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Fotografia.it

Il Premio alla carriera di Santi Visalli

Paolo Namias | 22 Aprile 2026
La copertina di Zoom che abbiamo dedicato a Santi Visalli
La copertina di Zoom che abbiamo dedicato a Santi Visalli

American Photography Archives Group (APAG) ha assegnato il premio alla carriera al fotografo Santi Visalli definendolo un “testimone oculare che ha lasciato un’impronta indelebile”.

Santi Visalli, nato a Messina nel 1932 e trasferitosi negli USA con soli 60 dollari in tasca, rappresenta il “sogno americano” applicato al fotogiornalismo. A 94 anni compiuti, ha commentato il premio con queste parole:

“I fotoreporter sono sulla prima linea della storia… fare bene questo lavoro non è solo scattare belle foto, ma essere un testimone che documenta la realtà con onestà e integrità.”

Questo premio è il riconoscimento di un lavoro che ha dato vita a un archivio monumentale (donato in gran parte alla  California State University) che comprende le foto di cinque presidenti degli Stati Uniti (da Johnson a Clinton), icone assolute da Sophia Loren a Federico Fellini, dai Beatles ad Andy Warhol, fino a Robert De Niro, senza dimenticare le immagini dei grandi eventi sociali, le marce per i diritti civili di Martin Luther King e le proteste contro la guerra in Vietnam.”

Il premio alla carriera tributato a Santi Visalli
Il premio alla carriera tributato a Santi Visalli

Da Messina a New York

Nato a Messina il 23 febbraio 1932, Santi lascia la Sicilia nel 1956 per un’avventura incredibile: un giro del mondo in Jeep durato tre anni. Nel 1959 arriva a New York con pochissimi soldi in tasca e una vecchia Leica, che deve vendere per potersi mantenere nei primi tempi in una città che diventerà la sua casa e il suo palcoscenico per i successivi 60 anni.

Il fotogiornalismo “Totale”

Santi Visalli ha lavorato per oltre 40 anni ai massimi livelli del fotogiornalismo; la professione lo ha portato a collaborare con le più grandi testate: Time, Life, Newsweek, The New York Times, Stern, Oggi ed Epoca.

Il suo archivio conta oltre 200.000 scatti ed è un tesoro storico.

> La politica
Ha fotografato ufficialmente ben sei presidenti degli Stati Uniti, Kennedy, Johnson, Nixon, Ford, Carter e Reagan.
> L’impegno sociale
È stato in prima linea durante le marce per i diritti civili di Martin Luther King e durante le proteste contro la guerra in Vietnam.
> Il cinema e l’arte
Santi Visalli ha lavorato sui set di registi come Federico Fellini e  Lina Wertmüller, immortalando icone come Sophia Loren, Robert De Niro e Andy Warhol, che ha seguito e fotografato per oltre vent’anni.

I libri: l’anima delle città

Oltre al reportage, Visalli è noto per la sua capacità di catturare l’anima delle città. Ha pubblicato per Rizzoli una serie di libri fotografici dedicati alle metropoli americane: New York, Chicago, San Francisco, Boston, Los Angeles, Miami e Washington

Questi volumi, considerati la sua visione del paesaggio urbano, hanno richiesto ciascuno oltre un anno di lavoro per catturare le città in tutte le stagioni e condizioni di luce.

Guida all’immagine

Andy Warhol e Alberto Sordi
Andy Warhol e Alberto Sordi by Santi Visalli

Andy Warhol e Alberto Sordi

Questa fotografia immortala l’incontro tra due mondi apparentemente opposti: il re della Pop Art, Andy Warhol, e l’icona del cinema italiano, Alberto Sordi. Da un lato Andy Warhol, che trasformava gli oggetti di consumo in icone sacre, dall’altro la commedia all’italiana, che trasformava i vizi e le virtù dell’uomo comune in maschere immortali.

Vederli insieme, mentre scherzano con delle trombette di carta come due bambini a una festa, umanizza questi due protagonisti del XX secolo mostrandoceli in un momento di autentica leggerezza.

L’incontro avvenne a New York nel 1978; Alberto Sordi si trovava negli Stati Uniti per promuovere il film “Dove vai in vacanza?” (nello specifico l’episodio “Le vacanze intelligenti”).

Il produttore Dino De Laurentiis organizzò una festa in onore di Sordi e tra gli invitati della “New York bene” e del mondo artistico non poteva mancare Andy Warhol; la foto ritrae i due personaggi in un momento conviviale, un party di Capodanno o una festa privata molto animata, come suggeriscono le stelle filanti e le trombette che entrambi tengono in mano.

L’ironia di Sordi sull’arte moderna

Proprio in quel periodo Sordi aveva appena finito di girare delle scene per il film “Le vacanze intelligenti” in cui dove prendeva ferocemente in giro l’incomprensibilità dell’arte contemporanea: famosa la scena in cui la moglie, seduta su una sedia, viene scambiata per un’opera d’arte.

Vedere Sordi di fronte a Warhol, simbolo di quell’arte che lui “sbeffeggiava” nel film, crea un cortocircuito ironico incredibile.

L’aneddoto dalla parrucca argentata

Si dice che Sordi, con la sua tipica schiettezza romana, rimase molto colpito dall’aspetto di Warhol, in particolare dalla sua celebre parrucca argentata, e pare che in privato abbia commentato, con il suo inconfondibile accento: “Ma questo sta messo peggio de me!”, riferendosi al fatto che anche lui, con l’avanzare dell’età, era molto attento ai propri capelli.

Due timidi a confronto

Entrambi erano caratterialmente riservati e, a tratti, malinconici, nonostante l’esuberanza che Sordi mostrava sullo schermo: Warhol era noto per i suoi monosillabi e la sua timidezza quasi patologica. Sordi, lontano dalle cineprese, era un uomo semplice e frugale.

Warhol, che amava collezionare “personaggi”, rimase affascinato dalla capacità di Sordi di catalizzare l’attenzione di tutta la sala e Sordi raccontava spesso che Warhol lo guardava con una sorta di curiosità antropologica: per l’artista americano, rappresentava l’essenza dell’italianità: era espressivo, rumoroso, vitale!

Per tutte le immagini di Santi Visalli rimando al suo sito
https://thefinestphotos.com/

Paolo Namias

In uno dei prossimi numeri di Tutti Fotografi pubblicheremo l’intero articolo dedicato alle storie dietro alle immagini di Santi Visalli

Paolo Namias
Direttore editoriale delle pubblicazioni di Rodolfo Namias Editore
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