
Napoli è da sempre uno dei palcoscenici più vivi e stimolanti per la fotografia in Italia, sospesa tra la grande tradizione del reportage sociale, la street photography e la ricerca artistica contemporanea.
Dal 2 all’11 ottobre 2026 si svolgerà il Napoli Photo Festival ha la sua sede principale all’interno del Parco San Laise, dove prima c’era la Base Nato; organizzato dall’Associazione Flegrea Photo il festival ha colmato un importante vuoto culturale per la città, trasformando questo spazio rigenerato in un grande polo per la cultura visiva contemporanea.
Abbiamo intervistato Fabiana Privitera.
Per questa terza edizione avete scelto un tema forte: “Napoli e la fotografia di strada”
Quando gli spazi abituali cominciano a sembrarti stretti e non riescono più a offrirti nuovi stimoli, l’unica cosa da fare è aprire la porta e uscire.
Tra i vicoli di Napoli esiste una comunità viva e appassionata di fotografi di strada: alcuni portano avanti una ricerca visiva da molti anni, altri hanno iniziato da poco, ma tutti condividono la stessa necessità di osservare e raccontare la città. C’è chi rincorre la luce e le ombre, chi osserva il flusso dei passanti, chi documenta i volti e la memoria dei quartieri, chi usa la fotografia per riflettere su temi come l’over-tourism.
Ognuno ha uno sguardo diverso e una storia unica da raccontare. La strada, però, è il punto d’incontro di tutte queste visioni. È il luogo dove ci si confronta, si condividono idee, si scambiano esperienze davanti a un caffè e, subito dopo, ognuno riprende il proprio cammino, seguendo la propria ricerca.
Per questo abbiamo scelto “Napoli e la fotografia di strada” come tema della terza edizione: perché non racconta soltanto un genere fotografico, ma una comunità, un modo di vivere la città e di costruire relazioni attraverso lo sguardo.
Napoli è la città delle speranze e dei sogni. Quelli del Napoli Photo Festival?
Il nostro sogno è che il Napoli Photo Festival diventi un punto di riferimento stabile per la fotografia, non solo a Napoli ma anche oltre i confini della città. Vorremmo che fosse percepito come un luogo di incontro, di dialogo e di crescita, dove fotografi professionisti, fotoamatori e semplici appassionati possano sentirsi parte della stessa comunità.
Crediamo che la fotografia sia un linguaggio universale, capace di unire persone con esperienze, età e percorsi differenti. Per questo il nostro desiderio è che nessuno si senta limitato dal proprio livello di preparazione o dall’attrezzatura: ciò che conta davvero è la curiosità, la voglia di mettersi in gioco e di raccontare il mondo attraverso il proprio sguardo.
Il festival nasce proprio con questa vocazione: offrire strumenti concreti per crescere, confrontarsi e trovare nuovi stimoli. Le letture portfolio, i talk, le mostre, gli incontri con gli autori e i momenti di formazione rappresentano occasioni preziose per sviluppare un progetto, ricevere un confronto qualificato e costruire nuove relazioni.
Ma il nostro sogno va ancora oltre. Vorremmo contribuire a rendere Napoli una città sempre più riconosciuta nel panorama fotografico nazionale e internazionale, un luogo dove la cultura dell’immagine possa generare opportunità, creare connessioni e valorizzare il talento. Se il festival riuscirà a far nascere anche una sola collaborazione, a dare fiducia a un giovane autore o a ispirare qualcuno a raccontare la propria storia attraverso la fotografia, allora avremo già realizzato una parte importante del nostro sogno.

Avete raccolto con grande coraggio la responsabilità di rappresentare Napoli nella fotografia. Quale messaggio vorreste lasciare, e a chi?
Rappresentare Napoli attraverso la fotografia è per noi un onore, ma soprattutto una grande responsabilità. Come vicepresidente di Flegrea Photo APS, sono orgogliosa di far parte di un’associazione di promozione sociale composta interamente da volontari che, con passione, competenza e spirito di servizio, dedicano il proprio tempo libero alla realizzazione di questo festival.
Ogni mostra, ogni allestimento, ogni dettaglio che il pubblico incontra è il risultato di un impegno concreto: dietro ogni fotografia esposta ci sono mani che lavorano, idee che prendono forma e persone che scelgono di investire tempo, energie e sacrificio per offrire alla città un’esperienza culturale di qualità.
Il messaggio che desideriamo rivolgere alle istituzioni è un invito a riconoscere e valorizzare questo impegno, affiancandoci nel percorso di crescita del festival e sostenendoci, in particolare, nell’individuazione di spazi espositivi, delle risorse economiche e di tutte le iniziative che consentano alla fotografia di raggiungere un pubblico sempre più ampio.
Allo stesso tempo, il festival vuole essere la dimostrazione concreta che fare rete è possibile. Le nostre mostre diffuse, con autori più e meno noti, raccontano una città capace di collaborare, di condividere visioni e di costruire insieme opportunità culturali. Per questo desideriamo ringraziare tutte le associazioni, le attività commerciali, gli spazi culturali e le realtà del territorio che hanno accolto il progetto e ne hanno condiviso lo spirito.
Il nostro auspicio è che questo festival possa essere sempre più patrimonio dell’intera città: un progetto condiviso, partecipato e capace di raccontare Napoli attraverso lo sguardo di chi la vive e la ama.
Come si articolerà la parte culturale ed espositiva?
Il primo fine settimana è dedicato a Portfolio Italia, un importante circuito nazionale di manifestazioni fotografiche organizzato dalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). Si tratta di una rassegna itinerante che si svolge ogni anno, durante la quale fotografi (sia professionisti che amatori) possono far esaminare e valutare i propri lavori.
I partecipanti siedono ai “tavoli di lettura” per mostrare il proprio portfolio (una raccolta di immagini o un progetto fotografico). Non è una competizione, ma un momento di formazione e confronto per migliorare il proprio linguaggio espressivo e ricevere feedback costruttivi.
Il secondo fine settimana sarà dedicato a Talk di approfondimento sulla tematica della fotografia di strada, con autori di rilievo come il Leica Ambassador Eolo Perfido che ci parlerà di “Street Photography by Napoli” e Giorgio Galimberti che presenterà il suo lavoro “La mia strada”. Parleremo anche di La stampa Fine Art in collaborazione con Canson Infinity e vedremo alcune delle opere più celebri dell’Archivio Fotografico Storico Carbone di Napoli, cura di Giovanni Nicois.
I talk sono davvero tanti: l’elenco aggiornato è pubblicato sul nostro sito https://napoliphotofestival.it.

Parlaci delle mostre
Il filo conduttore del festival è costituito proprio dalle mostre: da un lato le mostre diffuse, la nuova sfida dell’edizione 2026, dall’altro le mostre al San Laise, tra cui “La Fotografia come la mia vita” di Giorgio Galimberti, “Napoli (S)Velata”di Francesco Verolino, “Street ma non Strit” mini-antologica di Raoul Iacometti, “Nowhere” di Fabio Domenicali (a cura di FIAF) e “The Walk, La Steet Photography” di Eolo Perfido.
Prevedete anche concorsi fotografici?
Ce ne saranno due: “Napoli E’ la fotografia di strada”, concorso fotografico aperto a tutti e “La strada che ci unisce”, concorso riservato a istituti superiori, istituti d’arte e associazioni.
Nella edizione precedente avete dato spazio anche ai giovani. E in questa edizione?
I giovani rappresentano una risorsa fondamentale per Flegrea Photo APS e, anche in questa edizione, avranno un ruolo da protagonisti. Saranno loro a curare Fatt’na photo, giunta alla sua terza edizione: è una performance di ritratto creativo che trasforma i visitatori del festival nei protagonisti di un set fotografico professionale. È un’iniziativa che negli anni ha suscitato grande entusiasmo e che, anche quest’anno, si presenterà con nuove idee e qualche sorpresa.
Durante tutta la settimana del festival accoglieremo inoltre scuole, associazioni e gruppi giovanili con visite guidate e momenti di confronto dedicati al loro modo di vivere e interpretare la fotografia.
Crediamo che ascoltare le nuove generazioni sia importante tanto quanto trasmettere loro competenze ed esperienza. L’esperienza dello scorso anno ce lo ha confermato. La caccia al tesoro fotografica a squadre è stata uno dei momenti più belli e partecipati del festival: i ragazzi hanno dimostrato entusiasmo, creatività e una sorprendente capacità di osservare e raccontare il territorio attraverso le immagini.
Il nostro obiettivo è continuare a offrire ai giovani non solo uno spazio in cui esprimersi, ma anche un luogo in cui sentirsi accolti, confrontarsi e crescere. Perché il futuro della fotografia passa inevitabilmente dal loro sguardo.

Ora hai la massima libertà per rivolgerti al grande pubblico e invitalo al festival.
Viviamo in un tempo in cui ogni giorno scattiamo migliaia di fotografie, ma sempre più raramente ci fermiamo davvero a guardarle. Il Napoli Photo Festival ha uno scopo: restituire valore allo sguardo, al racconto e all’incontro tra le persone.
Invito tutti a vivere il festival con curiosità, senza pensare che sia un evento riservato agli addetti ai lavori. È un festival aperto a tutti, lasciatevi emozionare!
Entrate in una mostra, partecipate a un talk, confrontatevi con gli autori, perdetevi tra le esposizioni diffuse nei luoghi della città. Scoprirete che la fotografia non è soltanto un’immagine: è un modo per conoscere gli altri, comprendere il presente e guardare il futuro con occhi diversi.
Se, al termine del festival, tornerete a casa osservando Napoli con uno sguardo nuovo, allora avremo raggiunto il nostro obiettivo. Perché il Napoli Photo Festival non vuole soltanto esporre fotografie: vuole creare una comunità che impari a guardare il mondo con maggiore consapevolezza
Napoli Photo Festival
2 – 11 ottobre 2026
https://napoliphotofestival.it.