
Dati di scatto: 1/640s - F4.5 - ISO 80
Sony FE 400mm F4.5 GM OSS alla prova in pista: un supertele G Master da 994 grammi, luminoso e versatile, pensato per l’uso a mano libera.
Il supertele da avere con sé in quasi ogni situazione, senza troppi sforzi, nonché il modello giusto per entrare nel sistema professionale G Master e prenderci le misure, lasciando il vero e proprio salto nel professionale a un momento successivo. Questo nuovo Sony FE 400mm F4.5 GM OSS nasce proprio con questi due intenti e, dopo averlo provato sul campo, mi sembra esserci riuscito appieno.

Possedere attrezzatura professionale non dovrebbe per forza essere appannaggio solamente di chi della fotografia ha fatto un mestiere a tempo pieno. La ricerca della qualità d’immagine è infatti un credo a cui molti fanno affidamento, siano essi professionisti a tempo pieno o tutti coloro che un tempo non troppo lontano eravamo soliti chiamare “amatori evoluti”; da tempo ormai Sony dedica tantissima attenzione anche a loro, un pubblico molto ampio che in passato aveva guardato quasi unicamente verso le ottiche di terze parti (leggasi, principalmente, Sigma) ma che ora l’azienda vuole che “torni all’ovile” sotto l’attacco nativo E-Mount.
Con queste premesse è stato presentato il nuovo Sony FE 400mm F4.5 GM OSS: un G Master a tutti gli effetti, sia per qualità d’immagine che per qualità costruttiva, pensato per fare il grande salto nella famiglia dei supertele di alto profilo. Non bisogna vederlo come un doppione di FE 400mm F2.8 GM OSS: il fratellino F4.5 è infatti meno luminoso, ma dalla sua può vantare una portabilità estrema in qualunque condizione grazie a un peso di poco inferiore al chilogrammo. È quindi agilmente utilizzabile a mano libera sia in natura che nei paddock e, una volta riposto in uno zaino, non diventa mai un peso per la schiena.
FE 400mm F4.5 GM OSS ha una costruzione complessa, tipica delle ottiche professionali: utilizza 22 elementi in 16 gruppi, con una lente ED, tre elementi Super ED e un diaframma con 11 lamelle, uno schema ottimizzato per contenere l’aberrazione sferica. La messa a fuoco è interna ed il barilotto non è estensibile: è lungo 242mm, con un diametro di 108mm. La lente frontale ha un rivestimento alla fluorite, contro unto e sporco, e supporta filtri da 95mm: qui la prima differenza con il fratellone F2.8 GM che vede invece la presenza del classico “cassettino” drop-in. In realtà anche qui tutto il barilotto è a prova di intemperie, come polvere e spruzzi, per cui ideale per la fotografia outdoor di qualunque genere. A stupire è però soprattutto il peso piuma che lo caratterizza di soli 994 grammi: in meno di un chilogrammo si ha tra le mani un obiettivo che può comodamente spingersi a 560mm o 800mm con i moltiplicatori di focale dedicati.

| Caratteristica | Sony FE 400mm F4.5 GM OSS | — | Sony FE 400mm F2.8 GM OSS | |
|---|---|---|---|---|
| Focale | — | 400mm | — | 400mm |
| Apertura massima | — | F4.5 | — | F2.8 |
| Schema ottico | — | 22 elementi in 16 gruppi | — | 17 elementi in 14 gruppi |
| Elementi speciali | — | 1 ED + 3 Super ED | — | 3 fluorite |
| Diaframma | — | 11 lamelle | — | 11 lamelle |
| Messa a fuoco | — | Interna | — | Interna |
| Motori AF | — | 2 XD Linear | — | 2 XD Linear |
| Stabilizzazione | — | SteadyShot, Mode 1/2/3 | — | SteadyShot, Mode 1/2/3 |
| Dimensioni | — | 108x242mm | — | 158.1x359mm |
| Peso | — | 994 grammi | — | 2.895 grammi |
| Filtro | — | 95mm | — | 40.5mm, slot-in |
| Teleconverter 1.4x | — | 560mm F6.3 | — | 560mm F4 |
| Teleconverter 2x | — | 800mm F9 | — | 800mm F5.6 |
| Resistenza a polvere e spruzzi | — | Sì | — | Sì |
| Rivestimento al fluoro | — | Sì | — | Sì |
Al suo interno trovano spazio ben due motori XD Linear in grado di spingerlo a dare il massimo anche sotto pressione, come la raffica da 120 fps e il frame rate 4K/120p di Sony A9 III. All’esterno la dotazione di comandi comprende quattro pulsanti Fn, una ghiera Function e la ghiera di messa a fuoco, oltre ai selettori AF/MF e Full Time DMF. È inoltre presente un limitatore della distanza di messa a fuoco, con modalità Full oppure da 7 metri a infinito. La stabilizzazione SteadyShot può essere attivata o disattivata e offre tre modalità: Mode 1 per l’utilizzo generale, Mode 2 per il panning e Mode 3 per sport e uccelli.

Quando si ha a disposizione un 400mm e il meteo decide di complicare i piani, bisogna cambiare programma. L’idea iniziale era quella di mettere alla prova FE 400mm F4.5 GM OSS in un contesto più vicino a quello naturale per un supertele di questo tipo, ma la pioggia e le condizioni poco favorevoli mi hanno portato in pista, davanti a un soggetto altrettanto interessante: le moto. Precisamente, pista libera e prove della SBK. Il tutto con una A7R VI.

Si è rivelata una situazione ideale per capire fin da subito quale sia il vero punto di forza di questo obiettivo. Un 400mm non è una focale che normalmente si associa alla fotografia sportiva a mano libera, soprattutto quando si pensa ai grandi supertele professionali. Qui, però, il peso di soli 994 grammi cambia completamente il modo di approcciarsi alla focale. La prima sensazione è proprio quella di avere tra le mani un obiettivo molto più gestibile di quanto ci si aspetterebbe guardando la focale. Non c’è quella sensazione di dover necessariamente appoggiare l’attrezzatura o utilizzare un monopiede per poter lavorare a lungo. Il peso ridotto permette di seguire la moto durante il passaggio, correggere rapidamente l’inquadratura e soprattutto mantenere una maggiore libertà nei movimenti.


Insomma, si porta facilmente ovunque senza grandi patemi. D’altronde, un po’ me lo aspettavo. Nel 2018 provai anche la versione F2.8 GM e non fu propriamente una passeggiata: era un’ottica che rispettava i dettami dell’epoca ma, con i suoi 3kg, non diventava di semplice utilizzo senza almeno avere dalla propria un monopiede. Questo nuovo modello si presta invece a un utilizzo molto più dinamico, senza per forza essere ancorati a una posizione fissa. In pista questo aspetto diventa evidente soprattutto quando il soggetto attraversa rapidamente l’inquadratura. Con un 400mm la porzione di scena inquadrata è naturalmente molto stretta e basta un piccolo movimento per perdere la moto. La possibilità di muovere l’obiettivo con relativa facilità diventa quindi parte integrante dell’esperienza di scatto.

Come già accaduto quando poco tempo fa utilizzai FE 100-400mm F4.5 GM OSS, mi sono concentrato molto sul comportamento dell’autofocus. Le moto, soprattutto le SBK, rappresentano un soggetto particolarmente impegnativo: arrivano rapidamente, cambiano posizione nell’inquadratura e, soprattutto, possono essere parzialmente nascoste da altri elementi della pista. In queste condizioni il lavoro dei due motori XD Linear e del sistema di tracking diventa fondamentale, così come la stabilizzazione e la possibilità di scegliere come adattarla in base al tipo di movimento del soggetto, con la Mode 2 pensata per il panning e la Mode 3 dedicata proprio a situazioni dove la rapidità è tutto.

Apro una parentesi: a conti fatti queste peculiarità sono secondo me molto importanti anche per tracciare un solco nei confronti del 300mm F2.8. La maggior luminosità non si discute però ci sono dei “limiti” di cui tener conto dopo 8 anni: un peso tre volte superiore e, probabilmente, una minor reattività e una più limitata tenuta dei moderni sensori in termini di risoluzione. Pensando poi allo sfocato, questo F4.5 direi che è in grado di regalare ottimi risultati.

La pista, quindi, si è trasformata quasi per caso in un banco di prova particolarmente utile. Non solo per verificare la capacità del 400mm di seguire soggetti veloci, ma soprattutto per capire quanto il peso ridotto modifichi concretamente il rapporto con una focale così lunga. Ed è probabilmente questo l’aspetto che più distingue FE 400mm F4.5 GM OSS dai supertele tradizionali: non è semplicemente un 400mm più leggero, ma un’ottica che permette di pensare alla fotografia con una focale così lunga in maniera diversa. Il fatto di poterlo portare, sollevare e utilizzare senza che diventi rapidamente il principale limite fisico della sessione apre infatti possibilità che con un 400mm F2.8 da quasi 3kg sarebbero inevitabilmente più complicate.
Questa prima uscita non è però sufficiente per esprimere un giudizio definitivo sulla resa ottica di FE 400mm F4.5 GM OSS. Le condizioni e il contesto mi hanno permesso di concentrarmi soprattutto su gestione, autofocus, stabilizzazione e comportamento sul campo, lasciando a una prova più approfondita la valutazione di dettaglio, nitidezza e resa alle diverse aperture. Quello che emerge già con chiarezza, però, è il modo in cui un peso di soli 994 grammi riesca a cambiare concretamente l’esperienza di utilizzo di un 400mm.