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Nikon Z9 - Dati di scatto: 1/1000s - f/2.8 - ISO 2500 - a 200mm

In prova Nikon Z9: la professionale che mancava

Presentata a fine ottobre, Nikon Z9 è la Mirrorless Full Frame più precisa e prestazionale che Nikon abbia mai presentato. Con questo modello, l’azienda spinge tutti i fotografi professionisti sportivi ad abbandonare definitivamente il sistema Reflex.

Francesco Carlini | 6 Dicembre 2021

Ho avuto in prova per circa un’ora la nuova Nikon Z9, una fotocamera per il professionista sportivo molto completa e prestazionale ma soprattutto ancora “in divenire”. Le caratteristiche e le funzioni potrebbero infatti migliorare ulteriormente con il massivo aggiornamento gratuito previsto a febbraio/marzo 2022.

A fine ottobre si era già capito, neanche troppo velatamente, che Nikon avrebbe fatto sul serio. Al tempo ne ho parlato con molta enfasi, convinto già dalla caratteristiche che sarebbe stato un modello molto concorrenziale e ben fatto. D’altronde per Nikon Z9 era un “o la va o la spacca”: in un simile periodo di assestamento finanziario aziendale non è possibile fare alcun tipo di errore, pena bruciarsi definitivamente dopo essersi avvicinati troppo al fuoco. In tale epoca storica, nella quale non si era mai trovata dato che è sempre stata ai vertici delle vendite e delle preferenze assieme a Canon, Nikon ha dato un deciso colpo di reni alla sua strategia. Gli ultimi prodotti lo dimostrano chiaramente: Nikon Z fc è un modello estremamente intelligente che sta trovando l’entusiasmo del mercato degli appassionati, Nikon Z9 seguirà lo stesso percorso per i professionisti.

D’altronde gli indizi lasciati sul campo erano evidenti: Nikon D6 è stato un po’ “il canto del cigno” del sistema Reflex professionale. Non ha spostato gli equilibri rispetto a D5 tanto che in molti si sono tenuti stretti il vecchio modello aspettanto con pazienza un prodotto migliore. Ciò è anche in parte dovuto al riassestamento aziendale, che ha visto numerose fabbriche di componentistica Reflex chiudere in favore di quelle Mirrorless e del relativo taglio di prodotti con lo specchio di fascia medio/bassa. In questo contesto Z9 doveva quindi rasentare la perfezione. Non poteva tradire la fiducia dei fedelissimi del marchio, e non solo, che hanno tanto atteso un cambio di passo importante, con molta pazienza.

Il mio entusiasmo iniziale, basato solo sulla scheda tecnica del prodotto, fortunatamente è stato confermato da questo seppur breve primo contatto. Nikon ha tirato fuori dal cilindro un modello che, sulla carta, non è tanto diverso da quella Z7 II datata 2020..ovviamente con una raffica più importante: stesso sensore, stesso sistema AF, stesso EVF, stabilizzazione di mezzo stop in più. Il fatto che Z9 sia completamente diversa e molto più efficace lo si deve al nuovo processore e alla nuova batteria, un aspetto questo che fa aprire gli occhi su quanto sia importante al giorno d’oggi un chip ben fatto per supportare al meglio la potenza di calcolo di questi modelli.

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Nikon Z9 – All’interno del corpo non ci sono parti meccaniche, non ci sono tendine: l’unica presente serve solo a coprire il sensore durante il cambio ottica. La macchina non ha un otturatore meccanico per cui il suono è simulato, è solamente un comunissimo file audio!

Expeed 7 regge tutta l’architettura e snellisce i processi di elaborazione di questa sportiva rendendola, a parità di caratteristiche, una macchina migliore in tutto e per tutto. La dimostrazione che forse, oggi, non serve più tanto rincorrere i numeri ma ottimizzare quello che si ha già. Due aspetti su tutti confermano questo assunto: il sistema AF e il mirino EVF, di cui parlerò più avanti. Anticipo anche che la soluzione adottata per il mirino è tanto semplice quanto geniale. Con questo modello Nikon non si nasconde e vuole “obbligare” tutti coloro che utilizzano una D4s o una D5 a bypassare D6 e abbracciare definitivamente il sistema senza specchio.

Con Z9 Nikon prende una strada opposta a quella intrepresa da Canon con EOS R3: la prima punta direttamente al vertice delle fotocamere (modelli che potremmo considerare multimediali come Sony A1), la seconda si tiene invece questo asso ancora nella manica. Anche perché Z9 segue le orme della A1 come macchina multimediale, più che quelle di EOS R3. Ora Canon ha di nuovo la sua concorrente storica. E con Sony che ha fatto da apripista, ci sarà da divertirsi.

Nikon Z9: caratteristiche

Di questo modello ne abbiamo parlato tanto nei giorni scorsi, le caratteristiche dovrebbero essere ormai sulla bocca di tutti: sono tante e sono di alto profilo. Voglio ricapitolarle sinteticamente in questa lista:

  • Sensore BSI-CMOS Stacked da 45 Mpxl
  • Processore Expeed 7
  • Raffica da 30 fps in Jpeg
  • Raffica da 20 fps in Raw + Jpeg
  • AF da 493 punti con 3D Tracking
  • EVF da 3.68 milioni di punti
  • Video 8K/30p senza crop in H.264/H.265 8/10 bit
  • Video 8K/30p senza crop in ProRes HQ 10 bit

Andando più nello specifico, cerco di spiegare meglio un paio di aspetti. Il sensore non è BSI ed è fatto in casa da Nikon, non da Sony come spesso è accaduto in passato; questo è il sintomo di un cambio di passo e strategia aziendale abbastanza aggressiva e che probabilmente proseguirà anche in futuro. La riproduzione del colore è eccellente e le informazioni che se ne ricavano sono tantissime a 45 Mpxl. Ma Z9 mette a disposizione del professionista sportivo che non vuole un file così pesante una soluzione più agile: potrà andare in downgrade a 25 Mpxl, sempre in pieno formato.

La terza opzione FX è quella con risoluzione a 11 Mpxl, che però è pensata per supportare al meglio la (pazzesca) raffica da 120 fps (sì: in foto, non in video). Quella normale invece è di due tipi: a 20 fps o a 30 fps a seconda che si voglia avere anche un file Raw o meno. Il burst è talmente preciso che difficilmente si perde un fotogramma a qualsiasi frame rate, cosa che invece poteva accadere nell’ordine dei 2/3 su Z6 ad esempio.

Torna in pompa magna un sistema AF con 3D Tracking, per la gioia di tutti i nikonisti; era stato inspiegabilmente abbandonato con il passaggio al Mirrorless, ma in Nikon sono riusciti ad implementarlo su questa ammiraglia. A far da contorno un’intelligenza artificiale in grado di riconoscere fino a 9 soggetti differenti: esseri umani, animali domestici (cani e gatti), uccelli, aeroplani, treni, automobili, moto e bici. Possono essere selezionati manualmente a seconda della scena oppure si può far scegliere alla macchina cosa riconoscere e a cosa dare priorità automaticamente.

Il mirino EVF è Real-Live. Poco tempo fa avevo fatto una comparativa tra modelli da 45 Mpxl notando come il mirino di Z9 ne uscisse sconfitto inequivocabilmente. Ed in effetti è proprio così: è meno risoluto e di certo non ha un refresh rate di 120 fps o 240 fps, quindi impossibile fosse davvero blackout free come l’azienda sosteneva. Nikon non ne ha mai comunicato un dato ufficiale e secondo me ha fatto bene: in epoca moderna, basta una minima caratteristica fuori posto per cassare un modello irrimediabilmente. Ma la stessa Nikon ha approntato una soluzione tanto semplice quanto geniale per superare il problema: la tecnologia Dual Stream. Le informazioni raccolte dal sensore passano attraverso il processore Expeed 7 che le elabora e le sdoppia in due flussi: i dati di raffica (quindi quelli con blackout) vengono direttamente salvati in scheda, quelli della scena vengono visualizzati dall’EVF.

In soldoni: guardando nel mirino si vede un’immagine Live, un video. Anzi, il video della scena che si ha di fronte. EVF e display Oled posteriore si differenziano solo per dimensione e risoluzione. Perché non ci aveva mai pensato nessuno? Perché Nikon è la prima ad utilizzare un otturatore completamente elettronico. In Z9 non ci sono parti meccaniche, non ci sono tendine: l’unica presente serve solo a coprire il sensore durante il cambio ottica. L’otturatore arriva fino a 1/32000s e garantisce un contenimento del rolling shutter fino almeno ad 1/2000; qui non ci sono dati ufficiali, è solo un numero “possibile” ma di sicurezza..ipoteticamente potrebbe essere un valore anche minore.

Nikon Z9: design

Il corpo è interamente in lega di magnesio. È poco più piccola di una D6 con dimensioni di 149 x 149.5 x 90.5mm ma pesa di meno ed è più bilanciata con ottiche lunghe; quasi paradossalmente, Nikon ha comunicato che è anche più resistente e utilizzabile anche in condizioni limite quali freddo estremo (-10°) e caldo torrido. Sicuramente il problema dello specchio e dell’usura non sussiste. Quello della polvere è risolto da uno strato antistatico sul sensore, rivestimento ereditato da quello che Nikon utilizza per la lente frontale delle ottiche Nikkor. Discorso a parte il display posteriore: ha un sistema di basculaggio orizzontale e verticale, tipo quello visto su Panasonic e Pentax, ma con un gioco minore. Sembra molto resistente ma potrebbe far filtrare elementi esterni dato che ha più giunture di quelle di un classico monitor estraibile.

La disposizione dei pulsanti è quella “classica”, quindi il passaggio da Reflex a Mirrorless viene reso molto facile. Grosse differenze rispetto a D5 e D6 quindi non ce ne sono, a parte l’appena visto monitor posteriore e la nuova batteria: quest’ultima merita una menzione a parte. EN-EL18d è identica nelle forme a EN-EL18, per cui le “vecchie” batterie delle ammiraglie con lo specchio si potranno usare anche su Z9. La differenza sostanziale è che la nuova è anche maggiorata, con una capacità di 3300mAh, un valore che permette di supportare al meglio tutta l’architettura elettronica di questo modello senza grandi patemi.

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Nikon Z9 – Dati di scatto: 1/1000s – f/2.8 – ISO 3200 – a 200mm

La sua longevità è tutto sommato ancora un mistero, non c’è uno standard CIPA di riferimento e durante la giornata la Z9 che ho utilizzato è passata varie volte di mano; mi è difficile quindi avere un riferimento di utilizzo, impossibile sapere quanto e come sia stata utilizzata, quali funzioni, quanta raffica, quanto video. Detto ciò un dato ce l’ho: solo io ho scattato 4430 immagini e la batteria non è stata mai sostituita o ricaricata. Insomma, i consumi effettivi li valuteremo quando la macchina arriverà in redazione.

Nikon Z9 è una tuttofare professionale, per cui alcuni potrebbero acquistarla anche per fare fotografia notturna o astrofotografia. Gli ingegneri Nikon hanno quindi pensato ad una specie di Night Mode: ogni pulsante sulla scocca è retroilluminato e la visualizzazione del menù si può impostare su vari colori, uno su tutti il rosso. Pupille salve. Completa il tutto un doppio slot per schede CFexpress XQD, necessarie per supportare le prestazioni della macchina.

Nikon Z9: sul campo

Lo ammetto, inizialmente ero un po’ combattutto. Da una parte scettico vedendo che poco sembrava cambiato rispetto a Z6 e Z7 in quanto a caratteristiche; dall’altra convintissimo che Nikon non potesse sbagliare un modello così importante. Nei mesi precedenti, tra un evento e l’altro, ero poi riuscito a parlare un po’ con Giuseppe Maio, PM Manager Nital, e dalle sue parole traspariva molto entusiasmo ancor prima del lancio ufficiale. “Z9 cambierà tutto, sposterà gli equilibri. In molti abbandoneranno le D per questa”. Parole profetiche di chi probabilmente sapeva già tutto o quasi.

Andiamo al sodo. La giornata di prova, generosa in quanto a condizioni climatiche, si è svolta al centro sportivo Ronchiverdi alle porte di Torino. Tre le situazioni di scatto: due indoor con acrobate e tennisti, una outdoor con alcuni runner. Appena presa in mano Z9 restituisce subito quel feeling da professionale che ti aspetti da un modello simile; inoltre, rispetto a Canon EOS R3 e Sony A1, è più snella data la sua struttura a tiraggio cortissimo. Ok, ad onor del vero l’impugnatura orizzontale e verticale potrebbe essere un filino più spessa, ma ognuno ha “le mani che si merita” quindi è un aspetto molto soggettivo.

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Nikon Z9 – Dati di scatto: 1/640s – f/2.8 – ISO 5600 a 70mm

La prima cosa che noto è la sensibilità del pulsante di scatto: basta sfiorarlo per farla scattare. Ho perso il conto di tutte le volte che mi sono dimenticato di mettere la sicura a quello del vertical grip e ho sentito partire la raffica. Utile quindi poter “sentire” lo scatto e non aver sempre attivo quello silenzioso. Questo rumore è chiaramente finto. Ricordate? La macchina non ha un otturatore meccanico per cui il suono è simulato, è solamente un comunissimo file audio! Andando con la fantasia, se Nikon liberasse il codice per poterli creare, ognuno potrebbe caricare il rumore che preferisce: secco, morbido o addirittura completamente diverso.

Ma torniamo alla prova. Passare attraverso le modalità di scatto è molto semplice: coassiale al pulsante dei modi sulla sinistra c’è una ghiera che determina la cadenza, da scatto singolo a raffica da 20 fps, 30 fps o 120 fps. Inizialmente decido di provare le potenzialità del sensore con lo scatto singolo, con i bellissimi Nikkor Z 50mm F1.2 S e Nikkor Z 24-70mm F2.8 S. La riproduzione del colore è davvvero meravigliosa e il livello di dettaglio è pazzesco. Ma c’è di più.

Nella situazione indoor nella quale mi trovavo era facile trovarsi del banding sul file dato dalle luci artificiali della sala: mai pervenuto, che per una macchina che non dà la sicurezza di un otturatore meccanico è davvero una specie di miracolo. “Certo..” direte voi “..facile con lo scatto singolo”. Vero, quindi ho deciso di andare in raffica a 30 fps ed il risultato è stato lo stesso: banding mai pervenuto. Una simile affidabilità è necessaria per il fotografo sportivo ma non solo, anche per il ritrattista e per chi lavora spesso in interni.

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Nikon Z9 – Dati di scatto: 1/1000s – f/2.8 – ISO 3200 – a 90mm

Purtroppo il tempo a disposizione non era tanto. Non essendoci un modello per ognuno dei giornalisti presenti, la macchina è passata spesso di mano; tempo effettivo: circa un’ora a testa. Con una finestra di prova così risicata ho cercato di concentrarmi sui due aspetti principali: sistema AF e mirino. L’autofocus consta di 493 punti a rilevamento di fase e contrasto, identico a quanto visto su Z6 II e Z7 II ma di gran lunga più preciso. I meriti sono da ricercare nel processore ma soprattutto in una maggior copertura dell’area AF Auto. Questo aspetto ha permesso il grande ritorno della tecnologia 3D Tracking che con il passaggio al Mirrorless sembrava essere stata abbandonata definitivamente. La domanda da un milione di dollari è: quali sono le differenze rispetto alla classica area dinamica?

Con l’area dinamica si seleziona una zona AF che rimane fissa (a meno che non si sposti manualmente): il soggetto è a fuoco se, anche spostandosi, rimane all’interno dell’area. Se il soggetto principale esce dall’area e viene perso, l’AF si sposta su quello che riesce a rilevare all’interno della zona selezionata inizialmente. Con il 3D Tracking si utilizza invece la superficie di tutte le aree disponibili, avendo quindi un rilevamento continuo del soggetto agganciato inizialmente. Premessa fatta.

Il 3D Tracking ha funzionato egregiamente e il sistema AF in generale è davvero molto pronto e reattivo tanto che è difficile se non impossibile perdere un fotogramma della raffica. La cosa curiosa è che, forse perché la Z9 aveva un firmware non ancora definitivo, l’area dinamica si comportava praticamente alla stessa maniera: rilevando il soggetto anche se questo usciva dalla zona. Non è certo una pecca, anzi diciamo che è un valore aggiunto.

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Nikon Z9 – Dati di scatto: 1/1000s – f/2.8 – ISO 3200 – a 90mm
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Crop

Nello specifico, nel tennis, il rilevamento dei volti e dei soggetti ha davvero fatto “il suo”; anche se questi venivano coperti da altri elementi (ad esempio il volto dalla racchetta), l’AF non si è mai sganciato. Non ha esitato nemmeno davanti alla presenza di più soggetti nell’inquadratura. Da questo punto di vista Nikon Z9 è davvero più affidabile sul campo rispetto alle altre Z. Cosa pazzesca è poi la possibilità di scattare a 120 fps andando in downgrade automatico a 11 Mpxl; basta ruotare la ghiera a sinistra sulla calotta e selezionare raffica e risoluzione voluti. Questa è una di quelle modalità che quasi rendono inutile un fotografo: una volta inquadrato il soggetto basta premere il pulsante di scatto. Et voilà, avrete “scattato un filmato”.

Dati di scatto: 1/800 – f/2.8 – ISO 2500 a 70 mm – 11 Mpxl @ 120 fps

Unico piccolo problema: la mole di frame che avrete nella scheda. Qui basterebbe una feature in grado di indicare sommariamente quali scatti sono i migliori..che però non c’è, anche se la AI potrebbe gestirla. Mi rendo conto di farla molto semplice, sugli smartphone questa opzione esiste ma lì vengono scartati i frame fuori fuoco..e “purtroppo” su Z9 non ce ne sono. Resta che suggerirei a Nikon di cominciare a lavorarci su e, magari, con il prossimo firmware previsto per marzo..

Infine il mirino EVF. La visione è Live HDR: scattando una raffica il blackout non viene mai percepito per il semplice fatto che l’occhio sta vedendo un filmato. Credo sia una soluzione tanto semplice quanto geniale! I vantaggi sono in termini di consumo (un mirino con più punti e un refresh rate elevatissimo ha un impatto importante sulla batteria) e percezione della scena.

Due aspetti meritano una menzione. Il primo è l’ottima gestione degli ISO. In interni ho scattato alla massima risoluzione di 45 Mpxl e ISO 25600: il rumore mi sembra un po’ visibile ma mai disturbante, ma soprattutto non inficia la risoluzione generale del file.

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Nikon Z9 – Dati di scatto: 1/640s – f/6.3 – ISO 25600 a 50mm

Il secondo è la compatibilità con le ottiche Nikon F-Mount. Sul campo da tennis ho montato il Nikkor 70-200mm f/2.8 con adattatore e la compatibilità con Z9 è eccellente: mai un ritardo nella messa a fuoco, mai un intoppo di qualunque tipo. Per cui, in tutta onestà, anche se Nikon ancora non possiede un parco ottiche “lunghe” per Mirrorless si potranno usare con soddisfazione tutte quelle del sistema Reflex.

Per quanto riguarda connessioni e trasferimento immagini, purtroppo non ho potuto testare l’effettiva velocità in combinato con l’app. Nikon Mobile Air è già disponibile per Android e iOS ma, seppur si può già trovare sui relativi store, non è ancora scaricabile nel nostro Paese. Molto probabilmente sarà disponibile nel 2022, ne riparleremo.

Nikon Z9: conclusioni

Nikon torna a fare Nikon. Non che fino ad ora non lo fosse stata ma un vero prodotto professionale di questo genere mancava alla sua line up ed era richiestissimo da tutti i professionisti. Nikon Z9 è prestazionale, infallibile sotto molti aspetti; file ricco di informazioni, AF preciso e senza sbavature, batteria e processore finalmente in linea con le funzioni elettroniche indispensabili per il lavoro sul campo. Il tutto impreziosito da una raffica in scatto di 120 fps, soluzione questa che renderà la vita dei professionisti decisamente più agevole. Senza mai dimenticare che è la prima Mirrorless Full Frame per fotografi sportivi senza parti meccaniche. Bentornata Nikon!


In questa gallery le immagini scattate con Nikon Z9 e Nikkor Z 50mm F1.2 S, Nikkor Z 24-70mm F2.8 S e Nikkon 70-200mm f/2.8 F-Mount.


Francesco Carlini
In primis appassionato di fotografia, dal 2008 faccio parte del team di Editrice Progresso, storica casa editrice italiana fondata nel 1894, e gestisco il sito www.fotografia.it. Al lavoro redazionale e giornalistico nel corso degli anni ho affiancato il lavoro di prova dei prodotti e delle misurazioni di laboratorio riguardanti fotocamere, obiettivi e smartphone.
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