Questioni di teoria e pratica per scegliere la nuova Full Frame
Mettendo in ordine le scartoffie, ho trovato i fascicoli informativi che distribuivano in negozio al tempo, delle Nikon D3, D3s, D3x e D700. Ho pensato fosse arrivato il momento di prendere una di queste Full Frame anche se sono apparecchi ormai fuori produzione da tempo. Le mie esigenze sono di ottenere il miglior risultato possibile in situazioni di scarsa luminosità (fotografia notturna, musica live, ritratti ambientati tipo “dark”). Vi chiedo un consiglio per l’eventuale acquisto e vi pongo una domanda: sono poco pratico di questioni strettamente tecniche, è corretto dire che una fotocamera con meno pixel sia più adatta all’utilizzo in condizioni di scarsa luminosità e perché?
Alessandro
Di base, è certamente corretto dire che, a parità di tutto il resto, una fotocamera con meno pixel sia più adatta all’uso con luce scarsa. Questo perché meno pixel significa pixel più grandi, da cui ne conseguono due vantaggi: migliore rapporto segnale/disturbo (quindi meno rumore) e maggiore gamma dinamica perché ciascun pixel raccoglie più luce (quindi maggiori informazioni nelle ombre) e maggiore capacità di accumulare luce (Full Well Capacity) prima di arrivare alla saturazione. Questo però a parità di tutto il resto, e in particolare a parità di formato e tecnologia del sensore e del processore. Mentre il formato è noto, le tecnologie e i benefici concreti che ne possono conseguire non sono sempre dichiarati in tutti i loro aspetti dai costruttori.
Il formato più grande aiuta perché, a parità di numero di pixel e rapporto di luminosità dell’obiettivo, un formato maggiore intercetta una maggiore quantità di luce. Una tecnologia più evoluta del sensore (lenti condensatrici, pixel retroilluminati) può dare una maggiore superficie effettiva a ciascun pixel. Un sistema di acquisizione ed elaborazione più evoluto può dare accorgimenti aggiuntivi, come amplificare il segnale prima che siano introdotti certi tipi di rumore, ridurre le cause di rumore interne alla fotocamera, lavorare con più valori ISO nativi (anziché ricavarli tutti da un unico valore ISO base), combinarli (ISO alti per le ombre e ISO più bassi per le luci), ecc.
Ovviamente, tutti i costruttori vantano “ottimo rapporto segnale/disturbo”, “ampia gamma dinamica” per convincere il cliente di avere la tecnologia migliore. C’è anche chi dichiara dei valori (ad esempio 13 stop di gamma dinamica), ma questo non è sempre chiaro come sia misurato e in quali condizioni.
Alla fine, non è facile valutare preventivamente quanto incidano questi aspetti tecnici su ogni singola macchina, per cui l’unica vera soluzione è fare prove pratiche con metodi standardizzati per poter fare confronti significativi.
Un buon sito di riferimento per confrontare macchine diverse è questo: https://www.photonstophotos.net/Charts/PDR.htm
Scelga le macchine che le interessano e vedrà i comportamenti come gamma dinamica.
Le posso anche consigliare di rivolgersi al suo negoziante e chiedergli di poter scattare con macchine diverse.
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