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Fotografia.it

L’Esperto risponde. Sognare una K-1000 digitale

Ma davvero servono così tante opzioni?

Redazione fotografia.it | 30 Agosto 2026
esperto-risponde-fotocamere

Sono passato al digitale quasi venti anni fa, ma non cambio spesso attrezzatura e non ricorro l’ultimo grido della moda. Quando però acquisto una nuova fotocamera resto sempre stupito da quante opzioni e complicazioni i progettisti abbiano aggiunto. Ma davvero servono così tante opzioni? E quando si cerca l’unica cosa che davvero serve non si ha la minima idea di dove sia. Perché non esiste una bella Pentax K-1000 digitale?
Alberto

Anche se capisco perfettamente la sua reazione, le cose sono sempre più complicate di come sembrano e i problemi complessi non hanno quasi mai soluzioni semplici. Quell’unica cosa importante che lei cerca, senza sapere dove trovarla, era presente sulla Pentax K-1000? Se no, come mai la cerca?

Comunque, a questa inflazione di funzioni di dubbia utilità io vedo due alternative possibili, considerando che nessuno usa tutto quello che troviamo in una moderna fotocamera digitale e che ciascuno cerca di capire cose gli possa servire (e quello che è utile a me può essere inutile per lei, o viceversa).

La prima soluzione è cercare davvero una fotocamera che sia la più essenziale possibile. Se non si gradisce il telemetro con i suoi limiti, oppure non ci si può permettere una Leica M, la digitale più vicina a una fotocamera classica è una Fuji serie X-T.
L’aspetto è quello, la logica operativa pure: se la si vuole usare come una K-1000 autofocus, dopo aver verificato/configurato alcuni aspetti preliminari non occorre mai entrare in un menu. Per regolare tempi, diaframmi e ISO vi sono semplicemente tre ghiere ben visibili e marcate. Può darsi che non le serva altro.
Non ha idea di quante volte mi sia chiesto io stesso come mai Pentax non abbia fatto una cosa del genere. Fuji l’ha fatta e ne ha tratto un gran vantaggio.

L’altra possibilità è usare una macchina concettualmente più moderna ed evoluta, come è qualsiasi Canon, Nikon o Sony, con un trucco operativo che spesso è già predisposto dal costruttore.
La si usa in modo tranquillo e ponderato per la fotografia che ci lascia il tempo di pensare, avendo però impostato uno o più modi USER per le situazioni improvvise e caotiche. Esempio: stiamo fotografando un paesaggio a priorità di diaframma, con scatto singolo, autofocus singolo su area spot e ISO bassi per la migliore qualità dell’immagine… quando spunta uno stormo di uccelli a distanza di scatto. Che fare?

Se stiamo a cambiare tutto, parametro per parametro, ci mettiamo dieci minuti, ammesso di ricordare tutto e dove trovarlo. Se invece portiamo la ghiera dei modi su U1, troviamo già impostati all’istante: priorità tempi, 1/1000, ISO auto, AF-C, area allargata con Tracking 3D e scatto a 10 fps. Ce la dovremmo fare, giusto cambiando il tempo, se è il caso.
L’importante è configurare bene e con la dovuta calma U1 (e magari anche U2, per un’altra situazione frenetica diversa dalla prima). Passato il momento concitato, si torna con la ghiera dei modi su A o su M e si ritrova tutto come prima, per la nostra foto di paesaggio.
Io faccio così.


Hai domande particolari che vorresti rivolgerci? Siamo a tua disposizione! Scrivici una mail a: tuttifotografi@fotografia.it!


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