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Fotografia.it
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Canon EOS R3 - Dati di scatto: 1/60s - f/9 - ISO 500 a 100mm

Prova su pista, sotto il diluvio, di Canon EOS R3 ed EOS R5

Tanto freddo, tanta pioggia, tanta umidità. E tante EOS. Ancora qualche scatto, questa volta in condizioni climatiche critiche con Canon EOS R3..e con un’insospettabile Canon EOS R5.

Francesco Carlini | 9 Novembre 2021

I miei incontri con Canon EOS R3 sembrano non finire mai: questa volta sono stato in pista, La Pista per essere precisi. Il circuito che si trova a Lainate, poco fuori Milano, è un vecchio tracciato storico dove Alfa Romeo provava i suoi modelli prima della produzione di massa. Ma è stato riconvertito in un centro di guida sicura di proprietà di ACI Vallelunga. Un contesto adatto per provare le potenzialità di Canon EOS R3 e per testare anche le prestazioni di un’insospettabile EOS R5.

Ritorno a respirare aria di eventi in presenza, finalmente. La vita sembra riprendere con normalità, anche se ancora con il freno a mano un po’ tirato: nessuna esagerazione, tanti dovuti controlli, orari da rispettare per le turnazioni. Ci sono però cose che procedono molto molto velocemente, spedite, senza tentennamenti e con il freno solo leggermente accarezzato: le auto da corsa. Nel mio caso una Lamborghini e due Ferrari. Canon Italia ha organizzato The Ultra Race, un evento a La Pista con tante auto veloci e tante fotocamere altrettanto veloci. La classica “Experience bagnata, Experience fortunata”.

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In pista a La Pista (scusate il gioco di parole)

Il focus era permettere a tutti i giornalisti di poter provare EOS R3 in condizioni ottimali e testarne la precisione dell’autofocus. Ma si è trasformata in qualcosa di più: una vera e propria sfida per la tenuta dei corpi macchina in condizioni climatiche al limite della sopportazione. Anzi, a dire il vero alla fine della giornata ho potuto valutare anche la mia di tenuta alle intemperie; devo dire che, nonostante tutto, al netto della penetrante umidità unita alla pioggia torrenziale tipica delle zone tropicali più che della Lombardia, me la cavo ancora abbastanza bene!

Prima di portarci in pista il consueto brief di presentazione. Come ho già scritto spesso, Canon ha sempre adottato un approccio differente al segmento Mirrorless rispetto a Sony: si è concentrata sulla produzione di ottiche importanti e professionali prima di spingere l’acceleratore sui corpi macchina. Questo ha fatto sì che in soli tre anni dal lancio di EOS R si possa parlare di un sistema già di fatto maturo in quanto a qualità e opzioni. Ma come è stato possibile?

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Quote di mercato del segmento Mirrorless.
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Quote di mercato del segmento Mirrorless Full Frame.

L’azienda non ne fa un mistero, anzi: per colmare questo gap importante con la concorrenza ha bloccato l’8% dei ricavi mondiali destinandoli a ricerca e sviluppo, come ha ben sottolineato Paolo Tedeschi – Head of Corporate & Marketing Communication Canon Italia. Questa pianificazione è basata sull’osservazione del mercato: dal 2015 il segmento Mirrorless Full Frame ha eroso le quote di mercato del sistema Reflex in maniera considerevole e ormai è un dato di fatto che lo andrà pian piano (ma neanche troppo) a sostituire. Ma anche questo discorso l’ho già ampiamente affrontato anni fa.

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I tre photopoint a La Pista

Scendiamo in pista. Tre i photopoint previsti: due a bordopista, uno panoramico. In ognuno erano disponibili svariati modelli: tre EOS R3, tre EOS R5, tre EOS R6 e un parco ottiche serie L per permettere a tutti di fotografare. Cosa? Una Lamborghini Huracan, una Ferrari 458 e una Ferrari 430 Challenge lanciate sotto la pioggia..con assetto da asciutto! Già perché il clima torrenziale è stato un nostro fedele compagno di avventura, tanto che sono tornato a casa con “le rane nelle scarpe”. Ma questa è un’altra storia. Per poter mettere insieme tutte queste EOS R3, Canon Italia si è affidata a Canon Europe; di modelli disponibili in Europa ce ne sono pochi, circa due per Paese, per questo ogni coppia di macchine è arrivata “un po’ da di qua e un po’ da di là”: Spagna, Francia, Germania, Polonia. Un grande sforzo logistico e di incastro.

A bordopista con Canon EOS R3

Con EOS R3 mi sono “ritrovato”. Come sapete ho avuto la fortuna di provarla in anteprima e con una discreta calma prima del lancio ufficiale..e, se non avete ancora letto l’articolo, vi consiglio di farlo. Fotografare il wakeboard in Darsena mi aveva dato delle impressioni positive sulla sua resistenza agli spruzzi d’acqua; d’altronde è un modello che incorpora le stesse guarnizioni di EOS-1D X Mark III per cui DEVE essere affidabile in ogni condizione. Proprio per questo motivo nel video pubblicato a settembre paragonai questi due modelli fianco a fianco.

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Prova in pista di Canon EOS R3: sotto una leggera pioggerellina estiva.

Ma tra due schizzi d’acqua ed un acquazzone c’è una bella differenza! Nelle condizioni trovate per questa prova su pista la pioggia è stata davvero battente ed insistente: EOS R3 era zuppa (anche io lo ero ma è ininfluente in questo caso). La condensa nel mirino a volte non mi ha permesso neanche di vedere la scena che avevo di fronte per cui mi sono dovuto affidare completamente al sistema AF, con la speranza che la macchina non andasse in blocco. Condizioni limite per qualsiasi modello e che sono solitamente il campo di battaglia ideale per dimostrare che l’affidabilità di una Reflex è imbattibile. Ma non in questo caso.

Davvero stupefacente, la continuità operativa fornita da EOS R3 è una grande vittoria di Canon e, ragionando in grande, dell’intero segmento Mirrorless. Sono aspetti questi per i quali ci si deve “fidare” di chi ve li racconta; mi rendo conto che non si possa entrare in un negozio e chiedere una macchina in prova per poi lanciarla in una pozzanghera o metterla in un frigo ed è per questo che sono felice che gli eventi in presenza stiano lentamente riprendendo. Solo così si possono saggiare davvero i prodotti.

Il mirino EVF è molto preciso. Soffre un po’ di lag tra l’entrata e l’uscita del soggetto dall’inquadratura ma ammetto che se il blackout esiste non è percepibile.

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Prova su pista di Canon EOS R3 – Dati di scatto: 1/60s – f/9 – ISO 200 a 100mm

Considerando che le giornate prima e dopo questo evento sono state contraddistinte dal sole, una simile prova sul campo è stata una gran bella fortuna!

Il sistema AF con tracking sulle auto lo avevo già “ingannato” fotografando la motonautica: la AI riconosce le forme e quelle delle automobili e delle barche sono circa le stesse. Ma la mia fu una prova in condizioni ottimali. Come si sarebbero comportati processore ed elettronica con un clima rigido e “umido”? La risposta è: perfettamente. In questa breve prova su pista EOS R3 non ha mai laggato sul soggetto, non ha mai tentennato in raffica, il buffer è corso via veloce. Anche qui mi sembra di poter dire che il passaggio di consegne tra Reflex e Mirrorless sia pressoché concluso, almeno per quanto riguarda Canon.

A bordopista con Canon EOS R5

Arriviamo però ora all’outsider: Canon EOS R5. Perché proprio lei? Con EOS R3 avevo già trascorso parecchio tempo a settembre e mi sono ripromesso di lasciare il giusto spazio anche agli altri, a tutti quelli che ancora non avevano avuto modo di provarla in prima persona. Dopo una mezz’ora l’ho amaramente abbandonata, sperando che nell’arco della giornata mi sarebbe prima o poi ritornata tra le mani..karma vuole che così è stato.

Ma nel frattempo dovevo dare un senso a tutta la pioggia che stavo prendendo. Mi sono portato in pista la mia CFexpress lasciando le SD al riparo nella struttura dove avevamo fatto il brief. Lo scorso anno, durante Cortona On The Move, mi sono concentrato su EOS R6..che però non ha uno slot per le CF. Mi sono quindi avvicinato con curiosità ad EOS R5..che tra l’altro è anche l’unica R che non avevo ancora provato. Diffidenza iniziale. Riuscirà ad essere abbastanza veloce nonostante il sensore da 45 Mpxl? Riuscirà a funzionare in queste condizioni?

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Canon EOS R5 – Dati di scatto: 1/80s – f/11, ISO 320 a 70mm

Sì. E anche molto bene. Nelle stesse identiche condizioni, EOS R5 sembra costruita con gli stessi accorgimenti di Mark III e di R3 quindi estremamente affidabile anche in situazioni limite. Il vantaggio rispetto a quei modelli è che si può far affidamento su un file enorme e flessibile in editing, “croppabile” a piacimento anche in modo molto invasivo dati i 45 Mpxl di partenza.

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Prova su pista di Canon EOS R5 – Dati di scatto: 1/80s – f/11, ISO 320 a 70mm
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Crop

Il downgrade dai 30 fps ai 20 fps si sente, soprattutto a bordopista; inizialmente questa cosa mi ha messo un attimino in apprensione ma tutto sommato la CF ha fatto il suo mestiere tenendo un buon tempo di buffer anche sotto sforzo. Macchina zuppa, condensa ovunque, lavoro salvo. In ogni caso il sistema AF è molto affidabile quindi di quei 20 fotogrammi se ne perdono davvero pochi. Il mirino EVF (5.76 milioni di punti, 120 fps) è identico a quello di EOS R3 per cui soffre un po’ di lag ma fotogrammi neri non se ne vedono.

Se per affidabilità non ci sono differenze con EOS R3, per ergonmia non si può dire lo stesso. In un simile contesto non avere un’impugnatura verticale è un limite; poi c’è da considerare l’impostazione “pura” da Mirrorless quindi un diverso posizionamento dei tasti. Nonostante i suoi pregi, non è certo la macchina preferibile in questa particolare situazione. Ma ovviamente è chiedere troppo ad un modello pensato per la fotografia da studio e per i video.

Conclusioni

C’è una cosa che non mi è mancata in questa prova, un modello al quale tengo molto: EOS-1D X Mark III. Quando si parla di Canon la tengo sempre come metro di paragone portante; se un altro modello ci si avvicina, allora è ben fatto. Ma questa seconda prova su pista con EOS R3 mi ha ha fatto capire che la preferenza per la EOS-1D X, da ora in poi, sarà solo una scelta personale. Tecnicamente si equivalgono. Condizioni climatiche come queste erano davvero limite e la Mirrorless non ha fatto rimpiangere Reflex. Nota a margine, ma neanche troppo, per EOS R5: non avrei mai pensato resistesse ad una simile giornata.

Francesco Carlini
In primis appassionato di fotografia, dal 2008 faccio parte del team di Editrice Progresso, storica casa editrice italiana fondata nel 1894, e gestisco il sito www.fotografia.it. Al lavoro redazionale e giornalistico nel corso degli anni ho affiancato il lavoro di prova dei prodotti e delle misurazioni di laboratorio riguardanti fotocamere, obiettivi e smartphone.
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