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Canon EOS R5 - Sketch originale

Progetto EOS R: come nasce un sistema a prova di futuro?

Com’è nato il nuovo sistema EOS progettato per il futuro? Intervista a Hironori Oishi, Chief Designer Canon Japan.

Francesco Carlini | 22 Febbraio 2021

Il sistema Canon EOS è nato circa 30 anni fa quando nel 1987 venne presentata la prima EOS 650, modello con il quale Canon abbandonava l’innesto FD per passare all’innesto EF. Da quel momento in poi ogni obiettivo ebbe il proprio motore integrato per la messa a fuoco così come il corpo macchina.

Occorre però fare un po’ di cronistoria, che ben si intreccia anche con quanto avvenuto nel corso dei 70 anni di Photokina. Le prime macchine con AF integrato nel corpo e nell’obiettivo furono Pentax ME F nel 1981 e Olympus OM-30 nel 1982. Purtroppo non ebbero il successo commerciale sperato poiché erano basate su design di modelli precedenti e non comunicavano una vera “novità tecnologica” al primo sguardo.

Furbescamente Minolta presentò la sua 7000 nel 1984. Ma non era il futuro, anzi rispecchiava il passato: il motore AF era solo nel corpo e non anche nelle ottiche. Questo il pubblico non lo percepì a causa (o grazie) del design futuristico di questo modello che fece un vero e proprio “boom” praticamente ovunque.

Canon invece identificò il futuro nell’accoppiata corpo/ottica e investì tantissimo in ricerca e sviluppo presentando numerosi brevetti. Con EOS 650, nel 1987, arrivava cinque anni dopo Pentax e Olympus ma lo faceva da vincente. EOS 650 fu il primo modello che il pubblico percepì come “sistema” e riuscì dove gli altri fallirono anche grazie al design. EOS 650 fu la prima ad averne uno moderno a differenza dei modelli del periodo: fu adottato uno stile curvo per migliorare l’ergonomia, un’impugnatura più grande per una presa più salda, una ghiera principale e un layout attorno al pulsante di scatto più comodo per le dita.

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Canon EOS 650 – adv del 1987

Canon ha creato un vero e proprio impero dietro questo EF-Mount, adattato ad ogni esigenza del fotografo: da obiettivi altamente professionali per il pieno formato EF Serie L a quelli per il formato ridotto EF-S a quelli della prima serie mirrorless EF-M.

Se è vero che il marchio EOS continuerà ad accompagnarci in futuro, è anche vero che le tecnologie stanno cambiando ed all’innesto EF si è quindi aggiunto quello RF. Canon, anche sotto la spinta anche del mercato, ha cominciato a fare seriamente anche in campo Mirrorless Full Frame, affiancando alla serie M (APS) la serie R e proiettandosi nel futuro. Nel 2018 fu lanciato il primo modello, Canon EOS R, attorno al quale gira l’offerta odierna dell’azienda. Allora, il Vice Presidente Canon Europe Alessandro Stanzani commentò così: “Come ci ricordiamo la presentazione del nostro primo sistema digitale, un giorno, fra molti anni, saremo ancora qui e ci ricorderemo di questo lancio, il primo di una nuova era della fotografia”.

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Canon EOS Series – adv celebrativa del 30esimo anniversario, 2017

Questa nuova era è arrivata e passa attraverso una nuova ingegnerizzazione di fotocamere e obiettivi. Un nuovo design si è infatti reso necessario per massimizzare le prestazioni e per offrire nuove soluzioni che siano a prova di quel futuro previsto da Alessadro Stanzani ma soprattutto da Yuichi Ishizuka, Presidente e CEO Canon Europe. “Abbiamo immaginato il futuro e abbiamo chiesto ai nostri ingegneri come renderlo possibile. Ci serviva un nuovo sistema che ci proiettasse avanti nel tempo. Sette anni fa non sapevamo se sarebbe stato reflex o mirrorless, ma oggi crediamo che il futuro sarà mirrorless e la nostra tecnologia sarà in grado di soddisfare le richieste dei professionisti da qui a molto tempo a venire.” Tutto passa attraverso il nuovo RF-Mount: 54 mm di diametro, 20 mm di tiraggio. L’innesto del bocchettone è della stessa misura del famoso EF-Mount ma questo ha ben 12 pin (8 su EF) che consentono di trasmettere informazioni 40 volte più velocemente e di consentire una stabilizzazione più efficace. Una strada, questa, non percorribile ad esempio con un innesto EF-M (47 mm di diametro) che tra l’altro non avrebbe permesso neanche lo sviluppo di ottiche estremamente luminose come quelle presentate per EOS R.

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Hironori Oishi, Chief Designer Canon Japan

Da EOS R in poi Canon ha sviluppato nuovi modelli quali, EOS RP, EOS R5, EOS R6 e tante nuove ottiche. Tanto altro è però ancora in cantiere. Molto spesso attendiamo il nuovo modello di fotocamera o di ottica in maniera spasmodica, per sapere quale sarà il nuovo massimale delle prestazioni..a volte siamo soddisfatti, altre volte la critica è facile. Ma non ci fermiamo forse abbastanza a comprendere lo sforzo che c’è dietro: anni di preparazione, studio, bozze e progetti, anche falliti, che solo dopo attenta analisi e controlli qualità diventano realtà.

Per questo motivo ho avuto la possibilità di parlare con Hironori Oishi, Chief Designer Canon Japan, al quale ho posto qualche domanda sul design del sistema R: come è stato concepito, quanto è stato studiato, quali sono state le sfide del team di ricerca e sviluppo. Argomenti principali di questa discussione: Canon EOS R, EOS R5 ed RF 70-200mm F2.8 L IS USM. Non tutte, ovviamente, hanno avuto una risposta esaustiva..ma è normale, i giapponesi sono ermetici quando si parla di progettazione.


L’intervista è letterale, tradotta dal giapponese all’italiano senza parafrasi.


Il sistema R: il progetto di ricerca e sviluppo

Che cosa intende per “design” e in che modo la ricerca, lo sviluppo e l’analisi dei dati sono cambiati nel corso degli anni in Canon?
“Il processo di progettazione inizia con lo studio degli utenti e la ricerca, seguiti dalla realizzazione di schizzi e modelli. In Canon, il processo è evoluto nel corso del tempo andando ad assumere forme specifiche in funzione della serie in fase di progettazione. Per esempio, la progettazione delle EOS con innesto EF punta sull’ergonomia, quella della EOS M sul lifestyle. Quando progettiamo siamo alla continua ricerca di un nuovo approccio che ci stimoli.”

Per quanti anni avete lavorato sul progetto EOS R prima di trovare il giusto design?
“Il Sistema EOS è stato creato più di 30 anni fa e da allora i tempi sono molto cambiati. Le fotocamere sono diventate digitali, il numero dei pixel è aumentato e ora usiamo un unico dispositivo per eseguire riprese fotografiche e video. È quindi lecito pensare che il design e il sistema di EOS R siano frutto di un’evoluzione avvenuta nel corso di oltre 30 anni, durante i quali Canon ha proseguito il suo impegno nell’aiutare fotografi e videomaker a realizzare contenuti eccellenti.”

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Canon EOS R5 – Sketch originale

Com’è possibile creare un design innovativo per un prodotto tanto difficile da rinnovare quanto una fotocamera? Quali sono le sfide dell’innovazione in questo settore?
“Quando abbiamo iniziato a progettare il Sistema EOS R, il nostro primo pensiero non è stata la realizzazione della prima fotocamera mirrorless Canon. La vera forza trainante è stata invece lo sviluppo di obiettivi ad alte prestazioni che avrebbero rivoluzionato il processo della produzione fotografica e cinematografica proiettandola verso il futuro. La fotocamera EOS R sarebbe stata al centro del Sistema.
Da un punto di vista meccanico, la progettazione delle fotocamere Mirrorless Full Frame ha dovuto quindi ruotare intorno all’innesto RF. Dovevamo progettare un nuovo sistema ottico che sfruttasse le potenzialità dell’innesto consentendo al tempo stesso di utilizzare gli obiettivi EF esistenti. Questo era essenziale per consentire l’uso della nuova fotocamera da parte di utenti che avevano già investito in apparecchiature Canon. Quindi, abbiamo creato un innesto con un ampio diametro e una minore distanza dal sensore immagine, che consente di raggiungere nuovi e straordinari livelli di prestazioni ottiche. Questo processo di progettazione ha evidenziato che non è più possibile pensare ai dispositivi e agli obiettivi separatamente.”

Il design esterno di fotocamere e obiettivi è stato quindi studiato contemporaneamente?
“Quando abbiamo progettato il Sistema EOS R, abbiamo pensato contemporaneamente al design dei corpi mirrorless Full Frame e degli obiettivi RF, soprattutto per il fatto che l’innesto RF è al centro del sistema. Per quanto riguarda il collegamento tra corpo e obiettivo, sull’innesto e sugli obiettivi è presente un anello grigio a indicare che sono compatibili e lavorano perfettamente insieme. I nostri ingegneri garantiscono che i nostri obiettivi vengano progettati specificatamente per integrarsi con le nostre fotocamere, dal punto di vista dello stile e delle prestazioni.”

Com’è possibile trovare il giusto compromesso tra estetica e funzionalità?
“Tutto ciò che facciamo è fortemente radicato nei concetti che guidano il nostro processo di sviluppo: velocità, praticità ed elevata qualità delle immagini. Dando la priorità a questi tre concetti intramontabili possiamo trovare il giusto equilibrio tra estetica e funzionalità.”

Quanto hanno contribuito gli Ambassador e gli utenti con i loro suggerimenti?
“Molto. Canon dedica molta attenzione alla user experience durante il processo di progettazione. Quando abbiamo progettato la EOS R5, per esempio, volevamo creare un design che consentisse agli utenti di avvalersi del know-how acquisito dai nostri Canon Ambassador e dal feedback di altri utenti, pur utilizzando un prodotto nuovo e interessante. Per questo, abbiamo incorporato una ghiera posteriore e un multi-controller che ha molte affinità con la EOS tradizionale. Ma non è sempre facile trovare un giusto equilibrio tra feedback diversi, talvolta in conflitto tra loro.”

Quanto pensate di poter ancora innovare in termini di design del prodotto e quanto dipende dall’ingegnerizzazione interna?
“Tutto viene realizzato internamente, quindi per le nostre innovazioni migliori, come il Sistema EOS R, è importante che vi sia collaborazione tra tutte le aree, specializzazioni e team.”

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Canon EOS R5 – Sketch originale

Dal punto di vista della progettazione industriale, il nuovo innesto ha certamente portato a nuove sfide. Quali in particolare?
“Le nuove sfide nascono dal fatto che il nuovo Innesto consente una maggiore libertà nella progettazione degli obiettivi. Ora abbiamo fin troppa libertà ed è difficile decidere cosa fare (ride), ma siamo contenti di continuare a innovare in questo settore. Abbiamo adottato il Design incentrato sull’innesto quale simbolo della visione del nuovo sistema di attacco che sarà ereditato dalle future serie R. Per noi, non si tratta solo di un simbolo di design ma svolge un ruolo funzionale definendo il diametro della base dell’obiettivo per garantire che vi sia spazio sufficiente per le dita, indipendentemente dall’obiettivo montato.”

Canon EOS R: la prima Mirrorless Full Frame

Ho molto apprezzato il fascino e il design di EOS R. Com’è nato questo concetto futuristico?
“Tutto è iniziato con grandi discussioni che hanno coinvolto diverse figure professionali all’interno di Canon. Dagli ingegneri ottici, meccanici ed elettronici ai responsabili dei settori videocamere cinema, videocamere di videosorveglianza e dei nuovi progetti in fase di studio. Insieme, abbiamo guardato al futuro e compilato un elenco di problematiche ed esigenze, senza perdere di vista ciò che rende speciali i nostri prodotti. Da qui, è nata l’idea di sviluppare un nuovo sistema di acquisizione delle immagini, il Sistema EOS R, con proprietà avanzate, che solo Canon poteva realizzare.”

La ghiera di selezione e la touch bar sono due buone idee che hanno però avuto esiti diversi. Penso che la touch bar aggiunta sulla EOS R abbia rappresentato una grande novità, forse un po’ “acerba” e per questo non apprezzata da tutti. Perché l’avete abbandonata invece di perfezionarla e riproporla su modelli come EOS R5 ed EOS R6? State studiando soluzioni simili per il futuro o è un percorso che avete abbandonato?
“La touch bar è stata pensata per consentire agli utenti di modificare agevolmente le impostazioni mentre scattano guardando attraverso il mirino elettronico, ma questo ha posto dei problemi. Per il futuro, abbiamo preso in considerazione il feedback degli utenti e stiamo cercando la soluzione migliore per offrire un’esperienza di ripresa ottimale. Staremo a vedere.”

Canon EOS R5: un ritorno alla tradizione

Canon EOS R5 è simile a EOS R ma è più legata alla tradizione: nessuna touch bar, ghiera posteriore in stile reflex e joystick AF. È stato il feedback degli utenti a farvi fare un passo indietro rispetto alle soluzioni adottate su EOS R?
“Nel progettare ogni nuovo prodotto prestiamo la massima attenzione alle esigenze degli utenti e al loro feedback: sono incredibilmente importanti per noi. L’opinione dei nostri utenti stimola il nostro settore R&D e guida l’innovazione, aiutandoci a rispondere alle esigenze dei clienti e a espandere le loro possibilità di ripresa. Per noi è importante ascoltare con attenzione ciò che i nostri clienti desiderano e decidere di conseguenza. Nell’adattare la strategia alle richieste del mercato, teniamo sempre in considerazione le esigenze dei clienti per garantire la migliore esperienza di ripresa. Con la touch bar sulla EOS R, per esempio, alcuni utenti hanno avuto difficoltà a modificare le impostazioni mentre riprendevano guardando attraverso il mirino elettronico, ed è per questo che abbiamo apportato delle modifiche sulla EOS R5.”

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Canon EOS R5 – Sketch originale

Canon RF 70-200m F2.8L IS USM: progettazione record

Come siete riusciti a ridurre del 30% il peso e le dimensioni dell’obiettivo RF 70-200mm rispetto alla versione EF?
“Fin dalle prime fasi di sviluppo, ci siamo spesso incontrati con gli addetti alla produzione per parlare di quali nuove tecnologie sarebbero state necessarie per migliorare la qualità dell’obiettivo. La riduzione del peso è il risultato di una serie di modifiche meccaniche.
Per ottimizzare la qualità dell’obiettivo e accorciare la sua lunghezza, abbiamo incrementato il potere di rifrazione. Questo ha però influito sulla qualità dell’immagine, per cui abbiamo usato nuovi materiali in vetro, come le lenti Super UD e le lenti asferiche UD, per correggere l’aberrazione cromatica e sferica. Normalmente, occorrono più lenti per correggere le aberrazioni, ma ottenere lo stesso effetto con un’unica lente ha contribuito a ridurre il peso in modo significativo. Parte del meccanismo dello zoom dell’obiettivo EF 70-200mm F2.8L IS III USM consisteva in una camma meccanica (controllo meccanico del gruppo di lenti). La camma meccanica e i suoi componenti sono stati sostituiti da una nuova camma elettronica USM, così da ottenere un design più leggero. L’ultimo cambiamento che abbiamo apportato al design per ridurre ulteriormente il peso è stata la rimozione della base del treppiede. Siamo così riusciti a raggiungere un peso finale di circa 1.070 grammi. Il nuovo modello è quindi un terzo più leggero rispetto ai 1.480 grammi di EF 70-200mm F2.8L IS III USM.”

Come per le fotocamere, anche per gli obiettivi è difficile creare un design che rompa con le forme del passato. Quali soluzioni potrebbero esserci in futuro? Forse l’uso di nuovi materiali per i componenti interni?
“Per decenni Canon ha promosso l’innovazione nel campo degli obiettivi (siamo noti per essere uno dei migliori e più importanti produttori di ottiche al mondo) e spesso il settore ha seguito il nostro esempio. Il design dei nostri obiettivi è di altissimo livello e ridefinisce le frontiere dell’innovazione ottica. I nostri obiettivi EF sono il frutto di oltre 30 anni di sviluppo e feedback degli utenti. Progettiamo pensando a prestazioni, facilità di utilizzo e affidabilità e cerchiamo di ampliare le possibilità creative. Ogni obiettivo che lanciamo deve offrire ai fotografi qualcosa di nuovo e al tempo stesso aderire ai nostri standard di eccellenza ottica. Quando progettiamo gli obiettivi, la qualità della produzione è al centro di tutto ciò che facciamo: gli operai specializzati che lavorano presso il centro di produzione degli obiettivi serie L di Canon Inc. sono in grado di rilevare la presenza di difetti in un vetro semplicemente dal suono che produce. Ciò dimostra l’altissimo livello di attenzione ai dettagli richiesto per la produzione di un obiettivo Canon. Per i nostri obiettivi, EF o RF, desideriamo creare un design intramontabile e sofisticato che sia fruibile universalmente anche ad anni di distanza dal loro lancio sul mercato.”

Francesco Carlini
In primis appassionato di fotografia, dal 2008 faccio parte del team di Editrice Progresso, storica casa editrice italiana fondata nel 1894, e gestisco il sito www.fotografia.it. Al lavoro redazionale e giornalistico nel corso degli anni ho affiancato il lavoro di prova dei prodotti e delle misurazioni di laboratorio riguardanti fotocamere, obiettivi e smartphone.
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