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Fotografia.it

Uccisa in raid israeliano in Libano la giornalista Amal Khalil

Redazione fotografia.it | 23 Aprile 2026

Il caso ha suscitato una fortissima ondata di sdegno internazionale, non solo per la perdita di una voce autorevole del giornalismo locale, ma per le circostanze drammatiche del decesso.
Amal Khalil, 43 anni, era una nota cronista del quotidiano libanese Al-Akhbar; la sua morte è avvenuta durante un raid aereo israeliano nel villaggio di Tiri, nel distretto di Bint Jbeil.
Khalil si trovava sul campo per documentare i recenti attacchi nella zona insieme alla fotografa freelance Zeinab Faraj; dopo un primo raid che ha colpito un veicolo civile vicino a loro, le due giornaliste hanno cercato rifugio in un’abitazione privata.
Secondo le testimonianze e il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ), l’edificio dove si erano rifugiate è stato colpito: Amal Khalil è rimasta intrappolata sotto le macerie per circa sette ore.

Il blocco dei soccorsi

Le autorità libanesi e la Croce Rossa hanno denunciato l’impossibilità di raggiungere il sito per ore a causa del fuoco persistente e di attacchi che avrebbero preso di mira persino le ambulanze che tentavano l’approccio.
Quando i soccorsi sono finalmente riusciti a entrare a Tiri, scortati dall’esercito, hanno trovato il corpo senza vita della giornalista.

Poco prima di morire, Amal aveva pubblicato un post su Facebook descrivendo una situazione di estrema tensione a Ain Ebel, dove i paramedici si erano rifiutati di consegnare un ferito alle forze israeliane nonostante le minacce.

Elsy Moufarrej, segretaria del sindacato dei giornalisti libanesi, ha ricordato che Amal Khalil aveva ricevuto minacce di morte esplicite via SMS già nel settembre 2024, il che alimenta l’accusa di un “omicidio mirato”.

Questo tragico evento è avvenuto proprio mentre a Washington si stava preparando un nuovo round di colloqui per il cessate il fuoco, rendendo la situazione diplomatica ancora più incandescente.

La lunga lista di giornalisti morti nel 2026

La morte di Amal Khalil si aggiunge a una lista già lunga: solo poche settimane fa, il 28 marzo 2026, altri tre operatori dell’informazione (tra cui Fatima Fatouni di Al-Mayadeen) erano rimasti uccisi in un raid a Jezzine.
Il 2026 si sta delineando come uno degli anni più letali per la stampa in Medio Oriente.

Amal Khalil era considerata un punto di riferimento per il giornalismo d’inchiesta nel sud del Libano; la sua scomparsa lascia un vuoto significativo nella narrazione indipendente dei conflitti di confine.

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