
Carlo Borlenghi è stato uno dei più autorevoli fotografi di vela e nautica a livello internazionale; per oltre quattro decenni ha raccontato le più importanti competizioni veliche e imprese oceaniche.
E’ stato fotografo ufficiale delle principali campagne italiane in Coppa America a partire dal 1983 con Azzurra, proseguendo con Il Moro di Venezia e per numerose edizioni con Luna Rossa.
Noto per la sua capacità di unire rigore tecnico all’azione sportiva ha vissuto il passaggio dalle fotocamere analogiche a quelle digitali

Dalla pellicola alle macchine digitali
Negli anni Settanta-Novanta, dalle prime regate alle sfide di Azzurra nel 1983 fino a Il Moro di Venezia nel 1992, il lavoro del fotografo si basava sulle reflex meccaniche, spesso caricate con pellicola diapositiva.
I limiti tecnici, soli 36 scatti a rullino e la difficoltà di cambiare pellicola in mezzo agli spruzzi delle onde, non hanno impedito a Carlo di scattare splendide immagini.
Il momento del passaggio al digitale è coinciso con le regate di Luna Rossa ad Auckland nel 2000.
La decisione di usare corpi digitali non era dettata dalla qualità delle immagini, inizialmente inferiore a quella delle diapositive, ma dalla necessità di inviare le immagini ai quotidiani a pochi minuti dalla fine della regata.
L’avventura di Luna Rossa
Il legame tra Carlo Borlenghi e Luna Rossa rappresenta un sodalizio quasi trentennale iniziato a a Auckland 2000: nel 1997, quando Patrizio Bertelli e lo yacht designer Germán Frers lanciarono la prima sfida di Prada per la 30ª America’s Cup, Carlo Borlenghi venne confermato come fotografo ufficiale del team e ha immortalato l’avventura dello scafo fino alla vittoria della Louis Vuitton Cup contro AmericaOne guidata da Paul Cayard e l’accesso al match finale di Coppa America contro Team New Zealand.