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2021: i nostri volti - Foto di Maurizio Pretto, Schiroli Tiziano, Pippo Palmeri

Le prime foto dei lettori per il concorso ‘2021: i nostri volti’

Ecco i primi scatti selezionati tra quelli inviati dai lettori alla redazione per il concorso ‘2021: i nostri volti’!

Eugenio Tursi | 25 Gennaio 2021

Sono giunti alla redazione, tramite la pagina dedicata al caricamento delle fotografie e Instagram, i primi scatti destinati a popolare la galleria dedicata ai ritratti dei lettori per il concorso ‘2021: i nostri volti‘, l’iniziativa che fa seguito al filone documentario ‘La fotografia non si ferma‘ la quale ci ha accompagnato per quasi tutto il 2020.

Abbiamo iniziato a chiedere ai nostri lettori di inviare i propri scatti ripresi durante il primo periodo di lock-down dovuto all’emergenza Covid19 ed il riscontro ottenuto è stato veramente eccezionale! Ad una partecipazione numericamente degna di nota si è unito il piglio dimostrato da molti lettori per una ricerca personale e fotografica meritoria che più volte abbiamo messo in risalto su Fotografia.it così come sulle pagine di Tutti Fotografi!

Faremo lo stesso anche in questa occasione cominciando proprio da qui. Abbiamo selezionato per voi una ventina di scatti tra tutti quelli inviati sino ad oggi: ve li proponiamo in una doppia veste. Abbiamo realizzato una galleria dedicata che li espone tutti e che andrà di volta in volta, di mese in mese, a popolarsi delle nuove fotografie che più rappresenteranno lo spirito di ‘2021: i nostri volti’. Qui sotto trovate invece, commentate dalla redazione in ordine sparso e rigorosamente non meritorio, quelli che ci hanno ispirato una riflessione che può essere non solo di elogio ma anche di taglio più didattico. In fin dei conti lo scopo di questa nuova iniziativa è anche quello di continuare, come nostro solito e come sempre, a ‘fare fotografia’ migliorandoci grazie al confronto con coloro che condividono con noi tale passione.

Buona lettura, complimenti a coloro che sono stati selezionati (vi ricordiamo che, tra questi già meritevoli, verranno mensilmente assegnati anche alcuni abbonamenti premio a Tutti Fotografi a coloro che si sono particolarmente distinti) e continuate soprattutto ad inviarci le vostre foto a tema ‘2021: i nostri volti’ per mezzo della pagina dedicata al caricamento delle fotografie e Instagram.


I ritratti di Alessandro Gariano sono tutti catturati per strada e ritraggono soggetti evidentemente all’oscuro del fatto di essere sotto l’obiettivo di una fotocamera. Il bokeh aiuta sempre l’autore nel creare una composizione in cui il protagonista emerge dallo sfondo anche perché questo è nella maggior parte dei casi improvvisato, come si confà al genere street. Eccessivo il crop in alcuni casi (meglio avvicinarsi, selezionare più drasticamente o allungare la focale se possibile) così come mancante la definizione per il medesimo motivo ma anche per un filo di mosso a volte. La costanza nella scelta di contesto e soggetti è motivo di scelta. Da migliorare l’editing perché avrebbe consentito di guadagnare molto soprattutto in uniformità. Eviterei di ripetere per troppe volte il genere ‘mascherina’ perché, al di là dell’esigenza sanitaria, nel ritratto fotografico infastidisce.

Pippo Palmieri è il fotografo più presente in questa selezione con 4 scatti. Felici le espressioni e l’intensità di tutti. I due bianconero sono ritratti anche particolarmente riusciti sotto il profilo tecnico mentre la bambina è il più debole tra i 4, per eccessiva morbidezza, dominanti e fill-in poco curato. Si lascia comunque guardare e merita di essere annoverato. Il venditore di stoccafisso è un ritratto eccezionale, peccato per un editing colore troppo aggressivo: giusto cercare di inserire una palette colore nei propri scatti ma senza impoverire troppo la gamma tonale! Un suggerimento: dimentichi le cornicette attorno ai fotogrammi perché li impoveriscono inevitabilmente. Nel ritratto la foto vive sul personaggio, sull’espressione, sulla luce che nei due bianconero già ci sono in abbondanza. Il filo di mosso di uno dei due non toglie nulla allo scatto, quindi bene così.

I tre ritratti di Fabio Campailla che pubblichiamo si distinguono tutti per una buona realizzazione tecnica, una grande nitidezza e per inquadrature interessanti motivate, più che dall’originalità assoluta, dall’attenzione del fotografo per lo sguardo del soggetto, non sempre comune in questo genere. Il particolare rosso del tappo sul naso della ragazza direi di limitarlo a questo singolo fotogramma da qui all’eternità dato che, dopo Schindler’s List, di desaturazioni parziali se ne sono già viste troppe. Però in questo stesso scatto l’espressione lieta e serena di lei vale il fatto di proporlo per la naturalezza dell’insieme. Il bianconero che l’autore propone è certamente curato sebbene, glielo consiglio a scopo puramente utilitaristico, oggi il bianconero un poco più contrastato e ‘piacione’ conquisti di più il pubblico. Insomma la gamma tonale oggi serve come veicolo per i dati dal Raw al Jpeg. In sede di pubblicazione o condivisione vale invece tutto ed il contrario di tutto! Nel colore occhio alla temperatura colore ed alle dominanti fredde sull’incarnato perché smorzano parecchio la portata del ritratto. Le suggerisco di provare anche ad allargare un poco il contesto attorno ai suoi soggetti, per quanto importanti siano per lei.

Vincenzo De Simone ci manda questi due scatti di sapore estremamente differente. Il bird’s eye è tecnicamente interessante come strada per l’autoritratto. Le suggerisco però di curare un poco di più l’editing dato che a prima vista di materiale su cui lavorare per tirarci fuori qualche cosa di più coinvolgente ce ne sarebbe anche, soprattutto sul fronte del contrasto. L’autoritratto (credo sia tale…) in studio o comunque con luce controllata è simpatico, ben esposto, forse appena sovra ma ritengo più per l’editing che non in ripresa. Potrebbe avere usato un ring flash (?) che resta, a parte la potenza sempre carente soprattutto in luce Led, una fonte di illuminazione molto interessante con cui sperimentare nel ritratto. In generale bene, si percepisce la voglia di sperimentare. Ora magari provi su soggetti alternativi al fotografo stesso!

Ho raccolto questi 5 scatti in bianconero tra tutti quelli inviatici poiché, ho la sensazione, si tratta in tutti i casi di autoritratti. La scelta del bianconero mi ha incuriosito poiché nel 2021 è piacevole notare come questo genere ancora attragga così tanto i fotografi di ogni ordine e grado. Sia che si scatti con uno smartphone, come fa Francesco Carlini, sia che si impieghino attrezzature di maggiore ‘peso’ come Gabriele Luchetti, mi piace molto notare come al sperimentazione nella composizione regni sovrana in questi ritratti! Zeno Rigato mette in scena una piece che rammenta la partita a scacchi con la morte ne ‘Il Settimo Sigillo’. Attenzione però all’esposizione che qui è assai mal gestita. In un set artificiale non c’è motivo per cui non debba essere curatissima: uno sfondo uniforme rischiarato l’avrebbe cavata d’impaccio facilmente, salvo la bruciatura sulla mano dello scheletro. Dario Amabile propone una visione grandangolare di se che, tra altre inviate, ci piace per lo sguardo e per la grande plasticità di insieme, complice anche la barba che scandisce la caduta di luce. Stefano Gandolfi gioca sul ritratto in campo lunghissimo, credo unico tra tutti coloro che ci hanno inviato un ritratto. Per altro con risultati grafici e minimalisti molto buoni. Bravo, originale. Non saprei valutare la sfocatura così accentuata della facciata ma diamo per scontato che sia dovuta al fuoco sul riflesso due volte più lontano. Il ‘Pensatore’ cieco di Francesco Carlini non è un bianconero particolarmente plastico per contrasto e gamma tonale ma la composizione e l’interpretazione meritano di certo la menzione, anche per il fatto di essere eseguito con uno smartphone in modo estremamente valido sotto il profilo tecnico. Uno zic in più nelle alteluci avrebbe giovato. Gabriele Lucchetti: mi piace molto il taglio, mi piace la luce laterale ma le suggerisco di valutare un editing più attento perché è troppo evidente la traccia di uno scurimento forzato del contesto con anche segni di posterizzazione dovuti ad una gestione del bianconero non consistente. Se posso darle un suggerimento cerchi sempre di trovare la foto prima di scattare, non dopo averla scaricata sul computer.

Ho lasciato per ultimi questi tre ritratti che giungono da tre fotografi totalmente differenti per approccio al soggetto. Maurizio Pretto ha evidentemente un piglio più professionale e propone un ritratto morbido, naturale ma preciso e puntuale come chi lavora in fotografia farebbe quasi certamente. Anche l’editing ‘acqua e sapone’ segue questo stile ed è evidentemente un elemento voluto dal fotografo cui vorrei però suggerire di valutare magari un intervento appena più deciso, se non altro per comprendere con maggiore immediatezza che questo grado di naturalezza è proprio parte del percorso dell’autore. La mascherina, come detto in altri casi, è di certo un segno dei nostri tempi ma potremmo anche evitarla nella fotografia di ritratto laddove non si pongano prioritarie le questioni sanitarie. Capisco che la volontà narrativa fosse questa però. Tiziano Schiroli realizza invece uno scatto estremamente spontaneo e famigliare di una ragazza che si nasconde dietro la coperta. Il flash diretto si nota e crea colori sgargianti ma anche ombre drastiche. Eppure il tutto pieno del fotogramma piace. Forse anche per gli occhi di lei così in basso in esso. La gamma tonale dello scatto ruota tutta attorno a arancioni e rossi, il che aiuta nel creare uniformità e nel rendere la foto appetibile. Non credo che questa resa sia particolarmente programmata, fatto sta che apprezzo molto la scelta del fotografo di inviarci lo scatto. Spesso scegliere costituisce una parte fondamentale del fotografare. Una nota: qualche pixel in più di risoluzione poteva anche mandarcelo però! In ultimo da citare mi resta Riccardo Rossi il cui bianconero crudo e diretto, per via del flash sparato proprio addosso al protagonista musicista, ci riporta alla grande ritrattistica musicale degli anni 60 e 70, forse anche per i dettagli estetici del personaggio. Il bianconero che lei propone mi piace molto, anche per la grana accentuata e definita, oltre che per il pieno dello sfondo rappresentato dai volumi accatastati e nitidi. La ritrattistica in luce flash diretto è un genere difficile ma di grande impatto. Se questo dovesse rappresentare un suo stile ‘usuale’ mi piacerebbe se potesse inviarci qualche altra prova. Grazie.

Eugenio Tursi
Nato a Firenze nel 1974, ho fatto tutto al contrario. Dia prima, camera oscura dopo. Prima dell'Hasselblad avevo già la digitale. Ho imparato da Alpino, frequentando ed insegnando poi in scuole di fotografia milanesi. Scrivo dal 1999, mi laureo in Informatica e ricollego il tutto alla fotografia digitale. Faccio anche il fotografo freelance oltre a coordinare Progresso Fotografico che conobbi nel 1995. Mi hanno insegnato 'qualcosa’ Leonardo Brogioni, Roberto Signorini, Gerardo Bonomo.
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