculiarità è quanto di più verosimile ci sia nel concetto di rappresentazione del reale.

Queste anziane hanno sul viso le rughe che sono il segno tangibile del tempo, del vissuto, a cui con questo progetto vogliamo rendere omaggio. Il quadro mostra il passare del tempo con le scoloriture, con le piccole crepe nel colore, con mancanze di tono … proprio come sul viso vissuto.

Ironicamente considero anche il tempo sospeso e congelato in un immagine, recuperato da queste figure come fossero una sorta di varie Dorian Gray, cui l’immagine restituisce la bellezza e il fascino che non siamo abituati a notare.

La serie di scatti tratta, con impegno sociale, il concetto di “vera bellezza”, quella che non sfiorisce ma si trasforma restando così intatta nel tempo.

Gli occhi, lo sguardo, sono la porta che si apre sui mondi e le emozioni che ognuno porta con sè.

Il ritratto fotografico è quanto di più verosimile ci sia nel concetto di rappresentazione del reale.”
Eros Mauroner

La mostra fotografica, esposta all’interno dell’Alzheimer Fest  a Gavirate (sul Lago di Varese), rientra nel programma del festival di della Fotografia Etica a Lodi fino al 29 ottobre

www.festivaldellafotografiaetica.it

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